Messaggero Veneto

Sabato 21 Dicembre 2013

 

Microcredito ai poveri della Chiesa

Pronto un progetto di solidarietà per aiutare i disoccupati a diventare imprenditori e una scuola per amministratori.

L’APPELLO DEL VESCOVO. I politici diano segnali di speranza e promesse che non deludano: è questa la richiesta dei movimenti di protesta.

Aiutare i disoccupati pagando le bollette o regalando una borsa della spesa come accade in quasi tutti le parrocchie non basta più. Per affrontare la crisi la Chiesa friulana intende sperimentare un sistema di microcredito con l’obiettivo di «inventare nuovi posti di lavoro e dare un’opportunità concreta ai poveri di intraprendere un’attività». Il progetto è stato presentato ieri nell’ormai consueto momento di riflessione con gli amministratori pubblici e i parlamentari voluto dall’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato.

All’appello ha risposto soltanto una sessantina di politici («Mi sembra incredibile che di tutto il centrodestra in consiglio comunale sia venuto solo Enrico Berti», ha commentato il vicepresidente Franco Della Rossa) ai quali l’arcivescovo ha voluto illustrare due iniziative: quella per superare la crisi che sarà gestita dalla Caritas e la scuola di formazione socio-politica, un vero e proprio percorso didattico biennale che intende aiutare attuali e futuri amministratori a dedicarsi in modo efficace al bene comune mettendo in pratica i valori e i principi della dottrina sociale della Chiesa.

Dei due progetti hanno parlato il delegato pastorale alla cultura, don Alessio Geretti e il vice direttore della Caritas, Paolo Zenarolla che ha precisato: «L’assistenza da sola non risolve il problema, anzi rischia di consolidarlo mentre nei nostri centri di ascolto abbiamo capito che ci sono molte persone prive di prospettive personali che hanno bisogno di un aiuto concreto per ripartire. C’è chi vorrebbe seguire un corso di tre mesi - ha raccontato - ma non sa dove lasciare i figli e chi invece vorrebbe aprire un’attività, ma da solo non ce la fa. Per questo abbiamo pensato al microcredito, un prestito d’onore che, siamo sicuri, sarà restituito e forse trasformerà alcuni poveri in imprenditori».

L’arcivescovo ha invece preso in prestito le parole di Papa Francesco («È evidente che in alcuni luoghi si è prodotta una “desertificazione” spirituale... E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indichino la via verso la Terra promessa e così tengono viva la speranza») per esortare politici e amministratori a dare «segni di speranza, promesse che non deludano. Questa - ha sottolineato - è l’invocazione che sale dai movimenti di protesta che vediamo nelle strade e nelle piazze e che manifestano una sofferenza a cui non possiamo non sentirci vicini».

«Quanti sindaci - ha continuato - in questi mesi mi hanno confidato di sentirsi come dei poveri essi stessi perché poche sono le risorse a cui attingere per rispondere a legittime richieste dei cittadini! Dove trovare queste risorse che diano un po’ di speranza non illusoria? Certo, possiamo esigerle da una maggiore equità sociale che passa attraverso la coraggiosa eliminazione di sprechi e privilegi, come Papa Francesco chiede con forza. Ma chi deve reggere quotidianamente il peso delle sofferenze e le fatiche dei propri cittadini - ha aggiunto - credo abbia un altro luogo in cui cercare speranza per se stesso e per coloro che aspettano da lui vicinanza e risposte. Questo luogo è la sua anima».

All’incontro sono poi intervenuti anche il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente dell’Anci, Mario Pezzetta, l’assessore provinciale Francesca Musto e la presidente della Regione Fvg Debora Serracchiani che ha apprezzato in modo particolare il progetto del microcredito: «Anche la Regione ci sta pensando, in alcuni casi potrebbe essere lo strumento più adatto a favorire la ripresa. Purtroppo stiamo affrontando un’emergenza quotidiana, gli ammortizzatori sociali sono diventati “cronici” e governare la cosa pubblica in questa fase non è facile perché la gente ci chiede risposte e ci considera anche come una parte del problema, ma dobbiamo avere fiducia e ritrovare il senso della comunità per dare risposte concrete alla speranza».

Cristian Rigo

mons. Andrea Bruno Mazzocato
mons. Andrea Bruno Mazzocato
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