Il Gazzettino

Domenica 11 Settembre 2011

 

Muradore alla Cgil: basta con la macchina del fango

UDINE - «La Cgil tenta di far passare l'aggredito per l'aggressore». Non si spegne la polemica a distanza dopo lo sciopero del 6 settembre fra le due sigle sindacali: Roberto Muradore, segretario Cisl dell'Udinese, parla anzi di una «macchina del fango che nel sindacato è purtroppo in funzione da troppi anni». Ricorda infatti che «nel 1984 e, più recentemente, nei contratti separati dei metalmeccanici e nel Patto per l'Italia dei primi anni 2000, la Cisl ha subito una violenta e mistificatoria propaganda». Viceversa «i numeri in libertà degli scioperi e alle manifestazioni della sola Cgil hanno sempre mostrato successi mirabolanti». Per questo «al segretario della Cgil regionale Franco Belci che continua a dare lezioni alla Cisl, dico di stare più attento alla stanchezza dei suoi iscritti e militanti, invece che all'impazienza dei cislini. Invito sommessamente la Cgil - spiega - a confrontare il testo originario dell'articolo 8 con quello attuale per cogliere come le modifiche imposte da Cisl e Uil lo abbiano opportunamente depotenziato, specificatamente in materia di licenziamenti. Cgil, Cisl e Uil hanno ora la possibilità di mettere i licenziamenti facili nel dimenticatoio».

Muradore va oltre: «I problemi e le brutture non vanno agitati per aumentare la paura e lo sconforto della gente al fine di intercettare un effimero consenso. Alcune forze politiche l'hanno già fatto con temi quali la sicurezza e l'immigrazione senza ovviamente alcun risultato apprezzabile. E l'autosufficienza del "fare da soli" è una malattia infantile del movimento sindacale dalla quale bisogna che tutti si liberino». La speranza per una ricomposizione della frattura è però sempre presente: «È positivo che la Cgil abbia accolto l'invito a riprendere un cammino unitario. Unità tra pari che si rispettano e che possono, legittimamente, ambire a svolgere un ruolo di leadership funzionale senza, però, inseguire datati e impossibili sogni di egemonia. La Cisl di Udine, ad esempio, ha sempre interpretato il suo essere l'organizzazione maggiormente rappresentativa come un di più di responsabilità, non come vanitosa e narcisistica supremazia. E Cgil, Cisl e Uil di Udine fino ad oggi hanno invece operato bene sul territorio: per cui, dopo questi fuochi di artificio, è utile ritornare "al lavoro e alla lotta" con la serietà e l'intelligenza che ci hanno guidato fin qui».

Walter Tomada

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