Messaggero Veneto

Martedì 19 Agosto 2014

 

Muradore boccia la Regione «Non c’è alcuna ripresa»

La Cisl dopo i dati sul pil

«Occorre operare per far sì che l’autunno che arriva non sia l’autunno dell’economia e del lavoro friulano. Perché questo è il rischio che si intravede, al di là di ottimistiche dichiarazioni di chi continua ad anticipare una possibile ripresa soprattutto in un Friuli Venezia Giulia che sarebbe più in forma rispetto alla realtà nazionale». Non è così per Roberto Muradore, segretario generale della Cisl friulana, che, commentando il pil allo 0,5% a fine anno come dichiarato dalla presidente Serracchiani, declina i dati relativi ad occupazione e disoccupazione, ammortizzatori e Pil, che non forniscono sostegno a chi immagina un futuro “rosa” per l’economia regionale.

«I dati della cassa integrazione evidenziano una flessione tra gennaio e luglio 2014 sia a Nordest che a Nordovest, ma in Fvg la cig è aumentata dell’11,4% sul 2013 e del 6,8 sul 2008. Nella sola provincia di Udine - rimarca il sindacalista - è aumentata del 20,3% (è ben 12,3 volte rispetto al 2008). In valori assoluti in provincia si sono raggiunte 7,5 milioni di ore autorizzate sulle 18,1 dell’intera regione. Il malessere del mercato del lavoro - spiega Muradore - non cresce solo in quantità ma anche in qualità. L’incremento della cassa integrazione speciale è del 32,4% e, da sola, rappresenta oltre il 72,2% di tutte le ore di cig». Se la cassa straordinaria segnala il rischio di espulsione dal mondo del lavoro, la mobilità ratifica il fenomeno: nei primi 5 mesi dell’anno i lavoratori che hanno fatto ingresso in mobilità sono saliti del 19,4% rispetto allo scorso anno.

«Le imprese sono anch’esse in sofferenza, e il trend delle chiusure non viene compensato dalla nascita di start up che - sottolinea Muradore - non garantiscono tutti i posti di lavoro andati perduti». E quindi «occorre darsi da fare per rafforzare e rilanciare l’economia reale, supportare le imprese e i lavoratori. La Regione - conclude il segretario della Cisl - può fare molto, ad esempio mettendo ordine nelle proprie finanziarie, riducendo il credit crunch, rafforzando la capacità delle imprese di aggredire i mercati esteri, attivando politiche attive del lavoro, un piano straordinario di opere pubbliche».

 
 

Lunedì 18 Agosto 2014

 

Ripresa autunnale?

Un’estate davvero all’insegna del brutto tempo. Ma che tempo fa nell’economia e nel lavoro locali? Qualcuno continua a intravedere una possibile ripresa e, di più, ritiene che il Friuli Venezia Giulia sia più in forma rispetto alla realtà nazionale.

I recentissimi dati della cassa integrazione e guadagni (Cig) dicono che, purtroppo, non è così e, anzi, se ne ricava la visione opposta. Nel periodo gennaio-luglio 2014, infatti, l’Italia, il Nord-Ovest ed il Nord-Est segnano un calo della Cig rispettivamente del 7,8%, del 3,1% e del 18,9% rispetto all’analogo periodo del 2013. In Fvg la Cig è aumentata dell’11,4% rispetto al 2013 (e di 6,8 volte rispetto al 2008), nella sola provincia di Udine è aumentata del 20,3% (ben 12,3 volte rispetto al 2008). In valori assoluti si sono raggiunti i 18,1 milioni di ore autorizzate contro i 16,3 del 2013. Nella provincia di Udine i milioni di ore autorizzate sono 7,5 ed erano 6,3 nei primi sette mesi dell’anno scorso.

Il profondo malessere del mercato del lavoro nostrano non cresce solo di quantità ma anche di qualità. L’incremento della cassa integrazione speciale è di un +32,4% e, da sola, rappresenta oltre il 72,2% di tutte le ore integrate.

Non solo molti più lavoratori “sospesi” dal lavoro, quindi, ma anche più lavoratori a rischio di espulsione definitiva dal mercato del lavoro! Questa situazione difficilissima si accompagna, nei primi 5 mesi dell’anno, alla crescita del 19,4% dei lavoratori che hanno fatto ingresso in mobilità e, i mobilitati, di fatto, sono disoccupati.

I lavoratori soffrono perché le imprese non stanno meglio, per niente. Nel periodo 2009-2013, in provincia di Udine, sono state perse ben 379 imprese manifatturiere (delle 886 perse in Regione) e di queste ben 209 nel solo 2013. Nei primi sei mesi di quest’anno hanno chiuso altre 56 imprese in provincia di Udine (delle 141 chiuse in Fvg), con una riduzione complessiva dello stock aziendale del 9,1% in provincia di Udine. Non può rassicurare e consolare neppure il dato, comunque positivo, delle aziende start up le quali, ovviamente, non riescono a compensare nè il numero di imprese chiuse nè la quantità di occupati persi.

Anche le previsioni più recenti fatte dall’Amministrazione regionale, infatti, prevedono una crescita del Pil dimezzata rispetto a quella attesa qualche mese addietro. E allora? Allora bisogna smettere di pensare che sarà soprattutto o addirittura soltanto la politica monetaria e la finanza comunitaria a salvare l’economia italiana e friulana e a produrre occasioni di lavoro. Bisogna darsi da fare, qui e adesso, per rafforzare e rilanciare l’economia reale, vale a dire a supportare le imprese ed i lavoratori.

La Regione Friuli Venezia Giulia può fare molto in questa direzione mettendo ordine nelle proprie finanziarie, riducendo il credit crunch con l’utilizzo di risorse comunitarie, rafforzando la capacità delle nostre imprese di aggredire i mercati esteri, promuovendo una riforma delle formazione dei lavoratori orientata al lavoro anziché ai formatori, attivando politiche attive del lavoro che vedano protagonisti i lavoratori dipendenti ed autonomi, promuovendo un piano straordinario di opere pubbliche di scala locale (scolastiche, stradali, ambientali, ecc.) capace di far lavorare le piccole e piccolissime imprese e di adeguare un patrimonio collettivo fortemente deteriorato. Insomma, anziché limitarci ad aspettare improbabili regali dal mercato, bisogna sfruttare tutte le opportunità insite nella nostra “specialità” e rinvenire le volontà e le energie necessarie nella filosofia friulana del darsi da fare che, in altri tempi, ha reso vincente la nostra terra.

Si faccia in modo che l’autunno che giungerà non sia l’autunno dell’economia e del lavoro friulano.

Il Segretario Generale CISL di Udine - Roberto Muradore -