Messaggero Veneto

Domenica 30 Marzo 2014

 

Muradore: calano export e consumi

Il segretario della Cisl di Udine: a fine anno quasi 20 mila posti persi

Boom della cassa integrazione nei primi due mesi dell’anno. Sono 5,4 milioni le ore autorizzate per il Friuli Venezia Giulia, più 63,6% se il dato è paragonato allo stesso periodo del 2013, quando furono 3,3 milioni. In questo quadro è la provincia di Udine a subire più delle altre la congiuntura economica che vede quasi triplicare le ore di cassa, passate da poco meno di 1,1 milioni del primo bimestre 2013 a 2,9 nel 2014.

Ad azzardare una previsione per l’immediato futuro è il segretario della Cisl di Udine, Roberto Muradore: «Se la marcia della crisi dovesse mantenere questo ritmo per tutto l’anno, i lavoratori congelati in tutta la regione sfiorerebbero le 19.800 unità contro le 15.422 del 2013. Più della metà, circa 10 mila persone, sarebbero lavoratori della provincia di Udine, seguiti dai 4.710 di Pordenone, dai 3.211 di Gorizia e dai 1.263 di Trieste».

Permangono e si rafforzano, secondo Muradore, il ridimensionamento delle imprese e la forte riduzione della cassa integrazione ordinaria. «Il ridimensionamento delle imprese è evidente nella crescita della componente impiegatizia, giunta a rappresentare una quota di poco inferiore al 30% dei lavoratori sospesi – spiega il segretario –. Inoltre la quota di cassa integrazione ordinaria si è ridotta al 14% in Friuli Venezia Giulia e addirittura al 10,9% in provincia di Udine. Significa che tutto il malessere segnalato da un ammortizzatore quale la cassa integrazione straordinaria è di tipo strutturale, per cui vi è il rischio più che concreto che si trasformi in mobilità o, peggio, disoccupazione».

L’andamento del mercato del lavoro riflette il calo dei consumi interni patito in regione e in provincia, oltre al ridimensionamento strutturale dell’export regionale che nel 2013 è ancora in calo dello 0,6% (1% per la sola provincia di Udine). «Dato che si somma alle perdite già patite negli ultimi anni e porta a una minor domanda estera di 1,8 miliardi rispetto al 2007, anno pre-crisi – precisa Muradore –. Un miliardo manca nella provincia di Udine (-17,1%) e mezzo miliardo in quella di Pordenone (-12,7%)».

Ecco allora che il segretario cislino promuove l’ipotesi di riattivazione dell’Agenzia regionale per il lavoro, ma chiede anche un osservatorio regionale delle imprese con il compito di approfondire i bilanci e analizzare in profondità i piani di sviluppo. «Friulia, Mediocredito e Finest devono essere un reale supporto al sistema produttivo –chiosa Muradore – e Friulia oltre che sostenere le aziende in crisi deve diventare una vera e propria agenzia di sviluppo che riesca a portare in regione capitali e investitori da fuori».

Michela Zanutto

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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