Messaggero Veneto

Giovedì 13 Marzo 2014

 

Muradore replica: spiace che per Udine parli Franco Belci

«La Cisl ha soltanto denunciato un fatto grave ma non ha puntato il dito contro nessuno: il fatto che la Cgil si sia sentita in dovere di giustificare la cosa sa di “excusatio non petita, accusatio manifesta”». Così il segretario generale della Cisl, Roberto Muradore che pare poco propenso a chiudere la polemica. «I toni si abbassano quando c’è rispetto e alle Latterie Friulane non ci rispettano. Noi della Cisl siamo tolleranti e rispettosi, ma non ha mai detto di essere pacifista». Muradore conclude: «Mi dispiace, poi, che per Udine parli soltanto Franco Belci».

 
 

«Serve un confronto fra Cgil e Cisl»

Il segretario Fvg Belci chiude la polemica al congresso.
Forabosco confermato numero uno a Udine. I nuovi vertici

«Consideriamo ogni bandiera un simbolo intoccabile, che sia la nostra o che si tratti di altre. Se ci sono bandiere della Cisl bruciate, cosa che a noi non risulta, siamo certi che a farlo non siano stati nostri rappresentanti». Lo ha detto il segretario generale della Cgil Fvg Franco Belci nella sua relazione finale al congresso provinciale della Cgil di Udine, intervenendo «per l’ultima volta», ha sottolineato, sulla polemica scoppiata con la Cisl di Udine a margine della trattativa su Latterie Friulane. «Credo sia giunto il momento – ha aggiunto Belci – di affrontare questa vicenda con intelligenza e con un confronto di merito tra i gruppi dirigenti. Confronto a cui siamo pronti, ma non sulle pagine dei giornali». «Ma voglio dire qualcosa anche sul merito. Siamo stati accusati (dal segretario generale Cisl, Roberto Muradore, ndr) di non aver difeso friulano, Università e il Friuli nella vicenda elettrodotto. La Cgil tutela le specialità linguistiche da tempo, ma in questo momento da la priorità al lavoro friulano. Crediamo che in una regione piccola come la nostra due Università non stanno in piedi, che va trovata una sinergia, ma questo non vuol dire non difendere Udine, ma difendere il diritto allo studio degli studenti di questa regione. Infine sull’elettrodotto sono imbarazzato: non so se abbiamo fatto il male del Friuli, sicuramente abbiamo difeso il lavoro di molti».

Crisi e Friuli. Al centro della relazione del segretario la crisi, che ha cancellato 11mila posti in provincia di Udine e il doppio in regione, i rapporti della con la Giunta regionale e con il Governo Renzi, le riforme da avviare nella sanità e negli enti locali, per garantire il diritto alla salute a fronte dei tagli di bilancio e maggiore efficienza alla pubblica amministrazione, anche nell’interesse delle imprese. «Quanto alla nostra posizione nella vertenza Latterie – ha detto ancora il segretario –, puntiamo solo a difendere l’occupazione e un patrimonio del Friuli».

La conferma di Forabosco. Il congresso, che ha visto la partecipazione di 188 delegati in rappresentanza di oltre 37mila iscritti, si è concluso con la conferma di Alessandro Forabosco nel ruolo di segretario provinciale. Votati anche il nuovo direttivo e i delegati che rappresenteranno la Camera del Lavoro di Udine al congresso regionale che si terrà a Zugliano a fine mese (27-28 marzo). Presentati due documenti politici, uno con primo firmatario lo stesso Forabosco, approvato a larghissima maggioranza, il secondo del segretario regionale della Fiom Gianpaolo Roccasalva, contrario al testo unico sulla rappresentanza sottoscritto il 10 gennaio da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil nazionali. Le categorie Oltre a quella di Alessandro Forabosco al vertice della Camera del lavoro, altre conferme arrivano anche per nove segreterie provinciali di categoria. Si tratta di Fabrizio Morocutti alla Flai (agroalimentari), Francesco Buonopane alla Filcams (terziario), Alessandro Baldassi alla Fp (funzione pubblica), Paolo Morocutti alla Slc (carta e comunicazioni), Mattia Grion alla Fisac (credito), Andrea Modotto alla Filctem (chimica e utility), Natalino Giacomini alla Flc (scuola), Maurizio Balzarini alla Fiom (meccanici) e Daniela Vivarelli allo Spi (pensionati). Nuova guida invece per la Fillea (edilizia-legno), dove Emiliano Giareghi succede a Villiam Pezzetta.

Renato D’Argenio

 
 

Giovedì 13 Marzo 2014

 

Belci(Cgil):«Bandiera simbolo intoccabile»

Anche al congresso provinciale della Cgil di ieri si è parlato della vertenza di Latterie Friulane. Non solo approfondendo la trattativa sotto il profilo strettamente tecnico, legato all'occupazione e al mantenimento della produzione in regione, ma anche entrando nel merito dell'accesa polemica nata attorno alla lettera inviata dalla segreteria della Cgil al segretario della Cisl di Udine e Bassa Friulana, Roberto Muradore, che lo invitava a non prendere parte al congresso stesso, e al caso "bandiere bruciate" della Cisl nei pressi dello stabilimento di Latterie, a Campoformido.

«Consideriamo ogni bandiera simbolo intoccabile, che sia la nostra o si tratti di altre organizzazioni - ha detto il segretario della Cgil Fvg, Franco Belci - Se ci sono vessilli della Cisl bruciati, cosa che a noi non risulta, siamo certi che a farlo non siano stati nostri rappresentanti. Se ci sono prove di eventuali responsabilità, vengano portate all'attenzione della magistratura, non della Digos. Se sarà provata la colpevolezza, saremo i primi a prendere provvedimenti».

Belci invita a moderare i toni: «È giunto il momento di affrontare questa questione con intelligenza e con un confronto di merito tra i gruppi dirigenti. Confronto cui siamo pronti, ma non sulle pagine dei giornali». Belci appoggia l'operato di Fabrizio Morocutti, che sta seguendo la vertenza di Latterie per la Cgil, e del segretario provinciale della Cgil, Alessandro Forabosco, che ha inviato la missiva a Muradore invitandolo a non prendere parte al congresso.

Ribatte il leader provinciale della Cisl: «Non abbiamo accusato nessuno dell'asportazione delle bandiere - assicura Muradore - la Cgil si è sentita coinvolta senza motivo reale. La Cgil ammette comunque la responsabilità dello spostamento dei vessilli nella notte dello sciopero: è un fatto gravissimo. Almeno ce le restituiscano. Io non ne ho viste, sino a ora. Smorzare i toni? Noi? Non è la Cisl che ha strumentalizzato il suicidio di una persona. Non è stata la Cisl ad attaccare la Cgil: è la Cgil che non ha rispetto della posizione della Cisl. Non siamo ghandiani: alla violenza rispondiamo». Oggi nuovo incontro tra sindacati, Consorzio e Regione sulla vertenza e, nel pomeriggio, assemblea con i lavoratori.

Paola Treppo