Messaggero Veneto

Sabato 03 Settembre 2016

 

Muradore: servono politiche per il lavoro

Il leader della Cisl di Udine sollecita Serracchiani a intervenire per sostenere crescita ed economia

Non c’è alternativa, per agevolare e sostenere la crescita, a «interventi mirati al rilancio dell’economia reale e del lavoro». Bene le iniziative già intraprese dal governo regionale, ma occorre fare di più. A dirlo il segretario della Cisl di Udine, Roberto Muradore, ricordando non solo il dato Istat di ieri sulla “crescita zero” del Pil nel secondo trimestre, ma anche i consolidati dello scorso anno o di quello prima.

«Nel 2014 - prosegue Muradore - l’Istat ha riscontrato in Fvg un calo dell’1,3% dell’economia contro una diminuzione dello 0,3% in Italia e, purtroppo, anche nel 2015 potrebbe essere sancito questo differenziale negativo della nostra regione rispetto alla media nazionale». I numeri dipingono un quadro inequivocabile: «Tra il 2001 il 2014 l’economia Fvg ha perso il 7,7% del reddito soprattutto per il calo della provincia di Udine (-10,2%), mentre l’economia del Nord Ovest e del Nord Est crescono entrambe dello 0,9%. L’Italia cala del 1,1%. Risultati, questi, causati dalla grande crisi iniziata nel 2008 che ha portato in regione a un calo del Pil del 14,4% e addirittura del 25% nella provincia di Udine - rimarca il sindacalista -. Una flessione che, a differenza di altre situazioni, non accenna a fermarsi riportando il reddito disponibile e i consumi delle famiglie friulane a livelli di 15 anni fa. La crisi del lavoro nostrano ne è una conseguenza e negli ultimi due anni, infatti, l’occupazione regionale “cresce” di 28 unità (+0,0%), perdendo 1.478 occupati a tempo pieno e aumentando di 1.506 quelli a tempo parziale. In Italia l’aumento dell’occupazione nell’ultimo biennio è stato di 274.218 unità, pari a un +1,2%, nel Nord Ovest del 1,1% in più e nel Nord Est del +0,6%. Ecco perché - è la considerazione di Muradore - sono benvenute le iniziative già intraprese dal governo regionale ma ecco anche il perché si impone un intervento ancora più mirato al rilancio dell’economia reale e del lavoro».

Quindi un suggerimento che arriva dal sisma del centro Italia e che «ha riportato alla ribalta la necessità, se si vogliono evitare tragedie dolorosissime, di mettere in sicurezza le abitazioni private e gli edifici pubblici». Secondo Muradore, il Fvg, che è regione speciale, «dovrebbe decidere di intervenire massicciamente con risorse pubbliche che, a loro volta, metterebbero in circolo danari privati, non solo per la doverosa sicurezza degli abitanti ma anche per riqualificare il patrimonio immobiliare dal punto di vista energetico, riducendo di molto il consumo di energia che, comunque, è già “spontaneamente” in calo».

La Cisl di Udine invita a recuperare una proposta che il prof. Sandro Fabbro avanzò durante un convegno del sindacato, ovvero quella di definire un vero e proprio piano pluriennale di intervento pubblico sul patrimonio immobiliare presente in regione. Per la sua messa in sicurezza, per un minore consumo di energia, ma anche per il rilancio dell’economia e del lavoro.

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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