Messaggero Veneto

Martedì 09 Febbraio 2010

 

Necessari obiettivi concreti per un lavoro e un’economia reali.

Maggior attenzione al manifatturiero.

di Roberto Muradore, Segretario Generale della Cisl di Udine.

Da diversi anni la Cgil, la Cisli e la Uil friulane sollecitano i gruppi dirigenti locali e l’opinione pubblica tutta a porre maggior attenzione al manifatturiero, all’economia reale in genere, in quanto fondamentale per la nostra regione e, in particolare, per le province di Udine e Pordenone. Segnali di un cedimento della struttura produttiva nostrana, per chi sapeva e voleva avvertirli, preesistevano all’ultima crisi globale e la Cisl di Udine, più volte, ha fornito dati, analisi e proposte relative proprio al lavoro e all’economia. Proposte inascoltate e, se ascoltate, inattuate! Dapprima la giunta Illy che, con la sua visione troppo alta, escludeva le produzioni tradizionali ritenendole “sacrificabili” (Distretto della sedia) e valutava le piccole imprese incapaci di competere, per cui non degne di supporto, e oggi la giunta Tondo che, pur sostenendo con convinzione quanti sono sospesi o espulsi dal mondo del lavoro, ha prodotto più parole che fatti in tema di politiche industriali.

Proposte serie quali, a esempio, l’istituzione di un assessorato dedicato all’Industria e all’Artigianato, la restituzione a Friulia della sua originale missione di sostegno e sviluppo del mondo produttivo, una reale presenza ed efficacia di Finest nei processi di internazionalizzazione, la ricomposizione di una tecnostruttura regionale adeguata e capace di supportare e affiancare i decisori politici e le stesse aziende eccetera non sono state sufficientemente o per nulla ascoltate e praticate. Ciò al di là delle buone volontà e dell’azione impegnata di singoli attori quali, a esempio, i Consorzi industriali. Manca una strategia, manca un coordinamento. La politica, invece, ha il dovere di mettere nella propria agenda non se stessa e gli aumenti delle proprie già troppo alte prebende, bensì la società, il lavoro e l’economia! Anche perché la realtà, al di là delle solite pennellate di ottimismo di chi governa e delle tinte fosche di chi è all’opposizione, è tale da prefigurare, senza i necessari interventi, un futuro assai difficile.

Nei primi nove mesi del 2009 i livelli occupazionali si sono ridotti poiché, rispetto all’analogo periodo 2008, ci sono 14 mila occupati in meno, e cioè da 522 mila si è scesi a 508 mila. I disoccupati sono 27 mila contro i 16 mila del 2007. I lavoratori collocati in mobilità (licenziati) sono aumentati di 3 mila unità giungendo a 13 mila. Le ore integrate in Fvg sono state 17,5 milioni, pari a circa 11 mila lavoratori sospesi!, contro le 4,2 del 2008 e le 2,8 del 2007 e, solo a Udine, sono state 7,7 milioni contro 1,2 del 2008 e 0,9 del 2007. I lavoratori disoccupati, in mobilità e sospesi, insieme, fanno circa 50 mila famiglie che stanno subendo gli effetti della crisi. Lavoro e società, quindi, non godono affatto di buona salute! Si dice, però, che l’economia sta ripartendo. Non scherziamo. In regione il reddito (Pil) prodotto nel corso del 2009 dal solo settore industriale è calato del 12%, con 1/4 di minor export a Udine e addirittura un calo dello stesso di 1/3 a Pordenone, nei primi 9 mesi del 2009. La ricchezza complessiva prodotta in Fvg è calata del 4,6% e le previsioni, a detta degli “esperti”, sono di una crescita molto debole.

È necessario continuare a sostenere il reddito dei lavoratori sospesi e licenziati, ma, nel contempo, urge la messa in campo di tutto ciò che serve a rilanciare la competitività del sistema delle imprese a medio e lungo termine e ciò per garantire un futuro occupazionale, di reddito e di benessere alle nostre genti! Obiettivi concreti per un’economia e un lavoro reali. Il 2010 sarà un anno duro per i dirigenti “virtuali”. A fronte di tutto questo un sindacato responsabile come quello friulano ha pensato una grande iniziativa di tutto il mondo del lavoro per rivitalizzare una situazione tanto grave quanto colpevolmente assopita, uno sciopero generale e una manifestazione non contro qualcuno o qualcosa, ma per il lavoro e lo sviluppo.

Roberto Muradore
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