Messaggero Veneto

Venerdì 25 Maggio 2012

 

«Nella Cgil c’è ancora cultura stalinista»

La replica di Muradore (Cisl) e Ceschia (Uil) nella polemica fra sindacati sul corteo anti-mafia

Non accenna a spegnersi la polemica fra sindacati nata sulla commemorazione delle vittime della mafia, giornata celebrata mercoledì da 300 persone che hanno sfilato in centro. Sulle barricate sono Cisl e Uil da un lato e la Cgil dall’altro, accusata di aver organizzato l’iniziativa “in solitaria”. «È comprensibile che i responsabili della Cgil di Udine e della Flc regionale tentino di coprire l’errore pacchiano di una loro “dirigente” sindacale – scrive in una nota il segretario generale della Cisl Udine, Roberto Muradore –, non è però tollerabile che a tal fine si giunga a mistificare la realtà e, addirittura, si scada in vere e proprie menzogne circa un presunto disinteresse della Cisl sul tema della legalità».

A cercare di fare ordine nel susseguirsi degli eventi che hanno portato allo strappo è Ferdinando Ceschia, segretario provinciale della Uil: «All’indomani dell’attentato di Brindisi, le strutture nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno dato indicazione a tutti i territori di organizzare iniziative sindacali unitarie contro tutte le mafie in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta – ha ricordato Ceschia –. Per dare corso all’iniziativa ho preso contatto con Cisl e Cgil, ma con sorpresa ho scoperto che già tutto risultava predisposto dalla griglia degli organizzatori, ovvero il Centro Balducci, l’associazione Libera e l’Flc Cgil. Le rimostranze a un metodo così pasticciato le ho rivolte al livello confederale Cgil, ottenendo l’impressione di una certa difficoltà a interagire utilmente con le esuberanze di qualcuno. Salvo poi registrare che già circolava un volantino con l’adesione della sola Cgil».

A finire nel mirino delle lamentele di Cisl e Uil è il segretario provinciale dell’Flc Cgil, Franca Gallo, e l’auspicio di Muradore è che «le “piccole donne crescano” e che capiscano quanto le proprie ridicole e inesistenti superiorità siano un impedimento all’unità di intenti di cui c’è tanto bisogno, visti i problemi gravi che quotidianamente i sindacalisti seri devono affrontare». Infatti, secondo Muradore «l’errore è stato fatto in cattiva fede ed è l’espressione di una cultura stalinista che ha ancora rimasugli all’interno della Cgil». Nonostante la polemiche «il percorso unitario fra i sindacati non è in discussione, ancora di più in un momento di crisi», assicura Muradore. Dal canto suo il segretario generale della Cgil di Udine, Alessandro Forabosco, ha chiesto uno «stop alle polemiche inutili. Si è trattato di un incidente di percorso che ha suscitato una reazione eccessiva – aggiunge –. In un momento di pesante difficoltà per i lavoratori a essere in primo piano sono la crisi del comparto industriale e la tutela occupazionale, temi sui quali siamo e restiamo uniti».

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