La Vita Cattolica

Giovedì 24 Ottobre 2013

 

L'ok della Ue all'elettrodotto Lubiana-Udine: Valli
e Cividale contrari alla devastante soluzione aerea

«Non rubateci il futuro»

Non «accetteremo una devastazione del nostro territorio»: amministratori locali, operatori economici, turistici e culturali del Cividalese e delle Valli del Natisone sono in allerta dopo l'inserimento dell'elettrodotto Okroglo (Lubiana)-Udine Ovest nell'elenco delle infrastrutture energetiche prioritarie dell'Unione europea, da realizzare entro il 2020.

Anche in Slovenia, nella Valle dell'Isonzo, è mobilitazione. Come riferisce il quotidiano «Primorske Novice», in una conferenza stampa il direttore dell'Ufficio turistico Lto Sotočje, Janko Humar, e il sindaco di Tolmino, Uroš Brežan, hanno ribadito la più assoluta contrarietà: «Stiamo lottando per qualificarci come una delle più belle mete verdi d'Europa - ha spiegato Humar -. La linea elettrica rovinerebbe irreparabilmente i panorami dalla catena del Kolovrat, meta internazionale sempre più ambita di escursionisti e del turismo storico della prima guerra mondiale».

Da quanto si apprende informalmente da Eles, il mega elettrodotto (tralicci da 60 metri ogni 450 metri) varcherebbe il confine italiano a Passo Solarie, proprio vicino al museo all'aperto della Grande Guerra sul Kolovrat. Antonio De Toni, presidente della Pro loco Nediške Doline (attiva sul territorio di 9 comuni della Slavia Friulana) che da 10 anni si impegna per valorizzare questi luoghi, parla di corsi e ricorsi storici. Qui la Pro loco è nata proprio sull'onda di una protesta ambientalista, quella contro il mega-radar meteorologico che la Protezione civile nazionale voleva realizzare 10 anni fa in cima al Monte Matajur. «Non siamo un territorio arretrato e sordo allo sviluppo, che vive di nostalgie bucoliche - spiega De Toni -. Guardiamo avanti e sappiamo bene quanto costa in termini di opportunità rimanere indietro, come accade oggi nei nostri paesi con la mancanza dell'Adsl. D'altra parte l'ambiente è l'unica ricchezza su cui le nostre vallate possono far leva per fermare l'abbandono. È essenziale allora che le istituzioni intervengano imponendo le giuste mitigazioni dell'elettrodotto, attraverso l'interramento. Nella lotta contro il radar fu essenziale la valutazione equilibrata dei costi e dei benefici che nel 2003 fece la giunta regionale di Illy, appena insediata, alla quale il comitato popolare "No radar" fornì non lamentazioni e proteste, ma solidi argomenti scientifici, paesaggistici ed economici. Oggi speriamo che possa succedere lo stesso con la giunta Serracchiani».

Dopo Solarie l'elettrodotto dovrebbe proseguire la sua folle corsa fino a Stregna, dove da decenni Teresa Covaceuszach gestisce il «Sale e Pepe», una delle eccellenze della ristorazione e della gastronomia dell'intero Friuli-V.G. «Il Friuli e l'Italia hanno bisogno di energia e non si può dire di no al futuro. Ma c'è modo e modo di affrontare la questione - spiega Covaceuszach -. Senza interramento il territorio verrebbe massacrato. L'unica cosa che rimane alle Valli del Natisone sono prati, boschi, camminate... se ci tolgono anche questo, chi potrà rimanere sul territorio?».

Al «Sale & Pepe» arriva tanta gente, anche da molto lontano, attratta dalla cucina ma anche dallo splendido ambiente e dalle «cortissime» e genuine filiere alimentate dagli agricoltori locali. Ma gli amministratori politici «sono troppo fermi, su troppi fronti, da quello del turismo alla banda larga - denuncia Covaceuszach -. Sulla questione elettrodotto devono muoversi immediatamente».
Non si fa trovare impreparato il sindaco di Cividale (dove la linea elettrica arriverebbe dopo aver lambito il santuario di Castelmonte), Stefano Balloch che, da un lato vuole spegnere prematuri allarmismi («non si può caricare la gente di un allarme del genere prima di sapere qualcosa di più sui tempi e sul tracciato) e dall'altro ammette: «Il consiglio comunale di Cividale già nel 2005 si è espresso con assoluta contrarietà su questo progetto con l'adozione di un apposito ordine del giorno. Nel novembre del 2012 abbiamo adottato nel nostro Piano regolatore comunale una norma che prevede l'interramento di tutte le linee elettriche ad alta tensione. Questo per limitare l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e per porre attenzione agli elementi estetici e paesaggistici della nostra Città, che è stata dichiarata "patrimonio dell'umanità" dall'Unesco». A precisa domanda, il sindaco Balloch si è sentito rispondere dalla Regione che non si sa nulla sul possibile tracciato e sulle soluzioni tecnologiche adottate. Ma, si sa, queste opere si impongono con la sorpresa. Salvo poi dire che si è già troppo avanti con i progetti e che «ormai» si possono fare solo modifiche marginali.

Roberto Pensa

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