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Messaggero Veneto

Sabato 03 Marzo 2012

 

Ospedale, in un triennio persi 89 posti di lavoro

I settori in sofferenza sono soprattutto quello amministrativo e quello tecnico.
Cannarsa (Cisl): gli accordi con l’Azienda hanno permesso di garantire i serviz.

Una novantina di posti di lavoro persi nell’arco di un triennio all’Azienda ospedaliero universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine. Sono questi i costi in termini di personale provocati dal blocco delle assunzioni e dei contratti, a farne le spese soprattutto personale tecnico e amministrativo. E a fare chiarezza sui numeri è il Dipartimento della gestione risorse umane per voce della dirigente Maria Sandra Telesca. «L’Azienda pur avendo perso, a causa di vincoli normativi riguardanti il pubblico impiego, 89 unità dal 2009 a oggi, ha mantenuto le attività di cura e assistenza facendo in modo che la diminuzione non riguardasse il personale medico, infermieristico e di supporto – spiega la Telesca –. Nonostante l’imposta contrazione di personale, l’Azienda ha garantito il mantenimento del contingente di questa tipologia di dipendenti. Il personale medico è aumentato di 10 unità tra il 2009 e il 2011, quello infermieristico di 6 e quello di supporto di 7. Dal 2010 l’Azienda ha consentito al personale la fruizione delle ferie dell’anno e le assenze sono diminuite rispetto al 2009 del 6,24%».

I tagli sul personale riguardano principalmente il settore amministrativo, che ha perso 35 addetti dal 2009, quello tecnico che, nel biennio, ha perso ulteriori 29 unità e altri profili professionali, dai tecnici sanitari agli operatori religiosi, dalle ostetriche ai preparatori di salme per 20 posti.

«Abbiamo lavorato con un “progetto” per il personale vero e sostenibile – spiega Nicola Cannarsa segretario generale Cisl-Fp per Udinese e Bassa friulana – rispettando le regole sulla contrattazione di 2° livello per migliorare l’organizzazione del lavoro a garanzia della qualità delle prestazioni. Gli accordi sottoscritti con l’amministrazione rispetto all’orario di lavoro, allo straordinario, ai progetti economici incentivanti, il richiamo in servizio e la riorganizzazione hanno permesso di dare risposte concrete al disagio dovuto al taglio di personale, specie nell’area sanitaria e tecnico-amministrativa. Qualche successo è stato raggiunto con una contrazione delle ore di straordinario pari all’1% nel 2010, rispetto al 2009, la fruizione delle ferie con punte del 90% e il segnale che nell’anno del blocco delle assunzioni, il 2010, il sistema ha tenuto grazie al contributo per il cambiamento dei lavoratori. Sono loro il cardine su cui articolare il cambiamento visto il patrimonio importante di competenze, e di capacità professionali e relazionali. Per il futuro – annuncia Cannarsa – l’impegno della Cisl è il riconoscimento dello sforzo fatto che va premiato con investimenti sulle professioni, sulle carriere grazie a un percorso di recupero delle economie di gestione senza aggravio per i contribuenti così come da noi richiesto all’assessore alla sanità».

Nicola Cannarsa
Nicola Cannarsa
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