Messaggero Veneto

Sabato 09 Marzo 2013

 

Perdite milionarie e doppioni. «Così le partecipate sono inutili».

Perdite milionarie diventate ormai croniche. Bilanci in rosso, “doppioni” che svolgono le stesse funzioni, enti di cui spesso le imprese non hanno mai sentito parlare. Eccolo lo scenario delle società partecipate della Regione. Emerso, secondo la Cisl di Udine e la Funzione Pubblica, dai numeri reali, «non da quelli fittizi – ha precisato il segretario generale Roberto Muradore – che la politica usa solo per i suoi interessi». E gli interessi dei cittadini, quelli, sono tutelati?. C’è questa domanda alla base del lavoro di approfondimento commissionato all’economista Fulvio Mattioni. C’è «la volontà di capire - continua Muradore – se queste partecipate sono pensate per il bene dell’economia e della società oppure sono utili ai partiti per fare clientela. Di certo la situazione non è per niente positiva, c’è bisogno di una nuova modalità di gestione visto che in alcuni casi si è rivelata lacunosa».

Le cifre parlano chiaro. Due anni, una perdita che sfiora i 16 milioni di euro per Finest Spa che deve fare i conti anche con una drastica riduzione delle operazioni attivate (passate da 32 nel 2007 a 6 nel 2011) e del valore totale dei finanziamenti ridottosi di una trentina di milioni di euro in cinque anni. C’è poi l’Agemont spa che dal 2007 ha accumulato 2,8 milioni di perdite mentre 1,34 sono quelli persi da Friulia Sgr che, come si riferisce nello studio, duplica le attività di Friulia Spa. C’è poi la Bic Incubatori Fvg spa attiva «nell’incubazione di impresa ospitando start up e spin-off tecnologici ed erogando loro servii» della quale «manca del tutto la valutazione dell’esperienza fatta e della sua utilità». Le perdite in cinque anni sono pari a 2,3 milioni (gli ultimi tre esercizi chiudono in pareggio).

In tutto sono 19 le partecipate del Fvg (che ha un patrimonio netto regionale di 809 milioni mentre i ricavi sono di 135 milioni), 10 direttamente (5 in house) e 9 indirettamente da Friulia Spa per un totale di 2.526 lavoratori. Non ne sono state considerate sette, tre in liquidazione, 2 cedute gratuitamente, una inesistente (era stata confermata la partecipazione di Euro logistica mai esistita) e una insignificante. Si veda il gruppo Friulia dove il risultato di esercizio consolidato scende dai 35 milioni del 2007 a meno 3,4 nel 2011.

Servono o non servono dunque le partecipate? «Noi siamo per il sì alle partecipate – ha commentato Nicola Cannarsa segretario della Fp – ma solo se controllate. Chiediamo alle istituzioni di vigilare su strutture mantenute sul denaro pubblico affinché con strumenti di legge si faccia un controllo analogo. il tutto nella salvaguardia dei posti di lavoro». Occorre dunque «valutare se tutte le partecipate sono realmente utili, sostenibili e rispondano alle finalità con cui sono state istituite». Ovvero maggiore snellezza rispetto all’approccio burocratico che caratterizza il soggetto pubblico, cioè costare di meno, e maggiore efficacia nello svolgimento delle funzioni.

Viviana Zamarian

 
 

Sabato 09 Marzo 2013

 

Spa partecipate bocciate in produttività

Rapporto Cisl sugli impieghi dei capitali regionali. Fvg primo in Italia per patrimonio netto.
I RENDICONTI. Soltanto al 12. posto nazionale per ricavi conseguiti a bilancio.
LE EROGAZIONI. Friulia e Finest hanno dimezzato i finanziamenti al territorio.

La Regione Friuli Venezia Giulia è la prima in Italia come valore del capitale investito nelle società partecipate (809 milioni), ma è solo dodicesima per i ricavi che tali partecipate mettono a segno, 135 milioni, secondo fonte Finlombarda 2011.

Sono i primi dati di inquadramento che emergono dallo studio voluto dalla Cisl di Udine e realizzato dall'economista Fulvio Mattioni sul sistema delle società partecipate direttamente e indirettamente dalla Regione, oggi 20 se non si contano quelle in via di dismissione. «L'autonomia della Regione esercitata anche attraverso le sue partecipate è stato un fattore di sviluppo forte soprattutto nei primi 20 anni dalla sua nascita, nessuno lo può negare», ha affermato Mattioni presentando ieri a Udine lo studio insieme al segretario della Cisl di Udine e Bassa Friulana, Roberto Muradore, e al segretario della Fp Cisl, Nicola Cannarsa.

«Il punto vero è valutarne le evoluzioni più recenti e capire come svolgere meglio e di più i compiti di ciascuna con meno risorse e senza registrare perdite», ha affermato l'economista.

Poiché il compito più importante affidato dal Friuli Venezia Giulia alle partecipate è quello finanziario, lo studio evidenzia per esempio come nel 2011 le erogazioni di Friulia e Finest insieme siano dimezzate rispetto alle annualità che vanno dal 2007 al 2009: 35 milioni a fronte di oltre 70. «Un po’ poco - ha aggiunto l'esperto - se pensiamo che il credito erogato in regione si aggira attorno ai 16 miliardi».

Le società partecipate attraverso Friulia sono 8, le altre 12 sono partecipate direttamente e cinque sono in house, cioè hanno un capitale interamente pubblico, sono soggette al controllo analogo e l'attività è fatta solo per l'ente proprietario. L'analisi, che avrà un seguito, si è focalizzata sullo stato di salute delle partecipate attraverso Friulia e in merito ad Autovie Venete si è rimarcato: «Gli utili sono scesi dai 41,4 milioni del 2007 ai 22,4 del 2011. Con questi utili, come si può pensare di restituire il prestito per la realizzazione della terza corsia?». La Cisl, ha chiosato Muradore, ha puntato gli occhi sulle partecipate perché vuole capirne «il costo e l'utilità, se producono valore economico e sociale o se lo consumano; se servono ai cittadini o se sono utili ai partiti e alla loro clientela».

Antonella Lanfrit

 
 

Sabato 09 Marzo 2013

 

Spa di Palazzo, “impero” da 3.200 posti

Le 19 partecipate hanno più dipendenti della Regione.
E un patrimonio doppio rispetto alla Lombardia. Ma i ricavi crollano.

C’è un’altra Regione nella Regione. Lo svela un’indagine dell’economista Fulvio Mattioni che somma 2.526 dipendenti nelle partecipate Fvg, più altri 700 addetti in enti e agenzie regionali. Altre 3.200 persone oltre a quelle che lavorano a Palazzo (e che addirittura sono in numero inferiore). Personale di 19 società il cui patrimonio netto è di 809 milioni, oltre 2,2 volte quello della Lombardia, il 21% del totale delle partecipate italiane, a fronte di ricavi pari a meno del 3%.

Una fotografia che inchioda il parapubblico in Fvg. Partecipare non vuol dire “laissez faire”, «ma fare di più e meglio con meno costi», sintetizza l’economista a Udine alla presentazione della ricerca in casa Cisl.

L’obiettivo, premette il segretario di Udine Roberto Muradore, è di capire se queste società sono pensate «per il bene dell’economia o sono utili ai partiti per fare clientele». «Per fare un esempio purtroppo negativo – aggiunge il responsabile Fp Nicola Cannarsa – Insiel andrebbe gestita meglio: è inaccettabile che il sistema informatico ospedaliero vada in crash». Quello che emerge è un moloch di spesa pubblica senza risultati d’eccellenza, anzi. Con qualche caso paradossale, a partire dalla sconosciuta “Eurologistica” fondata dalla Regione nel 2004, di fatto mai nata, ma con una partecipazione confermata in Finanziaria.

Veniamo ai numeri. Le partecipate in Regione sono 19, di cui 10 direttamente (5 in house) e 9 indirettamente attraverso Friulia. I lavoratori sono 594 nelle dirette, 982 nelle in house, 950 nelle indirette. Il valore delle partecipazioni è di 700,8 milioni: 268,1 nelle dirette, 46,3 nelle società in house, 386,3 nelle indirette. Ma, a fare impressione, è il confronto con le altre Regioni.

Nel 2009, fonte Finlombarda, il patrimonio netto regionale nelle società partecipate in Italia è di 3,9 miliardi, un quinto (809,2 milioni) in Fvg, la prima in classifica. I ricavi, tuttavia, sfiorano in regione i 135 milioni sui 4,6 miliardi totali, vale a dire il 2,9% (dodicesimo posto). Una contraddizione che si spiega analizzando i numeri all’ingiù delle partecipate indirette, quelle a capo di Friulia holding. I ricavi del gruppo, innanzitutto: passano da 174 a 159 milioni dal 2007 al 2011, anno in cui il 97,5% arriva dai transiti autostradali.

Crollano anche le erogazioni (partecipazioni più finanziamenti) di Friulia e Finest, dimezzate dai 70 milioni del 2007/09 ai 35,2 del 2011, quanto Frie ha erogato 197 milioni e Mediocredito Fvg addirittura 220. Ancora più evidente il tonfo dell’esercizio consolidato: si passa dai 35 milioni del 2007 ai 22,5 del 2008, ai 4,2 del 2009 e al “rosso” del 2010 (-9,1) e del 2011 (-3,4).

Nel dettaglio della ricerca spuntano anche il flop del fondo di investimento immobiliare Aladin (dal 2006 non più di 8,3 milioni di investimenti in 5 imprese di cui una fallita, con le 4 in attività che fatturano meno di un milione con 12 dipendenti) gestito da Friulia Sgr (1,34 milioni di perdita), il noto deficit di Promotur (-12,4 milioni in un quinquennio con un calo di presenze del 40,6% dal 2004 al 2012), il tracollo di Finest (partecipazioni e finanziamenti in picchiata da 33 a 3,8 milioni e operazioni attive da 32 a 6 in quattro anni, perdite per 15,6 milioni con l’ultima gestione), il calo della redditività della “scatola” di Mediocredito, Mc (dai 3 milioni del 2008 a 1,8 del 2009, con segno “meno” nel biennio successivo), l’inutilità di Bic Incubatori (2,3 milioni di perdite in 5 anni) e di Agemont (-2,8 milioni), il dimezzamento degli utili di Autovie (41,4 milioni nel 2007, 22,4 milioni nel 2011), il precipizio delle partecipate della stessa Friulia (da 131 nel 2005 a 84 nel 2011).

«L’autonomia della Regione, anche attraverso le partecipate, è stata un forte fattore di sviluppo – commenta Mattioni –. L’evoluzione più recente conferma però le difficoltà di un sistema che non regge più. Mentre le politica nulla controlla, ma si limita a delegare».

Marco Ballico

 
 

Sabato 09 Marzo 2013

 

CISL-UD Un incontro a tema del segretario provinciale Muradore

Partecipate sotto esame

«La ragione reale di queste società è il servizio pubblico o è la gestione del potere, tramite la distribuzione di poltrone»

La Cisl di Udine si interroga sulla effettiva utilità delle partecipate, è per discutere del delicato argomento (sempre di stringente attualità) ha organizzato ieri un’apposita conferenza stampa, esponendo i risultati ottenuti da esperti indipendenti.

LA PREMESSA. Lo stesso segretario generale regionale, Roberto Muradore, ha illustrato le motivazioni dell’incontro, partendo da una più generica «Necessità di conoscere e approfondire per poter poi esprime valutazioni e avanzate proposte con cognizione di causa». Muradore precisa che tali studi sono affidati a personalità indipendenti, autonome e imparziali, ricordando che in questo, il sindacato ha sopperito più volte al ruolo non svolto dalle istituzioni politiche.

«Oggi l’argomento posto dalla Cisl - prosegue Muradore - è quello delle società partecipate della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono così numerose che il tema lo tratteremo in due occasioni distinte. Questo, infatti, è solo il primo appuntamento. Vogliamo capire il costo e l’utilità di queste partecipate» .

LE PARTECIPATE. In termini tecnici, stiamo parlando di «Un’impresa soggetta al controllo di una capogruppo o di un ente pubblico, in grado di stabilire le politiche finanziarie e operative della partecipata, allo scopo di incamerarne i relativi benefici».

La riflessione fatta dal sindacato, punta ad un ripensamento dell’utilizzo “disinvolto” di tale strumento di controllo societario da parte di un ente pubblico: «Vogliamo capire il costo e l’utilità di queste partecipate; se queste partecipate sono pensate per il bene dell’economia e della società o per il bene dei vari presidenti, dirigenti e consiglieri di amministrazione; se le partecipate servono ai cittadini del Fvg oppure sono utili ai partiti per fare clientela; se le partecipate producono valore economico e sociale o, al contrario, lo consumano».

In sintesi, l’esigenza espressa è quella di capire: «Se la ragione reale delle partecipate è il servizio pubblico oppure è la gestione del potere, tramite la distribuzione di poltrone». Un autentico e articolato “atto d’accusa” rivolto agli amministratori. Muradore, però, nelle sue riflessioni va oltre, concludendo che: «Oggi ogni euro di denaro pubblico andrebbe destinato urgentemente a investimenti produttivi e, in primis, alla tutela di chi ha perso il lavoro».

In conclusione, il segretario Cisl, si rivolge direttamente ai politici: «Sono domande senza retorica ne pregiudizio, al di la di ogni polemica il nostro intento è quello di fornire contributi costruttivi, anche se molto critici, ha chi ha la responsabilità di governo. Non vogliamo che i politici ci diano ragione, ma che passino dalle parole ai fatti».

 
 

Mercoledì 13 Marzo 2013

 

Partecipate, Fiom e Uilm contro la Cisl

La Cisl Udine mette in discussione l’utilità delle partecipate regionali ma Rsu Fiom e Uilm Insiel Trieste e Udine di dissociano. La rottura fra rappresentanti dei lavoratori arriva a pochi giorni dal convegno organizzato a Udine dalla Cisl Udine Fuzione Pubblica.

Incontro in cui il segretario generale Roberto Muradore e l’economista Fulvio Mattioni si sono chiesti se con le partecipate si tutelano gli interessi dei cittadini. Domanda lecita – secondo la Cisl – «viste le perdite milionarie di molte società come Finest, Friulia, Agemont e Bic Incubatori» e «visto che l apolitica usa queste società solo per i propri interessi».

«Reputiamo sbagliate e prive di fondamento le analisi fatte dalla Funzione Pubblica della Cisl di Udine in merito alle società partecipate dalla Regione Fvg – spiegano i sindacalisti di Insiel – e ci chiediamo in base a quali dati, e non impressioni, siano giunti alla conclusione che l’azienda per cui lavoriamo sia «utile ai partiti per fare clientela».

«Non capiamo a quale scopo – continuano –, ad un mese dalle elezioni regionali, un’organizzazione sindacale pensi di portare un simile attacco alle società partecipate, colpendo anche la professionalità dei lavoratori impiegati in Insiel». «Respingendo completamente le considerazioni del segretario generale Cisl Roberto Muradore e di Fulvio Mattioni li invitiamo a non trasformare la nostra azienda in un’arena politica ricordando che il compito di un sindacato è la difesa dei lavoratori e non dare voce ad elementi che sembrano essere più consoni ad una campagna elettorale».

 
 

Venerdì 15 Marzo 2013

PARTECIPATE

Anche Finest boccia la ricerca della Cisl

Bocciata nel metodo l’iniziativa della Cisl di Udine da parte della Fiba e della segreteria provinciale della Cisl di Pordenone.

È arrivata ieri al termine dell’assemblea dei lavoratori di Finest con le Rsa e le segreterie provinciali, «convocata in seguito alle notizie apparse sulla stampa riguardanti i risultati operativi della società e in particolar modo per la ricerca commissionata dalla Cisl di Udine all’economista Fulvio Mattioni», spiegano.

Lavoratori e organizzazioni sindacali territoriali pordenonesi hanno constatato che «purtroppo i contenuti di tale ricerca non sono stati resi noti e diffusi all’insieme dei lavoratori e del sindacato Cisl. Pertanto senza conoscere il merito della ricerca e quindi i contenuti e la metodologia d’analisi, non si può fare altro che prendere atto di quanto avvenuto senza aver potuto esprimere alcun giudizio di merito». È totale il disappunto «per il mancato coinvolgimento» degli interessati ai quali non sono stati chiesti nè contributi nè suggerimenti «che sicuramente sarebbero stati utili».

Così come spiace «che poco o nulla sia stato detto per quel che riguarda le alte competenze professionali possedute dai dipendenti di Finest. Rileviamo con amarezza - ancora i sindacati pordenonesi - che la metodologia di coinvolgimento tipicamente sindacale che Fiba e Cisl Pordenone hanno nel loro Dna non sia stato seguito creando sconcerto e confusione tra i lavoratori. Per tali ragioni respingiamo nel metodo l’accaduto, auspicando che il merito verrà chiarito.

Ci permettiamo di suggerire ai colleghi della Cisl di Udine che per il futuro adottino una maggior prudenza quando si trattano questioni che hanno rilevanza sul futuro dei dipendenti coinvolti e del tessuto economico di molte imprese del territorio regionale».

 
 

Mercoledì 20 Marzo 2013

 

Prosciugata la liquidità di Friulia

La prima causa è il drastico calo dei dividendi di Autovie Venete.
In calo anche l’operatività finanziaria di Finest.
di Fulvio Mattioni

Inizio l’analisi delle singole società indirettamente partecipate dalla Regione Fvg considerando la Friulia spa di cui spicca il tuffo dei ricavi di gestione scesi dai 31 milioni del 2007 agli 11,5 del 2011/2012. Gli utili? Altro tuffo. Da un utile di 20,9 milioni del 2007/2008 a una perdita di 10,4 nel 2010/2011 e a più 2,5 nel 2011/2012, tuffo dovuto al drastico calo dei dividendi erogati da Autovie Venete e, tramite la controllata Finanziaria MC, da Mediocredito Fvg. La liquidità di Friulia, infine, è in forte prosciugamento essendo scesa a 25 milioni dal tradizionale centinaio.

L’operatività della finanziaria di promozione della cooperazione economica con i paesi dell’est europeo – la Finest spa – segnala che i 232,6 milioni erogati nel periodo 1993/2011 sono andati solo per il 42% a imprese del Fvg. E propone un trend delle erogazioni che precipita a 3,8 milioni nel 2011/2012 contro una media superiore ai 30 nel triennio che va dal 2007 al 2009 e di 20,4 nel 2010/2011. Il numero di operazioni nel periodo scende da 32 a 6, le perdite accumulate negli ultimi due anni sono pari a 15,6 milioni.

La Friulia SGR spa eroga Servizi di Gestione del Risparmio gestendo il fondo mobiliare chiuso AlAdInn, dotato di 28,6 milioni di euro, finalizzato alla nascita di imprese innovative operanti in settori a rapida crescita. Dal 2007 ha investito 8,3 milioni in 5 imprese; una è fallita e le 4 in attività fatturano, assieme, 1 milione di euro con 12 dipendenti. Le perdite complessive di Friulia SGR ammontano a 1,3 milioni, la sua attività è un doppione di Friulia spa.

L’Interporto di Cervignano spa è in fase di completamento. Da anni, infatti, investe nelle opere programmate grazie ai contributi regionali: ben 13,3 milioni in 5 anni con ricavi di vendita pari a 3,9 milioni (in 5 anni). Essendo una attività del tutto estranea a Friulia, l’utilità derivante dalla sua direzione e coordinamento appare minimale.

Fino ad 1 anno fa Promotur spa ha fatto parte del gruppo Friulia: ha tratto benefici dalla sua direzione e coordinamento? Negli ultimi 5 anni il valore della produzione si è attestato sui 23 milioni: il 50,7% formato da ricavi di vendita ed il 49,3% da contributi regionali. Che, nel quinquennio, sono stati 57,4 milioni. Ma poiché la gestione si è sempre chiusa in perdita (-12,4 milioni in 5 esercizi) è stata trasformata in Agenzia regionale con la legge regionale 17/2011. Rimane però irrisolta l’antieconomicità della gestione e il rilancio del turismo montano che ha perso, dal 2004, il 40,6% delle presenze turistiche.

La Finanziaria MC è stata costituita per gestire la partecipazione detenuta da Friulia e dalla Regione Fvg in Mediocredito Fvg spa. Nel 2011/2012 ha un patrimonio netto di 116,1 milioni e una redditività negativa per 351 mila euro, negativa per 380 mila euro anche nel 2010/2011. Un società meramente speculativa ... che non specula.

BIC Incubatori Fvg è controllata da Friulia dal giugno 2009 ed opera nell’incubazione di impresa ospitando start-up e spin-off tecnologici a cui offre servizi legati all’insediamento. Dopo la chiusura della sede di Spilimbergo «... perché caratterizzata da una strutturale antieconomicità», le imprese ospiti a Trieste sono 30 con 200 addetti. Le perdite cumulate negli ultimi 5 anni sono pari a 2,3 milioni.

Concludo con Autovie Venete spa il cui valore della produzione accusa la crisi europea con una flessione del 3% nel 2008/2009 e del 3,6%, nel 2009/2010 per crescere nel biennio successivo grazie al duplice aumento del costo dei pedaggi che, a regime, sarà più che raddoppiato. Dettaglio che sarebbe stato utile far presente al 62% di utenti già scontenti dei modesti aumenti fin qui attivati ed ignari che il raddoppio è dovuto ai costi faraonici per la realizzazione della terza corsia. E c’è il problema dell’aumento esponenziale dei costi di struttura passati dai 97,9 milioni del 2007/2008 ai 150,6 del 2011/2012 che è responsabile del dimezzamento della profittabilità precipitata dai 41,4 milioni del primo anno ai 19,2 milioni nella media dell’ultimo triennio. Fatto che rende impossibile l’obbligo di autofinanziare il prestito bancario necessario ai lavori della terza corsia che, pertanto, rischia di erodere le risorse di Friulia e di parte del bilancio regionale.

Due i provvedimenti presi nei confronti del gruppo Friulia in questi anni: la decisione giuntale di sopprimere lo spreco del sistema duale e l’emanazione di indirizzi privi di obiettivi quantitativi, tempistica e verifiche. Sono adeguati alla situazione descritta e alle aspettative di imprese e cittadini? La risposta di chi si candida alla guida della Regione farà capire se il sostegno dell’economia e il riordino del parapubblico entreranno finalmente nell’agenda politica.

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