Messaggero Veneto

Martedì 21 Agosto 2012

 

Piano disoccupati «Regione immobile crisi gravissima»

Cgil e Cisl chiedono misure urgenti per chi è senza lavoro.
Critiche per gli 824 mila euro affidati all’agenzia Workopp.

Il fallimento del piano di ricollocamento, affidato dalla Regione all’agenzia Workopp di Piacenza, secondo Cgil e Cisl è la conferma «dell’emergenza sociale che il Friuli si trova ad affrontare a causa della crisi». Un’emergenza di cui «la Regione non ha saputo farsi carico né con interventi finalizzati a favorire la ripresa, né con politiche attive mirate ed efficaci». Per i sindacati, infatti, il flop del progetto per il quale la Regione ha messo a disposizione una spesa massima di 824 mila euro per la sola provincia di Udine era in qualche modo prevedibile. «I corsi di formazione preconfezionati servono a poco o nulla - dice il segretario della Cgil, Alessandro Forabosco -, più che cercare soluzioni calate dall’alto o affidate ai privati, sarebbe stato meglio coinvolgere le imprese e realizzare percorsi formativi ad hoc basati sulle necessità reali del mercato».

Non solo. Il segretario della Cisl, Roberto Muradore, si chiede anche perché «non si è pensato di rinforzare i centri per l’impiego prima di affidare risorse così ingenti a un’agenzia privata il cui compenso è solo in parte vincolato all’effettivo reinserimento lavorativo». Anche se su 930 disoccupati per il momento sono riuscite a trovare un’occupazione solo 39 persone, quando alla fine del progetto mancano poche settimane, la Workopp si porterà a casa un compenso per le attività riguardanti valutazione dell’occupabilità, sostegno e supporto all’inserimento lavorativo. Tutte cose che per la consigliera dell’Idv, Paola Schiratti, «erano già state fatte, e bene, dai centri per l’impiego».

Da qui l’invito dei sindacati a evitare «sprechi, inefficienze e inutili doppioni soprattutto in un periodo di crisi come questo». Cgil e Cisl si chiedono anche quali misure saranno attuate adesso per dare un’altra opportunità alle 900 famiglie che si trovano senza lavoro e senza nemmeno una prospettiva di ricollocamento. Fallito il “piano Workopp” ci si chiede insomma se esista un piano B per le vittime della crisi.

Preoccupazione è stata espressa anche per la decisione di chiudere l’agenzia regionale del lavoro. «Ma come? - si interrogano Forabosco e Muradore - Invece di investire nel lavoro si rinuncia all’unica realtà in grado di fotografare con precisione l’andamento del mercato in Regione? Bisognerebbe invece - suggeriscono - migliorare le sinergie con i centri per l’impiego provinciali individuando una regia unica e affidando ai territori la realizzazione di politiche attive mirate alle specifiche esigenze delle poche aziende che ancora assumono».

Cristian Rigo

 
 

La cassa integrazione è a livelli record - i numeri

Nei primi 7 mesi del 2012, le ore autorizzate di cassa integrazione sono aumentate dell’8,8% in Italia, del 6,1% nel Nord-Est e del 27,2% in Fvg, passando dai 10,8 milioni del 2011 ai 13,7 del 2012. La Cisl stima inoltre che siano oltre 11 mila i lavoratori sospesi in regione, dei quali più del 70% a rischio di perdere il lavoro in quanto collocati in cassa integrazione straordinaria, l’anticamera della mobilità e della disoccupazione. Circa la metà di questi, cioè 4 mila persone, risiedono in provincia di Udine.

Roberto Muradore
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