Il Friuli

Venerdì 15 Marzo 2013

 

Più politica e meno piazza

Fuga dalle responsabilità. Dal 2008 a oggi, si sono persi due miliardi di ricchezza prodotta. Per Muradore (Cisl) serve una rinnovata attenzione all'industria.

Quanto è profondo il precipizio? Un'idea l'ha data la relazione del segretario della Cisl di Udine al recente congresso, con alcuni dati inediti dell'ultimo quinquennio. Dal 2008 a oggi il Friuli Venezia Giulia ha perso due miliardi di ricchezza prodotta, a causa soprattutto del forte ridimensionamento dell'industria, la cui capacità produttiva è calata del 15 per cento. L'export è complessivamente dimagrito e i consumi interni sono fermi al palo. L'ossigeno finanziario alle imprese è diminuito dell'8%, mentre l'indebitamento delle famiglie è cresciuto. I posti di lavoro persi sono ormai 15mila, tre quarti dei quali in provincia di Udine. Nell'ultimo decennio, poi, nella nostra regione è ricomparsa la povertà alimentare e il numero di bisognosi di cibo ha superato ormai le 50mila unità.

“A giudizio della Cisl friulana - ha dichiarato Roberto Muradore - anche nella nostra regione non si è fatto quanto si doveva e si poteva fare per l'industria. Basti pensare al lungo e colpevole silenzio della politica locale, dapprima sul disfacimento del Distretto della Sedia e successivamente sulla crisi più generale. Oggi è necessaria una nuova e reale attenzione al sistema produttivo. La crisi economica del Friuli Venezia Giulia è causata principalmente dall'abbandono del settore manifatturiero e da una eccessiva impronta infrastrutturale dell'azione politica regionale”.

Urgente, per il sindacato, è per esempio riorientare l'azione della controllate pubbliche, come Friulia, Mediocredito Fvg e Finest, al finanziamento delle imprese, in quanto proprio nella fase più cruciale per l'industria hanno molto ridimensionato il loro apporto.

“Pensiamo - continua Muradore - che soltanto una rinnovata e convinta partecipazione alla politica possa migliorare la politica stessa togliendola dalle sgrinfie di faccendieri, lobbisti, nani e ballerine. È necessario ci sia più politica, non meno politica. A tutti i livelli".

La relazione del segretario Cisl non ha mancato di puntare il dito contro lo stesso movimento sindacale, in cui le forze riformiste e conservatrici sono entrambe ben presenti.

“La Cgil - conclude Muradore - spesso accusa la Cisl di scappare dalle piazze, ma il problema è che la Cgil fugge dalle proprie responsabilità. Non se ne può più di questo 'piazzismo facile e inconcludente'. È grave che non si interroghi più su cosa accade il giorno dopo lo sciopero. La Cgil dovrebbe, invece, impegnarsi a portare a casa intese e contratti migliori di quelli raggiunti dalla Cisl".

Roberto Muradore
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