Messaggero Veneto

Lunedì 14 Aprile 2014

 

Primo maggio a Cervignano. Sindacati contro il Comune

L’iniziativa del sindaco è in concorrenza col corteo nazionale a Pordenone.
Cisl e Uil: idea grottesca. Cgil: se non recede, a rischio le prossime edizioni.

Tutti contro il sindaco di Cervignano, Gianluigi Savino. Tutti determinati nell’unire le energie perché la festa del Primo Maggio a Pordenone sia la festa nazionale e regionale del lavoro. Cgil, Cisl e Uil non hanno proprio gradito l’annuncio del primo cittadino di Cervignano di confermare la manifestazione nel centro della Bassa friulana. Anzi, di rilanciarla cercando la presenza di Susanna Camusso, numero uno della Cgil.

«La Cgil non ha partecipato a nessun vertice in municipio con il sindaco, non ha parlato a nome di nessun altro sindacato e non ha espresso la volontà di fare la manifestazione di Cervignano. La nostra posizione – interviene il leader regionale della Cgil, Franco Belci – è identica a quella di Cisl e Uil, perché abbiamo sempre detto che sarebbe saltata la manifestazione di Cervignano per convergere su Pordenone. Se il sindaco manterrà la sua idea farà uno sgarbo a Cgil, Cisl e Uil e ai tre segretari nazionali che saranno a Pordenone. La sua è una scelta grave perché anche noi sacrificheremo altre manifestazioni, come Gradisca e Trieste, per dare tutta la forza e il significato possibili all’appuntamento di Pordenone. Se il sindaco vorrà qualificare la presenza di Cervignano a Pordenone, magari con i trattori, andrà benissimo e faremo in modo che i mezzi agricoli siano là dal giorno prima, ma non accettiamo nessuna contrapposizione. Anzi, si porrebbe un serio elemento di valutazione rispetto all’organizzazione della festa del Primo maggio il prossimo anno a Cervignano. Una festa – conclude Belci – nata dai sindacati. Non è la manifestazione dei sindaci, è quella dei lavoratori, e la scelta del sindaco è molto grave e miope».

Agguerriti anche i segretari provinciali di Udine della Cisl, Roberto Muradore, e della Uil, Ferdinando Ceschia, che chiedono a Savino di ripensarci e confermano che loro esponenti non hanno partecipato ad alcun incontro nè avallato presenze a Cervignano. «Sono sorpreso e stizzito. È di buon senso – commenta Ceschia – che l’iniziativa di Pordenone assorba tutte le altre, anche perché ha significato di mettere al centro il manifatturiero. È lunare, è un abominio logico. Se Cervignano sarà confermata cambierà la natura della manifestazione perché i sindacati non ci saranno. Faccio un appello al sindaco con grande affetto: ci ripensi. Serve tutta l’unità possibile perché la battaglia non è finita».

«Sono molto arrabbiato – interviene Muradore –, perché quando c’è un evento di importanza nazionale in regione, è chiaro che è obbligo di tutti concorrere alla riuscita di quella iniziativa. È grottesco che il sindaco affermi che per gli agricoltori con i trattori sarebbe difficile raggiungere Pordenone. Sarà la festa dei lavoratori e riguarderà tutti – conclude Muradore –, il sindaco non tocchi il ridicolo».

Anna Buttazzoni

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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