Messaggero Veneto

Venerdì 30 Ottobre 2009

 

Raddoppiano le vittime della crisi

Gli operai che rischiano il lavoro sono oltre novemila contro i 4.700 del 2008.
L’analisi del sindacato su cassintegrati, addetti in mobilità e in ferie forzate.
Le aziende in difficoltà sono passate da 148 a 293. Crollo delle assunzioni (-25%).

Erano 4.704 soltanto un anno fa. Oggi i lavoratori costretti a fare i conti con la crisi nell’Udinese e nella Bassa friulana sono 9.149. Un vero e proprio esercito che domani rischia di restare senza lavoro. Perché – denuncia il segretario della Cisl, Roberto Muradore – «la cassa integrazione si sta esaurendo». E così l’incubo della disoccupazione si avvicina. In un anno gli addetti che beneficiano di ammortizzatori sociali sono aumentati del 94%. E le aziende costrette a “chiedere aiuto” all’Inps sono quasi raddoppiate: da 148 a 293 secondo l’osservatorio della Cisl. Da record anche l’impennata della cassa integrazione. Guardando all’intera provincia e confrontando i primi nove mesi di quest’anno con lo stesso periodo del 2008, la cassa ordinaria è infatti cresciuta del mille e 529%: da 154mila ore si è infatti passati a 2 milioni e 509mila, un record appunto. E se alla cassa integrazione ordinaria si accede per una flessione che si considera congiunturale, diverso è il caso della mobilità, che molto spesso diventa l’anticamera della disoccupazione. E anche qui, sempre a livello proviciale, i dati vengono definiti «allarmanti» dai sindacati: da 1.764 ingressi nei primi nove mesi del 2008 quest’anno, nello stesso periodo si è passati a 2.614 con un incremento del 48%. Crescita esponenziale anche per la cassa straordinaria: da 387mila ore a 1 milione e 863mila (+380%).

E contemporaneamente calano le nuove assunzioni: da 72mila a 53mila con un calo del 25%. «Il quadro è allarmante – sostiene Paolo Mason della segreteria Cisl – e dobbiamo considerare che i dati che prendiamo in considerazione sono sempre parziali. Ai 9.149 lavoratori interessati da cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, da mobilità, da solidarietà e da ferie forzate, dobbiamo infatti aggiungere 1.004 lavoratori sospesi in 179 ditte artigiane che occupano complessivamente 1.171 dipendenti. I lavoratori atipici infatti non vengono conteggiati e poi – aggiunge – bisogna tenere in considerazione tutte le aziende al di sotto dei 15 dipendenti che in Friuli sono la maggioranza: in quel caso la cassa non è prevista». Ecco perché i sindacati chiedono alla Regione di prolungare la cassa integrazione in deroga. «Ma anche le banche – dice Mason – devono fare la loro parte. Altrimenti tantissime microaziende rischiano di saltare. É indispensabile che gli operatori finanziari si facciano carico di questo periodo di crisi concedendo una dilazione nei pagamenti a tutte le aziende che hanno le carte in regola per poter ripartire».

Cristian Rigo

 
 

La ricetta della Cisl: sostenere le Pmi

«Garantire un sostegno straordinario alle Piccole e medie imprese». Ecco la ricetta del Cisl per disinnescare quella che viene considerata una vera e proprio «bomba a orologeria». Secondo il segretario della Cisl, Roberto Muradore, parlare di ripresa infatti è sbagliato. E con l’esaurirsi degli ammortizzatori potrebbe scoppiare «un’emergenza sociale con un’impennata della disoccupazione. La caduta dell’export regionale (-23,4%) nel primo semestre del 2009 – dice Muradore – che colpisce il cuore della specializzazione manifatturiera regionale e cioè il settore del mobile, la metallurgia, la produzione di elettrodomestici e alcuni comparti della metalmeccanica è preoccupante».

Per fronteggiare la crisi quindi secondo Muradore «va ricostituito un assessorato regionale all’Industria e all’artigianato trasformando Friulia da finanziaria speculativa in finanziaria di sviluppo industriale. Inoltre – aggiunge – vanno utilizzati subito i 52 milioni comunitari per finanziare l’attività di ricerca e sviluppo. L’internazionalizzazione delle imprese manifatturiere regionali va finanziata con risorse Finest e Friulia, serve un piano di promozione commerciale all’estero delle Pmi con le risorse delle Cciaa e il Frie va pienamente coinvolto nel sostegno straordinario agli investimenti delle Pmi coinvolgendo anche le Fondazioni bancarie in progetti specifici per sostenere i lavoratori in difficoltà».