Messaggero Veneto

Lunedì 05 Settembre 2016

 

Le buste paga dei dirigenti

Redditi dei sindacalisti. Trasparenza a metà

Nonostante le rassicurazioni dopo il caso Bonanni, la Cisl pubblica solo alcuni 730.
In Cgil le informazioni sono datate. Nel sito della Uil non c'è traccia dei compensi.

Era il caldo agosto del 2015 quando scoppiò lo scandalo degli stipendi d’oro in casa Cisl proprio dopo il cambio della guardia tra l’allora segretario, Raffaele Bonanni, e l’attuale leader Annamaria Furlan. Alcuni stipendi ammontanava a oltre 200 mila euro annui, quasi a voler rincorrere l’ex leader Raffaele Bonanni - 300 mila euro l’anno, 6 mila euro di pensione - per scendere ad altri dirigenti sindacali. Un piccolo terremoto soprattutto per quella organizzazione messa sotto accusa dai propri iscritti. La risposta da parte della stessa Furlan, ma anche dei vertici regionali fu: trasparenza. Ovvero redditi on line per i segretari e i componenti della segreteria del sindacato.

Poco più di un anno dopo, in casa Cisl Friuli Venezia Giulia, l’operazione trasparenza è iniziata ma non conclusa. Sono on line, infatti, solo i redditi dei componenti della segreteria regionale e della Ust Cisl di Udine. Nei siti di Alto Friuli e Pordenone dei modelli 730 non c’è alcuna traccia. Una trasparenza, quindi, in parte disattesa.

Chi prende di più in base ai dati disponibili? Certamente l’attuale segretario generale regionale, Giovanni Fania. Supera i 64 mila euro lordi (più di 21 mila euro le imposte), circa 14 mila in più del leader cislino della provincia di Udine che si ferma a 50 mila 900 (sopra i 16 mila euro le ritenute). A ruota gli altri del regionale, da Alberto Monticco con 47 mila euro, a Claudia Sacilotto con 46 mila. Luciano Bordin ottiene 45 mila euro l’anno, con fanalino di coda Paolo Duriavig a 29 mila. Gli udinesi Renata Della Ricca e Paolo Mason si fermano a circa 40 mila euro.

E in casa d’altri? L’operazione trasparenza in Cgil è datata 2015, visto che on line ci sono i redditi del 2014 dell’ex numero uno Franco Belci e degli altri componenti la segreteria. Parziale anche qui, però, perché cercando sempre nei siti, non abbiamo trovato le dichiarazioni dei componenti delle altre Camere del lavoro. La Uil - sempre avendo come accesso il portale del sindacato - non ha pubblicato nulla.

Lo scandalo degli stipendi d’oro spinse, lo scorso anno, un segretario di categoria della Cisl ad affrontare di petto la vicenda inviando ai propri delegati copia del proprio Cud e del 730. Un’operazione trasparenza in proprio lanciata per far comprendere che non si poteva fare di tutta un’erba un fascio e che dedicarsi al sindacato doveva, e poteva, essere altro dal fare carriera e ottenere una garanzia dal punto di vista economico.

Come Messaggero Veneto eravamo partiti da qui per capire su quali livelli di reddito netto si attestavano i sindacalisti del Friuli Venezia Giulia. Tra i 2 mila 500 euro come massimo ai mille 300 euro come minimo, a seconda si trattasse di apicali, come Giovanni Fania e Franco Belci, che nel frattempo ha lasciato la guida della Cgil, o segretari di categoria.

Con i redditi on line le dichiarazioni di allora vengono, tutto sommato, confermate. Con qualche distacco. Ad esempio quello tra Fania e Muradore, sopra i 3 mila euro mensili netti il primo, sopra i 2 mila 500 euro netti il secondo. Per gli altri componenti della segreteria regionale le differenze non sono marcate, con l’eccezione di Duriavig che ha il reddito più basso. Così come per la Cisl di Udine, tra Renata Della Ricca e Paolo Mason la differenza è di 200 euro lordi.

Elena Del Giudice

 
 

Martedì 06 Settembre 2016

 

OPERAZIONE TRASPARENZA

Stipendi online dei dirigenti i sindacati corrono ai ripari

Cgil, Cisl e Uil corrono ai ripari e, dopo la denuncia del Messaggero Veneto, entro una settimana, dieci giorni al massimo, i redditi dei sindacalisti saranno on line. Con alcuni distinguo però: la Uil pubblicherà il Bilancio del sindacato regionale e non i singoli compensi, perché «nessuno dei nostri segretari è dipendente, nessuno di noi è indennizzato, riceviamo soltanto dei rimborsi spese», spiega il segretario generale Giacinto Menis.

In casa Cisl, dove l’operazione trasparenza è nata, il segretario generale Giovanni Fania si affretta a chiarire che il suo compenso attuale non raggiunge i 3 mila euro, «ma si ferma a 2 mila 750 perché sto restituendo al sindacato quello che in più avevo percepito dallo Stato». Fania incassa infatti una busta paga dallo Stato e su questa base la Cisl applica la differenza e calcola lo stipendio da segretario: «Se poi prendo di più, allora mi viene trattenuta la somma in eccedenza per restituirla alla Cisl». Precisazioni a parte, Fania spiega che l’operazione trasparenza cislina non è affatto finita in soffitta, tuttalpiù si è concessa un periodo di vacanza. «Fra una settimana - afferma - metteremo anche tutti i redditi dei segretari delle unioni e delle federazioni regionali, perché questa è una regola che ci siamo dati. Quest’anno però la dichiarazione dei redditi relativa al 2015 si è protratta fino alla fine luglio, in agosto si va in ferie e gli operatori non sono riusciti a inserire i “quadri c”. Ora siamo di nuovo tutti al lavoro e li inseriremo quanto prima». Quella della trasparenza per la Cisl è ormai diventata una «regola universale, sia per i segretari, sia per i membri di segreteria - precisa Fania -. Se poi qualche commissione cui partecipiamo prevede il gettone, allora lo defalchiamo in automatico dallo stipendio».

Alla Cgil invece Villiam Pezzetta non vuole sentire parlare di «regole universali». Se c’è «totale condivisione sulla trasparenza, a maggior ragione ai giorni nostri», a essere resi pubblici sono soltanto i compensi dei livelli apicali. «La nostra è una scelta - precisa -. Pubblichiamo i redditi soltanto dei segretari delle camere del lavoro e della segreteria regionale, perché sono i livelli apicali e più remunerati. Quelli che ritengo sia corretto comunicare in un’ottica di trasparenza». Infatti in Cgil esiste un regolamento - «consultabile da tutti», assicura Pezzetta - che fissa gli stipendi di tutte le figure attive nel sindacato. «È raggiungibile dal sito nazionale e vale anche per gli impiegati - aggiunge il neo eletto segretario -. Un nostro iscritto in qualsiasi momento può venire a vedere i redditi di ciascuno di noi. Ma comunque l’ordine di grandezza del reddito di un segretario regionale è di 2 mila 300/2 mila 400 euro netti al mese, per un segretario della Camera del lavoro siamo sui mille 900. Un ordine di grandezza ben lontano da quello che qualcuno può ipotizzare». E ancora: «Noi rappresentiamo il mondo del lavoro, un mondo fatto di sacrifici, il vero propulsore dell’economia italiana che ha patito e sta patendo la crisi. L’operazione trasparenza è un atto dovuto», rimarca Pezzetta. E poi un impegno personale: «Entro una settimana, dieci giorni al massimo, tutti i dati dei livelli apicali saranno disponibili sul nostro sito».

La Uil invece, come accennato, fa un passo di lato: niente redditi, ma il bilancio della sede regionale del sindacato. «Entro il mese pubblicheremo il documento finanziario della sede regionale dell’organizzazione - assicura Menis -. La pubblicazione non è stata normata perché nel caso del Friuli Venezia Giulia il problema si pone relativamente, nel senso che il personale per così dire politico, cioè i segretari, non è dipendente e neanche indennizzato. Io non ricevo una retribuzione né un’indennità o un compenso dalla Uil regionale. Abbiamo dei rimborsi spese. Io sono andato in pensione un paio di anni fa e oltre a questa ho rimborsi spese per l’attività che effettivamente svolgo. I colleghi sono distaccati in permesso dalla loro categoria, oppure c’è chi svolge una doppia attività. In ogni caso, tutte le spese del sindacato sono fatte soltanto se ci sono i fondi».

Michela Zanutto

Giovanni Fania
Giovanni Fania
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Roberto Muradore
Roberto Muradore
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