Sabato 08 Settembre 2007

 
 

Ricchezza da spartire

 
 

NOTA di ROBERTO MURADORE, SEGRETARIO GENERALE UST CISL dell’UDINESE e BASSA FRIULANA

 
     

Da mesi è in corso un dibattito, anche aspro, sulla redistribuzione della ricchezza, a partire dal tanto discusso “tesoretto”. In realtà è più che mai necessaria maggiore attenzione a come e a chi sono destinate le risorse, pubbliche e private. La ricchezza prodotta in Italia, infatti, negli anni scorsi ha favorito in modo sfacciato le posizioni di rendita, i monopoli e gli oligopoli, le corporazioni, cioè quanti non operano in un mercato vero. Le briciole, invece, sono andate a coloro i quali con impegno e lavoro non protetto creano beni e servizi concorrenziali.

Beni e servizi che davvero costituiscono la sostanza quantitativa e qualitativa del prodotto interno lordo, dell’economia reale e dell’export. Negli ultimi anni, alcuni ceti mai sazi si sono riempiti le tasche a discapito soprattutto del lavoro dipendente e dei pensionati. È così aumentata la distanza tra i primi e gli ultimi e si è depauperata la classe media. Tutto questo è stato anche il frutto dell’applicazione di pezzi della teoria neoliberista quali il trikle down, secondo il quale soltanto a condizione di dare di più a chi ha già di più il benessere può, poi, “sgocciolare” sulle classi meno abbienti. Quindi, bisogna favorire la strada della disuguaglianza per cogliere un maggior benessere di tutte le classi sociali? Non scherziamo! In questa direzione, purtroppo, andava la riforma fiscale Tremonti con la messa in discussione della progressività delle aliquote: questo è il senso del totale mancato controllo, dopo l’introduzione dell’euro, dei comportamenti fortemente speculativi di intere categorie e di gruppi di interesse che hanno letteralmente saccheggiato famiglie e cittadini indifesi.

Si impone, quindi, una politica redistributiva che ricompensi le classi sociali più deboli e premi i ceti produttivi. Non solo per un soggettivo senso di giustizia e di equità (per alcuni fortunatamente ancora fondamentale nell’azione sociale e politica), ma anche perché continuando ad alimentare le disparità si mette a repentaglio la stessa coesione sociale (spesso evocata e raramente perseguita), così come premiando le rendite di posizione si scoraggiano e sviliscono sia quanti vogliono intraprendere sia quei lavoratori, e sono la stragrande maggioranza, che compiono ogni giorno con responsabilità e dedizione il loro compito.

Proprio in questa direzione si sono mosse Cgil, Cisl e Uil, prima con importanti “memorandum” (a esempio sul pubblico impiego) e, infine, con l’intesa siglata il 23 luglio con il governo. In questo accordo importanti questioni inerenti il lavoro, i giovani, le attuali e future pensioni, la condizione delle donne e le protezioni sociali trovano soluzioni positive in un’ottica di redistribuzione più equa, solidale e intergenerazionale. Quanto ottenuto dal sindacato confederale rientra in una logica di maggiore tutela e promozione di chi si trova in difficoltà e, anche se ovviamente non risponde a tutte le aspettative, va assolutamente apprezzato e valorizzato in quanto riposiziona la rotta anche sul sociale. Finalmente!

In astratto tutto è perfettibile, perché ovviamente non esiste l’accordo perfetto, ma solo il migliore possibile. Detto questo, però, va da sé che è irrealistico immaginare che il Parlamento possa licenziare leggi con contenuti più avanzati. È sotto gli occhi di tutti la situazione dei rapporti fra i partiti della coalizione di maggioranza e il loro instabile equilibrio, è più che mai evidente come il confronto tra il governo e l’opposizione sia improntato al pregiudizio e allo scontro. Il tutto acuito dal fatto che in Senato la maggioranza è spesso tale per uno o due voti.

In definitiva, si tratta di un buon risultato che, per essere incassato, deve adesso passare al vaglio del Parlamento. È auspicabile che una volta tanto il buonsenso e la responsabilità prevalgano sui legittimi, ma troppe volte miopi, interessi di schieramento e di partito

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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