UdineEconomia

Lunedì 31 Marzo 2014

 

“Ripartire da un taglio delle spese”

Per gli imprenditori, pochi dubbi. La relazione della Corte dei conti ha confermato cifre note, quelle di una pressione fiscale ormai insostenibile. Nonostante il federalismo fiscale, e come era stato presentato.

"Altro che riforma virtuosa - commenta Giorgio Colutta, uomo di associazione e imprenditore -, gli enti locali si sono ritrovati costretti a reagire ai tagli con un aggravio di tasse. In un momento in cui le aziende soffrono pesantemente sul fronte della liquidità, è difficile sopportare pure un aumento di imposte come quello degli ultimi anni". "Non vedo all’orizzonte altro di più opportuno di un taglio della spesa improduttiva, solo cosi possiamo ipotizzare una ripartenza - sottolinea Colutta -. E poi servono sacrifici: è impensabile oggi sostenere due giorni e mezzo di ferie ogni mese per chi lavora, è un lusso che non ci possiamo più permettere se vogliamo aumentare la produttività".

Secondo Roberto Muradore, segretario della Cisl udinese, il federalismo fiscale "rimane, in linea teorica, una gran buona cosa". E, aggiunge, "la teoria non va certamente sottovalutata". "Se le risorse dei contribuenti finiscono lontano, sono meno controllate -prosegue il sindacalista -. Anche per questo non mi piace per nulla questa fase di neocentralismo, tanto più con uno Stato che ha devoluto funzioni senza cedere nemmeno un centesimo alle autonomie, costrette a mandare avanti in qualche modo la baracca". Riassumendo, "il federalismo nasce dal fallimento dal centralismo ma, a sua volta, non è fallito. Semplicemente non c’e mai stato».

Interviene anche Barbara Puschiasis, presidente del Forum Consumatori-Imprese Fvg: "La pressione tributaria prodotta da anni di politiche fiscali e di amministrazione della res publica non finalizzate alla razionalizzazione delle spese e a una gestione parsimoniosa delle risorse ha provocato l'effetto distorto di far entrare in crisi tutto un sistema. Un dato superiore al 44% - prosegue - può essere sopportato a fatica per un periodo ben determinato e gli sforzi per adempiere a tali gravi oneri impositivi da parte delle famiglie può essere tollerata solo ed esclusivamente se finalizzati a trovare una via d’uscita a quella che è la situazione economica più drammatica degli ultimi tempi. Oggi però possiamo dire che i cittadini-consumatori sono giunti a una situazione anche di erosione del proprio risparmio e di perdita sia del potere di acquisto che del lavoro che rende intollerabie sopportare oltre un carico fiscale che non trova eguali in Europa e che, a ben vedere, ha richiesto sforzi sinora inutili. Non puo più essere rinviato pertanto un intervento che stravolga completamente il sistema della fiscalità con una conseguente gestione delle risorse attraverso una decisa razionalizzazione delle spese».

Secondo il presidente di Legacoop Fvg Enzo Gasgarutti il mancato decollo del federalismo fiscale "ha impedito alle imprese della regione di crescere e trovare fortuna anche oltre i confini Fvg. E’ su questo tema della crescita, della patrimonializzazione, degli investimenti anche all’estero che dobbiamo recuperare forti ritardi». lnfine la sottolineatura sull’eccesso di centralismo "che nega entrate e lavoro alle aziende locali. ll giudizio sulle gare di appalto attraverso il Consip non è negativo in termini assoluti, ma è evidente la differenza con quanto avviene per esempio in sanità, con la centrale regionale degli acquisti, un modello virtuoso da allargare anche ad altri settori per dare risposte concrete al sistema imprenditoriale locale».

Roberto Muradore
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