La Vita Cattolica

Giovedì 30 Luglio 2015

 

Roberto Muradore, Cisl Udine:

«Sottoterra come in tutto il mondo!»

Dopo il «no» del Consiglio di Stato all'elettrodotto Udine-Redipuglia, sulla vicenda interviene Roberto Muradore, segretario generale della Cisl Udine.

La sentenza arrivata da Roma riapre la vicenda elettrodotto. «Mi preme, ancora una volta, esprimere con chiarezza la posizione della Cisl di Udine che, per prima e per un po' di tempo pure da sola, ha difeso e promosso il manifatturiero anche quando per i più era un settore da abbandonare per abbracciare una non ben definita new economy. La Cisl di Udine, quindi, è scevra da ogni forma di luddismo e non sogna certo un'improbabile e non auspicabile ritorno alla vita agreste e bucolica. Il futuro delle nostre comunità sta anche e soprattutto nell'industria che, rispetto ad un passato anche recente, sia rispettosa dell'ambiente».

Ritornando alla sentenza, questa non giudica nel merito della questione, ma riguarda le procedure. «Le procedure decisionali relative alle grandi opere sono una parte del problema. È fin dall'inizio che deve esserci un confronto vero, a partire dallo studio di fattibilità. È al principio della procedura che vanno affrontati e sciolti i nodi, senza nascondere la polvere sotto il tappeto. La Cisl di Udine, invece, è stata coinvolta soltanto il 22 giugno 2012 dai Sindaci dei Comuni attraversati dall'elettrodotto e poi, in tutta fretta, dalla Giunta Regionale in un inutile incontro tenutosi il 27 dello stesso mese».

Nel merito, la Cisl di Udine è contro... «No. Non è così. La Cisl di Udine non è contro l'elettrodotto in sé, ma ritiene che questo elettrodotto sia troppo impattante. Adesso che i piloni si vedono, mi pare sia chiaro. Penso che non si sia saputo o voluto esaminare realmente una possibile alternativa al cosiddetto elettromostro. L'elettrodotto può essere interrato così come in tutto il mondo. In Piemonte Terna realizzerà un elettrodotto interrato di 190 km in un terreno che, tra l'altro, è anche roccioso. E perché in Piemonte non valgono i presunti problemi di manutenzione che, invece, impedirebbero l'interramento in Friuli?! Se aereo può esser costruito per un lungo tratto lungo la linea esistente senza creare eccessive e nuove servitù e, come in altre situazioni, potrebbe essere posto a fianco della terza corsia dell'autostrada».

L'elettrodotto quali vantaggi porta per i friulani? «Non mi va che si dicano cose inesatte circa i vantaggi dei quali i cittadini e le imprese fruirebbero. Bruxelles nega la possibilità di tariffe inferiori, in questo caso per il Friuli, in quanto non rispettose delle regole di concorrenza. In regione, inoltre, l'energia pare sufficiente per le esigenze sia civili che industriali. Ciò non toglie che razionalizzare e mettere in sicurezza la rete elettrica sia buona cosa. Il tema, per l'appunto, è come fare ciò».

Ma allora perché costruirlo? «Terna, legittimamente, intende ancor di più affermarsi quale azienda di rilievo nazionale e sovranazionale. Ma non può farlo a discapito di un intero territorio che va, invece, rispettato e valorizzato. Ha sbagliato ad accelerare i lavori prima della sentenza del Consiglio di Stato. Così in fretta per porre tutti davanti al fatto compiuto?! Discorso diverso per le acciaierie Bertoli Safau che, come ogni azienda siderurgica, hanno il sacrosanto diritto ad avere certezza di continuità di approvvigionamento e di impegno di potenza. Ma questa necessità, imprescindibile, non credo che possa esser soddisfatta esclusivamente dalla costruzione di questo elettrodotto».

La Regione, che a suo tempo ha dato l'ok, oggi si dice molto preoccupata. «In questa intricata vicenda la preoccupazione non è prerogativa né dei favorevoli né dei contrari a questo tipo di elettrodotto. La sorte del lavoro e dell'economia è ciò su cui la Cisl di Udine si è sempre spesa. L'attuale presidente della Regione ha trovato una situazione già compromessa ed è riuscita ad aumentare le compensazioni di 300 mila euro e ad accelerare lo smantellamento della vecchia linea. Penso, però, che la vera compensazione per il Friuli sia nel costruire un elettrodotto meno impattante, rispettoso di quella realtà paesaggistica e naturalistica che, mai dimenticarlo, rappresenta anch'essa un investimento per il futuro delle nostre comunità».

Da questa vicenda quale lezione si può trarre per il futuro? «Che il dubbio va sempre coltivato a patto, però, che non porti a non decidere mai! È proprio il dubbio che porta a letture più approfondite, a rifuggire dalla superficialità e a non accettare verità preconfezionate e luoghi comuni, spesso tanto comodi ai potenti quanto nocivi ai più che troppe volte, ahimé, le accettano acriticamente. Il problema, poi, è che le verità facili, anche se infondate, vanno alla grande e hanno consenso mentre le posizioni ragionate, motivate e articolate non sono sempre gradite in quanto oggettivamente più difficili da porre e da fare proprie. La complessità, in effetti, non è gradita in un periodo di banali semplificazioni».

Roberto Muradore
Roberto Muradore
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