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La Vita Cattolica

Giovedì 04 Settembre 2014

 

Safilo, 500 in meno, ma arriva la rinascita

La prima icona che viene in mente per raffigurare il momento di travaglio, carico di sofferenze, a volte di contraddizioni, che vive il mondo del lavoro friulano, prima ancora che la sua economia, è quello del gruppo Safilo. Che sfida l'impero di Luxottica, altro travaglio da cui potrebbe scaturire una nuova fase di sviluppo nell'industria dell'occhiale. E se Leonardo Del Vecchio si pone l'obiettivo di crescere il 7 per cento l'anno, Luisa Delgado, che con piglio svizzero pilota il gruppo veneto-friulano, non si pone traguardi meno ambiziosi.

Il 4 novembre, a Venezia, in una sede culturale, piuttosto che da vip mondani - la Peggy Guggenheim - Safilo festeggia i primi 80 anni, quanti ne ha il concorrente Del Vecchio, fondatore di Luxottica che, rimettendosi in gioco alla sua età, ha ricevuto applausi bipartisan. Delgado no. Il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, ha rimproverato all'azienda di aver lasciato per strada 500 friulani. Come dargli torto? Se non troveranno una ricollocazione, e chissà a quale prezzo, rischiano di restare per strada. Ma bisogna guardare avanti.

Nel 2008 una profonda crisi ha rischiato di portare al fallimento il gruppo. I dipendenti erano 900, 504 sono stati espulsi. Il prezzo pagato dal Friuli è stato altissimo. Lo stabilimento di Precenicco è chiuso. Quello di Martignacco no. Vi lavorano in 250, 30 dei quali in trasferta quotidiana da Precenicco. Attività di finissaggio. Si punta al lusso. E Augusto Salvador, il sindacalista Cisl che segue l'azienda, non nasconde un piccolo sogno: che possano ritrovare accoglienza a Martignano anche degli ex. «Oggi possiamo parlare di rilancio e ricostruzione del perduto valore aziendale e occupazionale con un nuovo amministratore delegato (la Delgado, appunto) che ha già manifestato la volontà di proseguire in tal senso», si limita a riscontrare insieme ai colleghi delle altre organizzazioni.

«I numeri a bilancio indicano chiaramente che la crisi finanziaria è già quasi del tutto superata ed è arrivato il momento di lavorare alacremente per riprendere quote di mercato, nuove opportunità e soprattutto la possibilità di ricreare in Italia un nuovo "full made in" con gli investimenti in tecnologia, nuovi assetti produttivi e una qualità totale che con la vecchia gestione era del tutto perduta» insiste Salvador. Un dato gli dà ragione, più di ogni altro. Il gruppo aveva un'esposizione finanziaria di 860 milioni. Oggi è di 120 milioni.

«Ecco perché i lavoratori e il sindacato friulani hanno già manifestato la volontà di non mollare e continuare la sfida per riprendere un primato che, ne siamo convinti, è assolutamente alla nostra portata». Da pochi minuti nelle redazioni - martedì scorso - erano arrivate queste dichiarazioni di disponibilità, che subito si era palesato un comunicato aziendale, col quale si faceva sapere che il gruppo aveva deciso con Kering di anticipare di due anni, a fine dicembre 2016, la conclusione dell'attuale contratto di licenza Gucci, per sviluppare un accordo strategico di partnership di prodotto per quattro anni, fino a fine dicembre 2020. Safilo riceverà a titolo di compensazione 90milioni di euro.

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