La Vita Cattolica

Giovedì 26 Marzo 2015

 

Scarsa partecipazione dei lavoratori e manca anche il welfare aziendale

È curioso constatare come le imprese si stanno cooperativizzando, lasciando spazio alla partecipazione dei lavoratori, magari fidelizzandoli attraverso i premi e, al tempo stesso, dover prendere atto che le cooperative si stanno imprenditorializzando.

Roberto Muradore, segretario della Cisl di Udine, concorda. Ma precisa. «Forme di partecipazione in cui si potesse ragionare come lavoratori su come è organizzato il lavoro, sull'orario, su funzioni aziendali, questo non c'è stato. E non c'è stato neppure quel tipo di contrattazione per cui s'è costruito il welfare aziendale che aiuta le persone».

Il motivo? «Nella piccola impresa la gente già partecipa alla "gestione" della propria realtà, perché lavora a più non posso a fianco dell'imprenditore. E per il welfare mancano in Friuli le grandi aziende. È pur vero che l'imprenditore non ha comunque sedimentato una cultura sociale che lo induce ad impegnarsi per nuove forme di sostegno dei propri collaboratori».

 
 

Finalmente i lavoratori come persone

Roberto Muradore, segretario della Cisl di Udine. «Non c'è lavoro se non c'è economia, non c'è buon lavoro se non c'è buona economia. Questa economia può essere crudele, senza regole, e questa non è al servizio della persona e dell'uomo. C'è un'economia sociale di mercato, di cui ne abbiamo conosciuta pochissima nel nostro Paese. Poi c'è ancora un'economia solidale. La vicenda della Coopca, che non riguarda solo l'Alto Friuli, interroga molto, perché credo che nella cooperazione ci si possa ancora investire e credere non fosse altro perché tutto sommato, oltre ai tentativi fatti per rendere i lavoratori partecipi della vita dell'impresa, il mondo cooperativo può far diventare i lavoratori persone che hanno un ruolo vero e attivo nel mondo dell'impresa. Nella nostra regione c'è un segnale di ripresa, però credo proprio che avremo ancora delle sciagure occupazionali nel senso che la ripresa ancora quando fosse confermata non porterà con se nuova occupazione perché sconteremo un disagio sociale ed un aumento dei disoccupati in questa regione. Dobbiamo essere seriamente realisti in questo».