La Vita Cattolica

Giovedì 20 Novembre 2014

 

Nostra intervista con Annamaria Furlan, segretaria della Cisl.

Sciopero politico contro Renzi? Ma il sindacato non è un partito

C'è chi l'ha definito, ironicamente, lo sciopero ponte. Lo sciopero del 5 dicembre è della Cgil, condiviso dalla Uil. La Cisl ha dato ordine, ai suoi iscritti, di non partecipare. Anche perché il Governo Renzi non merita una così solenne bocciatura. Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, succeduta a Raffaele Bonanni, ce ne ha parlato a margine di un recente incontro a Treviso.

Perché non siete d'accordo d'incrociare le braccia con la Cgil? «Quando si vogliono fare le iniziative unitarie, insieme si definiscono innanzitutto gli obiettivi, che devono essere chiari e precisi, altrimenti si fa sprecare una giornata ai lavoratori»

Tempo perso, dunque? «Sì, tempo sprecato inutilmente. Noi, in questo momento, con 25 punti di perdita di produzione industriale, non riteniamo che ci sia bisogno di occupare le fabbriche».

Lo sostiene Landini, il leader della Fiom. «Appunto, noi riteniamo che le fabbriche debbano essere tenute in piedi e piene di occupati».

L'unità sindacale è un miraggio? «Al momento è importante condividere gli obiettivi. E non ci siamo».

Però lei ha appena detto che uno sciopero per il rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti non le dispiacerebbe. «Il rinnovo del contratto di lavoro aspetta da 6 anni».

E lunedì il ministro Madia vi ha detto che non ci sono i soldi. «L'incontro con il ministro Madia non è andato bene. Ci sono state delle aperture sulla contrattazione decentrata, sui tavoli per la gestione della riforma, ma non c'è stato alcun spiraglio per il 2015 ai fini del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici».

Quindi? «Il Governo deve cambiare idea per cui se le categorie pubbliche riterranno di dover utilizzare anche lo strumento dello sciopero fanno bene, perché il contratto è un diritto dei lavoratori».

Parliamo di pensioni. La Lega Nord ha promosso un referendum per cassare la riforma Fornero. La segretaria della Cgil, Camusso, ha autorizzato i suoi iscritti a votare, seppur turandosi il naso. Lei? «L'ipotesi della consultazione popolare mi auguro che scuota pesantemente il Governo perchè non c'è bisogno di fare il referendum per modificare la legge. Questa è una riforma fra le peggiori che siano state concepite».

Perché il Governo non interviene a modificarla prima che si vada alle urne? «Evidentemente il Governo ritiene che questa urgenza sia meno importante di altre».

Come la riforma elettorale? «Appunto. Riforma che è importante, ma non urgente».

Ma un iscritto Cisl è autorizzato a votare per l'abrogazione? «Se non viene messa mano alle pensioni, ogni cittadino e ogni iscritto alla Cisl è libero di andare a votare come meglio crede».

Ritorniamo allo sciopero della Cgil. Voi non lo condividete perché è una radicale bocciatura di Renzi? «Qualsiasi italiano, indipendentemente da come ha votato alle Europee, credo abbia sperato che Renzi cambiasse le cose. In parte alcune azioni sono state fatte, in parte si stanno iniziando a vedere alcuni spiragli di luce. In parte, però, sono da fare e Renzi deve sbrigarsi a farle».

Con voi, però, il Governo non vuol contrattare… «Il Governo ci deve ascoltare perché è importante non solo nelle relazioni industriali che ha come datore di lavoro per i lavoratori pubblici, ma anche per il suo ruolo di responsabilità. Non si esce dalla crisi se non si fa un forte patto sociale tra chi governa, a tutti i livelli, e chi rappresenta il lavoro, lavoratori ed imprese. C'è bisogno di questo oggi nel Paese».

Ma le risorse? «I soldi si possono benissimo trovare, tagliando gli sprechi, le ruberie, facendo una lotta senza quartiere all'evasione fiscale e quella contributiva e soprattutto alla corruzione. Guarda caso tutti impegni che il Governo Renzi si era assunto».

Invece? «Del Governo Renzi ci sono cose che condivido e che il Governo fa bene a portare avanti. Innanzitutto un ruolo diverso sulle scelte europee: l'Europa solo di rigore non ci ha portato da nessuna parte, ma al rigore oggi abbiamo bisogno di legare lo sviluppo e l'occupazione. Ci sono altre cose che non condivido perché il Governo pensa di farle in splendida solitudine, compiendo errori».

Come sul jobs act? «No, qui il Governo ci ha ascoltato ed ha corretto la sua posizione, creando condizioni migliorative per tutti i cittadini».

Francesco Dal Mas

Annamaria Furlan
Annamaria Furlan
archivio

altre risorse: