Messaggero Veneto

Martedì 29 Maggio 2012

 

Serve chiarezza nella condanna e nella memoria

di Cristiano Shaurli – Sindaco di Faedis

La visita del Presidente della Repubblica a una Comunità, ancor più se piccola come la nostra, è di per sé motivo di straordinario orgoglio e soddisfazione, per noi però ritengo assuma anche un’importanza particolare. Questi territori hanno vissuto fisicamente gli accadimenti della storia sul confine orientale: la tragedia dell’eccidio di Porzûs, l’incendio dei paesi da parte dei nazifascisti, l’occupazione cosacca ed infine decenni di una cortina di ferro che qui non era termine geopolitico ma fatto tremendamente concreto. Nonostante ciò, nonostante la facile tentazione a dimenticare, questo territorio ha sempre sostenuto l’approfondimento storico evitando rassicuranti scelte di parte o comode rimozioni. Anche quando non era così semplice, mai abbiamo smesso non solo di ricordare ma di condannare l’eccidio di Porzûs e del bosco Romagno, ancor più tragico perchè compiuto da mano che si riteneva amica, abbiamo sempre pensato che tenere viva la memoria su quella tragedia ed anche sulle particolarità e criticità della resistenza al confine orientale non significasse sminuirne la portata ma anzi al contrario proprio che il loro pieno riconoscimento fosse condizione indispensabile per levare qualsiasi ombra da quella straordinaria stagione di impegno che qui si concretizzò con la Zona libera del Friuli Orientale.

Non abbiamo mai cercato semplice e romantiche memorie condivise, ma la chiarezza della storia che possa finalmente farci ricordare insieme alle tragedie anche il coraggio della scelta di tanti giovani che anche qui scelsero la montagna per la libertà di noi tutti senza chiedere nulla in cambio, la straordinaria solidarietà dei paesi della Bassa friulana che accolsero i nostri bambini in fuga dalle loro case in fiamme e infine il coraggio anche di ricordarci che per altri questo era il confine occidentale che aveva rappresentato per gli anni della tirannia fascista occupazioni, umiliazioni fino ai campi di concentramento di Visco e Gonars.

Per questo la presenza del Presidente Napolitano oltre che fonte di orgoglio è per noi momento di eccezionale importanza. Perché non sarà una testimonianza che ci rafforza solo sul percorso fatto; sarà un momento che ci permette di guardare con maggiore serenità al futuro, che permetterà di dire con ancora maggior forza che serve chiarezza nella condanna e nella memoria delle tragedie per poterne cogliere appieno anche gli straordinari esempi. La presenza del Presidente della Repubblica è per tutti noi un esempio di impegno, di solidarietà e di convinzione che non ci si salva da soli, anche nei momenti peggiori, e che la responsabilità per un futuro migliore non spetta sempre ad altri ma investe direttamente ognuno di noi.

Cristiano Shaurli
Cristiano Shaurli
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