Messaggero Veneto

Domenica 14 Ottobre 2012

 

SINDACATO

Serve l’unità di Cgil e Cisl

Di Hosam Aziz - Vicesegretario Pd di Udine

Egregio direttore, la polemica scoppiata fra gli esponenti della Cgil e della Cisl Franco Belci e Roberto Muradore, a seguito del dibattito promosso dal vicedirettore del Messaggero Veneto Giuseppe Ragogna sul futuro delle aziende manifatturiere in Fvg, nuoce all’unità sindacale. Solo con un sindacato unito e forte potremmo sperare di venir fuori da questo momento così difficile per l’economia e per la società. Penso che, pur nelle differenze, si impongono reciproco rispetto e fiducia affinché il sindacato sia protagonista nella possibile uscita da questa profonda crisi che attanaglia l’Italia, la nostra regione e la nostra provincia. Crisi che, pur augurandosi che le valutazioni del premier Mario Monti siano azzeccate, è ben lontana dalla risoluzione. Ecco, quindi, che Cgil, Cisl e Uil hanno il dovere di ricercare e trovare le sintesi tanto necessarie quanto utili per chi rappresentano.

A Franco Belci vorrei soltanto ricordare che, pur nella diversità, Roberto Muradore, da anni si interessa del comparto manifatturiero ed ha avanzato parecchie proposte per rilanciarlo, anche quando l’industria era finita nel dimenticatoio un po’ di tutti. Posizioni coraggiose, perché non comuni e conformiste, che Muradore ha riproposto anche affrontando la vicenda dei dipendenti pubblici che, a Trieste, in orario di lavoro, pare proprio facessero altro. Non è più il tempo, per nessuno, di tutelare gli interessi dei propri iscritti senza occuparsi della qualità e quantità di servizio e di prodotto che questi lavoratori e lavoratrici assicurano. Ciò, ovviamente, insieme al sacrosanto riconoscimento di diritti e tutele, non solo salariali.

Introdurre elementi meritocratici, considerare e valorizzare i lavoratori pubblici e privati che, con il loro impegno quotidiano creano ricchezza, è una scommessa anche per il mio partito, il Pd. All’interno di tutto questo si pone la futura trasformazione degli enti locali e la soppressione di alcuni di loro. Ciò imporrà flessibilità e mobilità di tanti dipendenti della pubblica amministrazione e il sindacato dovrà porsi nell’ottica non della conservazione dello status quo, ma dell’innovazione in senso efficientista del sistema, al fine di fornire migliori servizi alle comunità regionali e al mondo delle imprese. Il nostro Paese e la nostra regione possono rinascere e ritornare ad essere protagonisti anche nel nuovo mondo globalizzato, a patto che, senza furbizie conservatrici, i soggetti politici, economici e sociali facciano insieme, fino in fondo e responsabilmente la loro parte. Come dice Bersani il bene comune viene prima dei particolarismi di partito e di sindacato.

Hosam Aziz
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