La Vita Cattolica

Mercoledì 15 Giugno 2016

 

Serve un’alleanza contro la povertà

Il territorio è e sarà sempre più il luogo nel quale si sviluppano concretamente le politiche sociali atte a garantire i diritti di cittadinanza e a offrire quelle opportunità di inclusione che consentono la crescita della coesione e della fiducia, elementi essenziali per lo sviluppo sociale ed economico della nostra provincia.

Proprio nel nostro territorio si è riscontrata una crescita esponenziale della «domanda» di protezione sociale e la conseguente difficoltà ad organizzare una «offerta» in grado di rispondere alle mille e una esigenze, nuove o vecchie che siano.

La pesante crisi economica ha investito anche il Friuli-Venezia Giulia e la nostra provincia, coinvolgendo imprese, famiglie, lavoratori e pensionati. È questa una situazione che crea difficoltà anche ai Comuni nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Infatti, le entrate sono state ridotte pesantemente provocando pesanti ricadute sui cittadini, sulle famiglie e soprattutto sui soggetti più deboli e cioè gli anziani, i disoccupati e gli inoccupati che si trovano costretti, in misura sempre maggiore, a rivolgersi ai servizi sociali territoriali per far fronte alle necessità primarie. La spesa sociale dei Comuni si è ridotta del 2,7% dal 2009 al 2014 (da 7.779 milioni a 7.565) con una propensione al sociale contrattasi dal 15,4 al 13,8%, dati dell’Istat.

Non vanno poi dimenticati due aspetti: il progressivo ribaltamento della piramide demografica e il trend di invecchiamento della popolazione. Tutto questo ci interroga sul nostro futuro.

È soprattutto attraverso la concertazione territoriale con gli enti locali che va ricostruito un nuovo welfare locale attivo, fattore di sviluppo per l’intero sistema sociale ed economico, con al centro le politiche fiscali e tariffarie, le politiche per la famiglia e per gli anziani, la strategia dell’integrazione socio sanitaria, le politiche del lavoro e del diritto allo studio, l’integrazione sociale dei lavoratori. Su questa impostazione la Cisl ha attivato non solo idee ed elaborazione, ma ha messo in campo importanti strumenti a sostegno della contrattazione: la banca dati denominata Aida, gli Osservatori sulla contrattazione sociale e di secondo livello.

Aumentano le ragioni per investire sul welfare, pensandolo come elemento centrale di connessione che mette in relazione tutte le dimensioni del vivere: lavoro, formazione, salute, pensioni.

Per la lotta alla povertà, la legge di stabilità 2016 contiene finanziamenti strutturali prevedendo in materia di integrazione al reddito assegni di natura assistenziale Sia con un finanziamento di 380 milioni. Ma non va tralasciata la nostra legge regionale 15/2015 Misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito, le domande che sono arrivate nei primi otto mesi sono 11.065 di cui il 57% da italiani; Udine e Trieste sono i capoluoghi con le maggiori richieste (2.500 a Udine e 3.574 a Trieste).

La tendenza alla divaricazione tra le risorse calanti e la crescente domanda di nuove tutele sociali dovrà vedere il sindacato operare in una prospettiva «generativa» a partire da un attivo protagonismo nei territori, creando una rete con il terzo settore anche per una «alleanza contro la povertà».

Non ci sono soluzioni o ricette semplici. Esistono, invece, buone pratiche, azioni positive da «socializzare », che diano uno slancio all’azione sociale e politica sapendo guardare avanti.

Renata Della Ricca - Segretaria territoriale Ust Cisl Udine

Renata Della Ricca
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