La Vita Cattolica

Venerdì 21 Gennaio 2011

 

LE REAZIONI FRA I CATTOLICI
FRIULANI SULLE VICENDE "PRIVATE"
DEL PRESIDENTE BERLUSCONI

SI PRETENDONO
COMPORTAMENTI INECCEPIBILI
DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Fare chiarezza subito

La coerenza tra vita pubblica e vita privata nella pratica dei valori è ancora un dovere per i cristiani? Se lo chiedono molti cattolici, sbigottiti, diciamo pure traumatizzati, dall'indecente spettacolo che emerge dalle carte dell’inchiesta riguardante le «feste private» del presidente Berlusconi. È per questo che l'Avvenire e l'agenzia Sir sono intervenuti pretendendo chiarezza. E l'Osservatore Romano ha ospitato la nota in cui il presidente Napolitano segnala il turbamento di tanti italiani.

Qua e là si accampano «se» e «ma» – sul rispetto della privacy, sulle possibili strumentalizzazioni e via assecondando – ma lo sconcerto è profondo. Anche in Friuli. Come certificano le testimonianze raccolte da «la Vita Cattolica».

...

Per Roberto Muradore, segretario della Cisl di Udine, «il problema non è se ha violato una legge o quell’altra. Non è un problema "in punta di diritto", è un problema etico. E la crisi è anche etica, queste vicende lo dimostrano. Non può nemmeno essere sfiorato da queste vicende chi rappresenta il governo di un paese, chi ha un ruolo istituzionale o un ruolo pubblico. Non è moralismo il mio. Non sono moralista, non lo sono mai stato. Adesso c’è il presidente del Consiglio, prima c’era il governatore del Lazio. Non se ne può più, francamente. È incommentabile. Quando diventi un uomo pubblico, sei pubblico a tutti gli effetti».

FLAVIO CAVINATO E FRANCESCO DAL MAS

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Roberto Muradore
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