Udine, 08 febbraio 2010

 
     
 

Si rinnova il patto per la ripresa

L'impegno di Confindustria Udine e delle Organizzazioni Sindacali territoriali
per la centralità del lavoro e dell'industria.

 
     

Ad un anno dalla firma del primo Patto per la ripresa, Confidnustria Udine e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Udinese, Bassa Friulana e Alto Friuli hanno sottoscritto ieri mattina a palazzo Torriani un secondo accordo con cui rinnovano il loro impegno a favore della centralità del lavoro e dell'industria quali riferimenti ineludibili delle politiche economiche e sociali.

Nel constatare la soddisfazione delle Parti sociali in ordine ai risultati raggiunti dal primo Patto per la ripresa - individuazione di un metodo di approccio alle situazioni di crisi che è riuscito a mantenere, per quanto possibile, i livelli occupazionali riducendo gli esuberi; perseguimento di un clima di coesione sociale, pur a fronte di diverse situazioni di crisi aziendali, grazie al senso di responsabilità delle Parti stesse; ritrovata consapevolezza del "valore reale" del manifatturiero e del lavoro in termini sia economici che sociali per l'intera comunità -, i firmatari hanno convenuto di proseguire il comune impegno volto a gestire al meglio i processi di riorganizzazione delle imprese.

A tale riguardo, ferma restando l'elevata fragilità del ciclo economico attuale, Confindustria Udine e le Organizzazioni sindacali hanno riconfermato l'oggettiva necessità di praticare ancora attente politiche passive del lavoro, attraverso l'appropriato utilizzo degli ammortizzatori sociali anche con il ricorso, ove possibile, ai contratti di solidarietà mediante la puntuale applicazione delle disposizioni incentivanti in essere e sviluppando le azioni rivolte alla ricollocazione dei lavoratori in esubero, con l'ottimizzazione e la necessaria resa operativa degli strumenti di politica attiva del lavoro già esistenti.

Le Parti Sociali hanno rimarcato, inoltre, l'urgenza di rafforzare le modalità di coordinamento tra i diversi soggetti interessati, anche istituzionali, rilevando l'importanza di azioni finalizzate e condivise attraverso sinergie operative con l'Agenzia regionale del lavoro, la Provincia di Udine ed i suoi Centri per l'impiego, la Direzione provinciale del lavoro.

Le Parti stesse si sono poi impegnate a definire linee di intervento finalizzate ad avviare programmi articolati in attività di orientamento e di formazione dei lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, ricorrendo a piani personalizzati di ricollocamento, sulla base della manifestazione vincolante di disponibilità ed adesione del lavoratore, ed utilizzando le opportunità di incentivazione disponibili. Nell'ottica del rilancio del mercato del lavoro, le Parti hanno concordemente sottolineato l'importanza dello strumento della formazione, da impostare e programmare coerentemente con la duplice esigenza di favorire l'ingresso nel mondo del lavoro delle giovani generazioni e di promuovere l'aggiornamento professionale, la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori già occupati.

Secondo le Parti sociali, infine, le opportunità di lavoro si ampliano e si rafforzano sostenendo e allargando la base produttiva, promuovendo e favorendo le iniziative legate alla nuova imprenditorialità così come l'insediamento di nuove attività, anche collegate a situazioni di crisi aziendale. Da qui l'esigenza - che Confindustria Udine e le Organizzazioni sindacali si impegnano a concretizzare e favorire - di individuare e promuovere in ogni sede opportuna ulteriori soluzioni coerenti ed appropriate per affrontare i cambiamenti strutturali provocati dalla "grande" recessione nel manifatturiero.