Messaggero Veneto

Lunedì 26 Aprile 2010

 

Sindacati e Anpi: «Il Grande fratello deve rispettare la festa del 25 aprile»

Sit in all’Outlet village anche per chiedere di rivedere la legge regionale sulle aperture festive dei negozi

Non c’è solo un “Grande fratello” invadente, che manifesta la sua potenza mediatica nel giorno del 65° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Per i sindacati Cgil, Cisl e Uil, ma anche per l’Anpi, che si dichiara al fianco dei lavoratori, la prospettiva è più ampia e ha a che fare con la revisione della norma regionale sul commercio. Con la necessità cioè di prevedere giorni di chiusura obbligatori per tutti, per legge, come appunto deve accadere il 25 aprile e il primo maggio. Per sottolineare i due concetti, Cgil, Cisl, Uil e Anpi, sostenuti anche da Partito democratico, Rifondazione comunista e Lega Nord, hanno manifestato ieri davanti all’ingresso del Palmanova Outlet village dove si consumava l’attesa di centinaia di persone per partecipare al casting del Gf, edizione numero 11. Il tutto fra l’indifferenza, e isolati attimi di stizza, degli aspiranti “gieffini” in coda.

«Non vorrei mai un fratello irrispettoso delle feste nazionali» e «Vogliamo la libertà di non lavorare il 25 aprile e il primo maggio», sono i due striscioni che i sindacati srotolano davanti al villaggio dello shopping e portano nella breve sfilata a fianco di selezionatori e selezionati. «Fare il casting il 25 aprile è una provocazione – insiste Paolo Duriavig, della Cisl –, se l’avessero organizzato la prossima settimana non avremmo detto nulla. Il fatto che in fila ci siano molti giovani indica che il 25 aprile non sanno che cosa sia, che significato abbia. E poi, magari, tra qualche giorno ritroveremo alcuni di loro, finite la sbornia e l’euforia dei provini, nella sede del sindacato a rivendicare diritti e tutele, ma i diritti e le tutele si rivendicano sempre, non quando comoda. Questo è uno svilire il 25 aprile. Ecco perché chiediamo che la legge sul commercio venga modificata, che ci siano dei giorni (questo, il primo maggio, Pasqua e pasquetta, Natale e Capodanno) in cui tutti i negozi restino chiusi. Per legge».

Una nuova normativa è la sollecitazione che arriva anche dalla Uil, con Claudio Moretti. «È una battaglia che stiamo facendo da due anni, perché ne va della qualità della vita – argomenta – e perché non è così che si fronteggia e supera la crisi. Per risollevare l’economia servono strumenti di programmazione, capire cosa si vuole e cosa si vuole fare».

L’intervento della Regione è indispensabile secondo Claudio Caporale, della Filcams Cgil. «In questo complesso di negozi ci sono lavoratori che stano anche 14 giorni senza farne uno di riposo e questo non è ammissibile. Pensare che qualcuno non abbia più una propria vita è inaccettabile. E allora – sostiene sempre Caporale – la Regione deve intervenire per bloccare questa apertura indiscriminata, per fissare giorni di chiusura obbligatori per tutti, anche nel rispetto delle istituzione e della storia, perché quella del 25 aprile è una data importante, di memoria e di ricordo».

Sul significato del 25 aprile si concentra l’Anpi, con il presidente della sezione di Palmanova, Edoardo Ioan. «Esattamente 65 anni fa tanti giovani hanno dato la vita affinché altri giovani, 65 anni dopo, potessero godere di libertà e di democrazia. Ci sono riusciti – spiega Ioan – e non avere rispetto di tutto questo è gravissimo. Oggi c’è un’Italia democratica e libera perché ci sono stati gesti di eroi, che invece non sono riusciti a creare un’Italia anche più giusta. Per questo motivo, oggi ci battiamo: per eliminare le differenze di opportunità tra persone di ceti diversi e di genere diverso».

Accanto alle bandiere di Anpi e sindacati ha manifestato ieri anche Rifondazione comunista, con la presenza del segretario regionale Kristian Franzil e del consigliere regionale Roberto Antonaz. Ma a voler la modifica di una legge sul commercio penalizzante per lavoratori e famiglie sono anche partiti come il Pd e Lega.

Anna Buttazzoni

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Paolo Duriavig
Paolo Duriavig
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