Messaggero Veneto

Martedì 1 Maggio 2012

 

Sindacati pessimisti: la crisi non è ancora finita

Cervignano: il bilancio di Cgil, Cisl e Uil in occasione del Primo maggio.
Muradore: c’è poco da festeggiare. Ma l’economista Mattioni: la Bassa sta meglio.

Il lavoro manca e mancherà sempre di più. Ne sono convinti i sindacati, secondo i quali la situazione è a dir poco pessimistica. Il lavoro e la grave crisi occupazionale che sta mettendo a dura prova i lavoratori sarà il tema principale della Festa del Lavoro, oggi a Cervignano. L’evento è condiviso da numerose amministrazioni comunali, dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Cia) e dalle associazioni di categoria. Anche quest’anno, come annunciato, è prevista la partecipazione dei trattori.

«Il Primo Maggio è davvero la festa del lavoro? – si chiede Roberto Muradore della Cisl – É chiaro che c’è poco da festeggiare. Quest’anno sarà il Primo Maggio più interclassista della mia trentennale esperienza sindacale perché c’è consapevolezza sul fatto che ad una crisi di sistema si riesce a rispondere solo se si fa squadra tra impresa e lavoratore». Aggiunge Forabosco della Cgil: «I lavoratori e i sindacalisti devono capire che l’impresa è un valore. Chi produce deve fare sistema anche per smuovere le volontà politiche». Conclude Ceschia della Uil: «Il lavoro è una parte fondante della comunità. Gli imprenditori devono capire che i lavoratori non sono fazzoletti usa e getta, ma risorse che devono essere valorizzate».

Secondo Fulvio Mattioni, economista, il Primo Maggio ripropone il tema drammatico e cruciale del riavvio dello sviluppo economico. «L’area della Bassa - spiega - non è esente dalla crisi che interessa la regione, ma non ne è nemmeno particolarmente colpita. Il problema prevalente continua ad essere quello della sua insoddisfacente valorizzazione. Bisogna passare da un turismo centrato sulla speculazione edilizia e su un’offerta ferma agli anni ’60 ad un’industria turistica capace di offrire servizi adeguati alle mutate esigenze dei variegati flussi turistici e una occupazione del settore più qualificata e meglio distribuita nel corso dell’anno. Bisogna ristrutturare la presenza industriale dell’area che si concentra tra San Giorgio e Torviscosa che si aggiunge a quella più recente di Rivignano e Pocenia. Bisogna fare di Aquileia un centro di interesse mondiale».

Il corteo partirà alle 9.30 da via Garibaldi. Attorno alle 10.30 i partecipanti raggiungeranno piazza Indipendenza. Oltre al sindaco, Pietro Paviotti, e ad un rappresentante della Cia, prenderà la parola Paolo Carcassi, Segretario confederale della Uil, il quale parlerà anche a nome di Cgil e Cisl. Presente anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez.

Nell’ambito di “Musica ribelle”, iniziativa promossa dal circolo Arci Sandro Pertini, ci sarà un concerto del gruppo “Radio Zastava” seguito dall’esibizione di Michele Poletto.

Elisa Michellut

 
 

Primo maggio tra crisi e negozi aperti

Volantinaggi e striscioni questa mattina alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil a Cervignano.

Festa del lavoro in provincia di Udine: tutto pronto per la grande manifestazione unitaria dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che si svolgerà questa mattina, come da tradizione, a Cervignano, in piazza Indipendenza. La crisi occupazionale che sta mettendo a dura prova i dipendenti delle fabbriche sarà il tema principale.

Anche quest’anno è prevista la partecipazione dei trattori, una presenza importante perché la Festa del Primo Maggio è nata come rivendicazione dei diritti dei salariati, del mondo agricolo, dei mezzadri e dei lavoratori della terra.

Il corteo partirà alle 9.30 da via Garibaldi. Attorno alle 10.30 i partecipanti raggiungeranno piazza Indipendenza. Oltre al sindaco e ad un rappresentante della Cia, prenderà la parola Paolo Carcassi, segretario confederale della Uil, il quale parlerà anche a nome di Cgil e Cisl.

A scendere in campo in difesa dei lavoratori sarà anche il segretario regionale dell’Anpi, Luciano Rapotez.

«Il tema di quest’anno – spiega Alessandro Forabosco della Cgil – sarà il lavoro. Senza lavoro non c’è il nostro Friuli. La regione si caratterizza per il settore manifatturiero, per le attività industriali e per le attività agricole». Aggiunge Roberto Muradore della Cisl: «Si cercherà di riflettere su come fare squadra in un momento di grave difficoltà come quello attuale». Ferdinando Ceschia della Uil sottolinea: «Il nostro è un grido di allarme. Tutte le forze politiche, sociali e le istituzioni devono dare il loro contributo per mantenere competitivo il sistema produttivo locale».

Particolare attenzione, durante il corteo del Primo maggio, sarà dedicata anche al tema delle aperture festive dei negozi, che quest’anno non hanno risparmiato nemmeno le ricorrenze laiche, come 25 aprile e appunto Primo maggio. I sindacati del commercio hanno predisposto un nuovo, grande, striscione contro la deregulation. E hanno in programma il volantinaggio davanti alle catene commerciali che terranno le serrande alzate. In particolare nell’hinterland due centri commerciali resteranno aperti con orario continuato: Bennet a Pradamano (dove è previsto il volantinaggio) e Centro commerciale Friuli di Tavagnacco. Il Città Fiera, invece, apre solo il supermercato. I due Panorama udinesi resteranno aperti.

Intanto ieri il vescovo di Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini, si è recato in un mobilificio di Prata per parlare ai lavoratori, che soffrono la crisi come nessun altro. «È necessario un lavoro sicuro, con la tutela della salute e della sicurezza degli ambienti, anche vigilando sull’organizzazione della produzione», ha detto il presule. Pellegrini ha poi criticato l’apertura «incondizionata e senza regole» dei centri commerciali e dei negozi, «che oltretutto favorisce il precariato. Il valore della domenica, oltre che religioso, ha anche una forte valenza sociale».

Cgil Cisl Uil
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Roberto Muradore
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Ferdinando Ceschia
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Alessandro Forabosco
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