Il Quotidiano Fvg

Venerdì 19 Aprile 2013

 

LETTERA APERTA. Un caldo invito ai candidati a non ripetere gli errori dei predecessori

Sindacati uniti in Fvg contro la crisi. Il dialogo con Regione e i Comuni

PROSEGUE LA STIPULA DI ACCORDI CON GLI ENTI LOCALI A TUTELA DEL WELFARE

Alla vigilia del voto alle regionali, le segreteria provinciali di Cgil, Cisl e Uil lanciano un segnale forte e chiaro ai quattro candidati: «Vorremmo parlare di timidi segnali di ripresa, invece siamo convinti che l’intero sistema delle nostre comunità stia rovinosamente arretrando, con un impoverimento marcato non solo delle fasce più deboli, ma anche delle prospettive dei nostri giovani».

LETTERA APERTA. Le rappresentanze sindacali unite mandano una lettera aperta ai candidati, contenente un duro attacco alla classe politica uscente: «Siamo al sesto anno di crisi, ma la politica ancora non ha messo in campo altre misure che non siano quelle di prima emergenza», con queste parole il segretario provinciale Uil Ferdinando Ceschia, ha introdotto i contenuti della missiva, firmata anche da Alessandro Forabosco (Cgil Udine), Roberto Muradore e Franco Colautti (Cisl Udine e Alto Friuli).

«Avevamo chiesto alla Regione – aggiunge Ceschia – di porre al centro il rilancio del manifatturiero e del lavoro in cima alla sua agenda. Cosa che non è avvenuta, lasciando il passo a strategie inefficaci o scelte sbagliate». Tra queste ultime, in tema di infrastrutture, viene citata la Manzano-Palmanova, definita dal documento unitario come: «faraonica, bizzarra e nemica dell’ambiente».

ENTI. Oltre che con la Regione, in sindacati hanno aperto un confronto anche con i Comuni, con l’obiettivo di firmare e realizzare protocolli tesi alla difesa del welfare e al rilancio del lavoro.

Uno di questi protocolli, già siglato da Udine, San Giorgio di Nogaro, Cervignano e Gemona, prevede il contenimento delle imposte locali (Imu, addizionali e Tares) delle tariffe dei servizi; azioni di contrasto alla povertà sotto forma di erogazioni, servizi e politiche abitative; rilancio delle opere pubbliche per la cura e la difesa del territorio e del patrimonio edilizio, anche come strumento di rilancio dell’economia; sinergie Comuni- Agenzia delle Entrate per una più efficace lotta all’evasione.

Renata Della Ricca (Cisl Udine) precisa: «Oltre che alla firma dei protocolli, guardiamo anche alla loro concreta attuazione».

SOCIALE. Alessandro Forabosco (Cgil) ha precisato: «L’obiettivo dei sindacati è quello di aumentare le protezioni sociali», nella convinzione che il welfare non sia soltanto uno strumento di tutela e salvaguardia delle fasce deboli, ma anche un motore di sviluppo e occupazione.

 
 

Venerdì 19 Aprile 2013

 

SINDACATI

Lettera ai candidati: servono misure anticrisi urgenti

Due interlocutori: i Comuni e la Regione. Ai primi si chiedono misure di welfare a difesa delle fasce più deboli della popolazione. Alla seconda di rimettere in cima alla lista delle priorità le politiche del lavoro. Cgil, Cisl e Uil, insieme, hanno lanciato un appello alla politica, chiedendo interventi urgenti e improcrastinabili. «Siamo al sesto anno di crisi, ma la politica ancora non ha messo in campo altre misure che non siano quelle di prima emergenza», sintetizza il segretario provinciale Uil Ferdinando Ceschia, presentando una lettera aperta ai candidati firmata anche da Alessandro Forabosco (Cgil Udine), Roberto Muradore e Franco Colautti (Cisl Udine e Alto Friuli).

Le prospettive, per i sindacati, non sono rosee: «Quello che temiamo – aggiunge Ceschia – è un arretramento generale del nostro tenore di vita. Anche per questo avevamo chiesto alla Regione di stabilire un filo diretto con il Friuli, per porre al centro il rilancio del manifatturiero e del lavoro in cima alla sua agenda». Cosa che per Cgil, Cisl e Uil non è avvenuta, lasciando invece il passo a strategie inefficaci o scelte sbagliate anche sul versante delle infrastrutture, come la Manzano-Palmanova, che il documento unitario definisce «faraonica, bizzarra e nemica dell’ambiente».

I segnali di ripresa ancora non ci sono, e anzi le sigle sindacali parlano di un arretramento del sistema Friuli: «Stiamo assistendo a un impoverimento marcato non solo delle fasce più deboli, ma anche delle prospettive dei nostri giovani». Visto il “silenzio” della Regione, i sindacati stanno tentando di aprire un filo diretto con i Comuni, dando vita a protocolli per difendere il welfare e rilanciare il lavoro.

Tra i punti chiave individuati in questi accordi, ci sono il contenimento delle imposte locali (Imu, addizionali, Tares) e delle tariffe dei servizi, il contrasto alla povertà (sottoforma di erogazioni, servizi e politiche abitative), il rilancio delle opere pubbliche per la difesa del territorio e del patrimonio edilizio, una più efficace lotta all’evasione. Alcuni Comuni hanno già firmato l’accordo: si tratta di Udine, San Giorgio di Nogaro, Cervignano e Gemona. Obiettivo dei sindacati, ha sottolineato Alessandro Forabosco, è «aumentare le protezioni sociali», nella convinzione che il welfare non sia solo uno strumento di tutela delle fasce deboli, ma anche un motore di sviluppo e occupazione.

Alessandro Cesare