La Vita Cattolica

Giovedì 30 Luglio 2015

 

Paolo Mason della Cisl

Stabilire i bisogni prima dei confini

Come mai il Consorzio dell'Aussa Corno ha acquisito terreni, con investimenti rilevanti, senza avere, però, alcun pre-accordo con nessuna impresa e, per di più, tutto questo durante la crisi? E i soci come hanno valutato queste operazioni? E anche la Regione e i Revisori dei conti come si sono posti circa queste notevoli acquisizioni di patrimonio immobiliare?

Chi vuol capire è il sindacato, nella fattispecie Paolo Mason della Cisl di Udine.

Ma ora, che cosa bisogna fare? «Secondo me, bisogna innanzitutto smetterla di chiedere milioni e milioni di euro (50?) alla Regione per "gestire il debito". La Regione ha sì un compito di controllo, ma non è socia del Consorzio».

Ok, questo non va fatto. Ma cosa va fatto? «Serve che il Consorzio Aussa-Corno esca subito da questa condizione per poter poi ragionare sul suo futuro. L'Ente va prima "ripulito" in qualche modo per poi inserirlo in quello che sarà il nuovo sistema logistico-industriale. Quello dell'Aussa-Corno è un territorio-sistema troppo importante per non dover rientrare a pieno titolo nella rivisitazione dei Consorzi industriali».

Quale dovrebbe essere la nuova mappa dei Consorzi industriali? «Prima di decidere la rinnovata geografia del sistema logistico industriale bisogna sapere a quali bisogni deve rispondere. Prima del contenitore vanno definiti i contenuti. Il nuovo modello, quindi, troverà una sua utile configurazione quando si deciderà la sua mission, cioè a quali esigenze del mondo imprenditoriale deve far fronte. Al momento, comunque, sul tappeto ci sono almeno quattro ipotesi di "ristrutturazione" dei Consorzi industriali. Uno è verticale, corridoio Adriatico-Baltico, uno orizzontale, San Giorgio-Monfalcone, uno provinciale e uno orizzontale-verticale insieme. Ma ci tengo di nuovo a precisare come il criterio non possa essere il "confine", la geometria, ma la capacità del nuovo sistema di governance territoriale di saper rispondere al sistema produttivo e di attirare nuovi investimenti».

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