Il Friuli

Venerdì 04 Marzo 2016

 

Strade senza uscita nel labirinto dell’Isee

L’indicatore della situazione economica equivalente fornisce un utile paramentro per confrontare la ‘ricchezza’ dei cittadini. Peccato che, a volte, basti qualche dato mancante a escludere anche chi è in reale difficoltà. Le storie di chi è stato ‘tagliato fuori’.

Dichiarazione dei redditi, redditometro, Indicatore della situazione economica equivalente (Isee): sono molti anni che si cerca di fornire gli strumenti più appropriati e più equi per capire quale sia la reale condizione patrimoniale dei cittadini italiani. Questo avviene per una serie di motivi, dai quali non è estranea la possibilità, per chi si trova entro determinate fasce di reddito, di accedere a bandi pubblici per ottenere aiuti, sostegni, agevolazioni di varia natura.

Revisionato lo scorso anno, l’Isee è un modello complesso che tiene conto di diversi fattori (reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e caratteristiche del nucleo familiare) e fornisce un valore utile come parametro di confronto tra vari livelli di “ricchezza”.

Le problematiche legate alla compilazione del modello Isee riguardano più aspetti. “Questo sistema è valido per fotografare la reale situazione economica di un soggetto. – spiega Silvano Petris, amministratore dei Caaf Cgil del Friuli Venezia Giulia -. Solo i Caaf sul territorio si occupano di aiutare i cittadini nel redigere il modulo. L’anno scorso nei Caaf della Cgil, nelle quattro province, sono state presentati 11.000 modelli Isee, mentre nel 2016 siamo già a quota 2.600. È la regione dove questo numero è tra i più alti d’Italia. Perciò abbiamo richiesto che anche gli altri soggetti deputati a questo compito si facessero carico di parte del lavoro, almeno per quel che riguarda i capoluoghi, ma siamo rimasti finora inascoltati.

Sottolineo infatti che la compilazione sarebbe prima di tutto compito degli enti locali, successivamente dell’Inps e solo in terza battuta dei Caaf. Invece le amministrazioni locali non si sono organizzate, l’Inps quasi per nulla e il lavoro rimane a carico dei centri di assistenza fiscale. Senza contare che la compilazione di ogni modulo al cittadino non costa nulla, mentre ai Caaf 24 euro, a fronte di un rimborso Inps di 14. A questo punto offrire questo servizio diventa anche un costo di cui si fanno carico sempre i Caaf”.

Dalla parte dei cittadini, le difficoltà inerenti al modello Isee sono di diverso genere. Alcune storie le raccontiamo proprio in queste pagine e sono esempi concreti di quello che può succedere a ognuno di noi.

“L’Isee indica un valore che individua la situazione economica di un soggetto, utile per accedere a una serie di facilitazioni economiche in vari campi – commenta Mariannina Rocco, responsabile del Caaf Cisl di Udine -. Ci sono molte situazioni, però, in cui è difficile, se non impossibile, reperire tutte le informazioni richieste dal modello Isee, che è piuttosto complesso. Basti un esempio: chi desidera presentarlo, deve necessariamente passare in banca per la dichiarazione anche del patrimonio posseduto. Inoltre, tutta una serie di situazioni finiscono in un limbo in cui, per pochi spiccioli o per la mancanza di un dato, si resta esclusi dai sostegni economici”.

Mariannina Rocco
Mariannina Rocco
archivio
Caf Cisl Udine
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