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Messaggero Veneto

Martedì 25 Novembre 2014

 

Strappato l’accordo ai russi: gli stipendi alla Epb sono salvi

San Giorgio: intesa dopo sei ore di trattative grazie all’intervento del presidente di Confindustria Tonon. Tagli minimi spalmati su 36 mesi. Potrebbero decadere in caso di guadagno o di vendita dell’azienda

Nessun congelamento degli aumenti salariali per i 24 mesi successivi ai 36 mesi inerenti gli accordi di secondo livello, e tagli minimi agli stipendi. Gli accordi prevedono: nel primo anno l’aumento salariale sarà del 20%, nel secondo anno del 40 %, nel terzo anno del 70%. Se durante il primo anno l’impianto riuscirà ad avere ricavi, salta l’accordo; se l’azienda sarà ceduta, gli accordi vengono annullati.

Soluzione raggiunta dunque per la Evraz Palini e Bertoli di San Giorgio di Nogaro, dopo quasi sei ore di contrattazione dura, di muro contro muro, tra le organizzazioni sindacali di Fim- Cisl e Fiom- Cgil e Rsu aziendali, nell'incontro "fiume" di ieri in Confindustria a Udine, con la delegazione russa di Evraz. Una contrattazione nella quale è intervenuto anche il presidente di Confindustria Matteo Tonon, quando tutto faceva presagire che ci fosse una spaccatura tra le parti facendo saltare ogni possibile accordo. Tonon si è messo in prima linea per arrivare a trovare una soluzione, che permettesse il riavvio della produzione di Epb.

L'accordo sarà spiegato oggi da Francesco Barbaro di Fim-Cisl e Maurizio Balzarini della Fiom-Cgil, all’assemblea dei lavoratori. Come spiega Barbaro, la vertenza è stata molto dura, ma «siamo soddisfatti per essere riusciti a mantenere gli accordi che andremo a sottoscrivere a breve che salvano gli stipendi dei lavoratori». Balzarini aggiunge che contrattare con i russi è stato difficile, però possiamo dire di aver mantenuto tutti i lavoratori in azienda,e che gli accordi raggiunti riguardano solo il riavvio dell’attività, mentre quelli nazionali non sono in discussione».

Quello che ieri si discuteva era il nuovo piano industriale presentato dalla proprietà, piano ricusato dai lavoratori, che lo hanno ritenuto una sorta di ricatto nei loro confronti dopo un anno e mezzo di cassa integrazione, a causa della sospensione dell'accordo di secondo livello, consistente nella rinuncia al contratto interno e agli aumenti del contratto nazionale per almeno 36 mesi. Secondo i lavoratori, con i tagli operati l’azienda ristrutturava l’impianto chiuso.

Restano invariati gli investimenti previsti da Epb, società satellite del gruppo russo di proprietà di Roman Abramovich, disponibile a farsi carico di una serie ulteriore di manutenzioni e approvvigionamenti di materie prime in fase di avvio (brame) per un importo di oltre 40 milioni di euro.

Come si ricorderà, il piano industriale prevede che l’entità degli investimenti per fare ripartire la produzione siano così ripartiti: 680 mila euro per impianti e formazione, 520 mila euro per manutenzione propedeutica al riavvio e 240 mila euro extra budget per manutenzione di 12 mesi, oltre ai costi fissi e ribadendo la proposta di ripartenza del sito entro settembre-novembre 2015.

Francesca Artico

Francesco Barbaro
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