Messaggero Veneto

Venerdì 07 Febbraio 2013

 

Studi notarili, arriva la cassa integrazione

Drastico calo delle compravendite e delle pratiche e ora saltano gli stipendi dei lavoratori

Terziario ancora in crisi in provincia di Udine: sono centinaia le realtà commerciali e turistiche del territorio in fortissima difficoltà. L'allarme è della Fisascat Cisl di Udine che ha tenuto il suo congresso (presenti i segretari regionali e nazionali, Iris Morassi e Ferruccio Fiorot), riconsegnando – con voto unanime – al segretario Paolo Duriavig il timone di una categoria che conta oltre 2mila 500 iscritti solo nell'Udinese. Segnale di una crisi che continua a mordere non sono solo le quotidiane pratiche di cassa integrazione o mobilità, ma anche le richieste provenienti da soggetti “insospettabili”.

«La novità delle ultime settimane – rivela Duriavig – riguarda la richiesta di ammortizzatori in deroga da parte di studi notarili, a seguito del drastico calo delle attività di compravendite, di registrazione di atti e delle liberalizzazioni che per molti documenti comportano la sola autocertificazione individuale». In città, 4 sono gli studi già coinvolti da cassa integrazione in deroga, mentre per un altro gli stessi lavoratori si sono rivolti al sindacato per un forte ritardo nel pagamento degli stipendi. Insomma, una crisi trasversale, che colpisce negozi, professionisti, studi di progettazione e servizi in difficoltà per il blocco dell'attività edilizia, e anche gli autogrill.

«Siamo molto preoccupati – commenta Duriavig – per l'andamento dei nostri settori: se nei prossimi mesi non ci sarà ripresa il terziario subirà una forte contrazione con il rischio di perdere centinaia di posti di lavoro, oltre al migliaio già andato disperso lo scorso anno". Proprio nel 2012, per una decina di aziende e 250 dipendenti è stato attivato il contratto di solidarietà, la cassa integrazione straordinaria ha fatto capolino in 8 aziende per oltre 300 lavoratori, mentre i processi di mobilità hanno coinvolto circa 15 imprese per più di 200 addetti, senza contare le aziende che nel frattempo sono fallite o hanno chiuso i battenti, lasciando a casa centinaia di persone.

«E senza contare – aggiunge sempre Duriavig, rilevando come la somma dei numeri porti ad un risultato dalle proporzioni drammatiche – i lavoratori, potenziali esuberi, della piccola e media azienda, attualmente parcheggiati in cassa integrazione in deroga per i quali se la cassa non sarà prorogata si aprirà la strada del licenziamento. Del resto quello del commercio è un settore in estrema sofferenza: stando ai dati ufficiali, le vendite sono scese tra il 5% della grande distribuzione ed il 20% del comparto tessile/abbigliamento, con punte superiori al 25% per l'auto.

E a nulla valgono – per Duriavig – le aperture selvagge dei negozi, che certo non hanno portato boccate di ossigeno all'economia, andando, invece, ad aggravare le condizioni di vita e lavoro degli operatori del settore. Di qui, l'adesione della Fisascat Cisl al movimento “Domeniche no grazie”.

 
 

Venerdì 07 Febbraio 2013

 

COMMERCIO E SERVIZI.
I dati della Fisascat-Cisl: applicati in una decina di aziende, ne hanno beneficiato 250 lavoratori.

Contratti di solidarietà per attutire la crisi

L’ALLARME. Rischio licenziamenti nelle piccole-medie imprese.
SUPERMERCATI. La grande distribuzione registra un -5 per cento.

Nel corso degli ultimi anni, e del 2012 in particolare, in provincia di Udine sono stati applicati tutti gli strumenti a disposizione per quanto attiene agli ammortizzatori sociali nazionali per far fronte alla crisi che ha colpito pesantemente anche il comparto del commercio, del turismo e dei servizi. È quanto è emerso dal congresso della Fisascat-Cisl tenutosi ieri all'Hotel Ambassador.

In particolare, si è fatto ricorso al contratto di solidarietà, che è stato impiegato per una decina di aziende (circa 250 lavoratori), e alla cassa integrazione straordinaria in altre 7-8 aziende, con il coinvolgimento di oltre trecento persone. Le procedure di mobilità hanno interessato una quindicina di aziende con oltre 200 lavoratori penalizzati, senza contare le realtà che sono fallite o che hanno chiuso i battenti, con altre centinaia di persone coinvolte, quindi, nei vari settori del terziario e dei servizi.

A questi lavoratori si devono aggiungere, infine, diverse centinaia tra uomini e donne attivi nella piccola e media azienda che attualmente sono in cassa integrazione in deroga, ammortizzatore sociale utilizzabile, in base all'ultimo accordo con la Regione, per 6 mesi al massimo, trascorsi i quali si trasformeranno in potenziali esuberi, con forte rischio licenziamento. Sul fronte dati delle vendite dichiarati dalle direzioni aziendali, negativi gli indicatori della grande distribuzione (-5%) e quelli del settore tessile / abbigliamento (-20%).

Ancora in grossa difficoltà il comparto auto, con calo delle vendite che supera il 25%; in quest'ultimo specifico settore molti i lavoratori che si trovano in cassa integrazione e che rischiano il posto se non ci sarà un'inversione di tendenza. Navigano in brutte acque, poi, tutte le aziende e le cooperative di servizio alle imprese manifatturiere che, per evitare riduzioni di personale, hanno internalizzato tutte le attività decentrate negli anni passati. A seguito della recessione, poi, e del blocco dell'attività dell'edilizia in particolare, molte aziende commerciali che vendono manufatti edili e che offrivano servizi a questo settore, versano inevitabilmente in crisi e rischiano la chiusura, con altri licenziamenti di personale come diretta conseguenza.

Negli ultimi mesi, infine, si registra un notevole ricorso alla cassa in deroga nell'ambito dei dipendenti di studi professionali, di progettazione e di servizi in generale, anche in questo caso come effetto del blocco della produzione manifatturiera e delle costruzioni, con il coinvolgimento di tutto l'indotto di queste realtà.

 
 

Venerdì 07 Febbraio 2013

 

Cassa integrazione anche negli studi dei notai

Al convegno della Fisascat-Cisl di ieri, cui hanno preso parte anche i segretari regionali e nazionali Iris Morassi e Ferruccio Fiorot, è stato confermato per Udine, con voto unanime, il segretario di categoria uscente, Paolo Duriavig. La categoria attualmente conta oltre duemilacinquecento iscritti, solo nell'udinese.

«La novità delle ultime settimane - ha detto Duriavig - riguarda la richiesta di ammortizzatori in deroga da parte di studi notarili, a seguito del drastico calo delle attività di compravendite, registrazione di atti e delle liberalizzazioni che, per molti documenti, comportano la sola autocertificazione individuale». In città, quattro sono gli studi già coinvolti da cassa integrazione in deroga, mentre per un quinto studio gli stessi lavoratori si sono rivolti al sindacato per un forte ritardo nel pagamento degli stipendi.

La crisi colpisce trasversalmente negozi, professionisti, studi di progettazione e anche gli autogrill; per questi ultimi una decina di persone, tra i punti di Campiolo di Moggio Udinese e di Gonars, sarebbero coinvolte dalla mobilità nazionale del gruppo. «Siamo molto preoccupati – commenta Duriavig -: se nei prossimi mesi non ci sarà ripresa, il terziario subirà una forte contrazione col rischio di perdere centinaia di posti di lavoro, oltre al migliaio già andato disperso lo scorso anno».