Tavola Rotonda "Povertà in Friuli"

Venerdì 18 Dicembre 2009

 
 

Questa mattina all'Ente Fiera il convegno organizzato dal Sindacato udinese

 
 

LA CISL ALLA REGIONE: 4 INTERVENTI CONCRETI A CONTRASTO DELLA POVERTA'

 
 

In Fvg, 5 minori su 100 sotto la soglia di povertà alimentare

 
     

Sostenere le associazioni che già esistono e che lavorano sul territorio, potenziare la rete dei servizi, implementare per il 2010 la quota degli ammortizzatori sociali, dare risposte concrete ai cosiddetti Ambiti: sono le richieste indirizzate alla Regione ed emerse nel corso del convegno organizzato questa mattina dalla Cisl dell'Udinese e Bassa friulana.

"Occorre – sottolinea la segretaria della Cisl Fvg, Iris Morassi – politiche decise a contrasto della povertà, non caritatevoli e meramente assistenzialistiche, ma di accompagnamento, che sostengano, responsabilizzandoli, i beneficiari, ad esempio nel percorso di reinserimento lavorativo. Penso, ad esempio, a quello che era il reddito di cittadinanza, ma sicuramente tra le misure necessarie si pongono anche una ridefinizione del paniere per i pensionati, il Fondo per la non autosufficienza, gli ammortizzatori ed in generale il welfare di comunità".

A scattare la fotografia delle povertà del Friuli-Venezia Giulia è l'economista Fulvio Mattioni: secondo l'Istat le famiglie interessate sono state nel 2008 35mila, pari a circa 80mila persone. Se in termini percentuali, la nostra regione nel periodo 2002-2008 si colloca stabilmente all'ultimo post tra le regioni del Nord, tuttavia la percezione che le famiglie hanno dell'adeguatezza delle risorse economiche a loro disposizione ha subito una brusca caduta. Nel 202, infatti, la quota di famiglie che giudicavano le risorse economiche adeguate alla qualità della ita era pari al 65,5%; percentuale nel 2008 è sceso al 54,1%. Il 10,9% dichiara di arrivare a fine mese con grande difficoltà, il 18,8% con difficoltà, che sommati contano il 30% della popolazione. E sempre il 30% delle famiglie riferisce di non poter sostenere una spesa imprevista di 700 euro e di non potersi permettere una settimana di ferie in un anno. A ciò va aggiunta la forte flessione dei consumi e e lo stop nel livello di indebitamento. Maggiormente a rischio di povertà, stando al dato nazionale, sono i minorenni (20%), i neolavoratori o lavoratori giovani fino ai 4 anni (20%) e gli anziani (19%).

E', invece, del sociologo Giancarlo Rovati della Cattolica di Milano l'approfondimento sulle povertà alimentari. Secondo il ricercatore, che ha confezionato il primo rapporto sul tema, in Friuli-Venezia Giulia l'incidenza della povertà alimentare sarebbe del 3,8%, tenuto conto di una soglia calcolata su una spesa alimentare di 222 euro per una famiglia di 2 persone (spesa che in Fvg, parametrata al potere d'acquisto delle regioni) sale a 243 euro. In Italia, invece, sono 3milioni le persone sotto la soglia di povertà, prevalentemente anziani over 75 e minori. E proprio sul fronte dei minori, arriva il dato più allarmante: in Fvg sotto soglia sarebbero 5 minori ogni 100. Quanto, poi, all'assistenza, la nostra regione presenta una delle medie più alta nel rapporto tra assistiti ed enti. I beneficiari degli aiuti sarebbero 20mila. Tuttavia i potenziali bisognosi si stima siano molti di più: 48mila, il che significa che 28mila non vengono intercettati. "Uno dei problemi più significativi – commenta Rovati – è la difficoltà di far incontrare offerta d'aiuto e domanda, oltre alla tempestività degli interventi e alla discrezione degli stessi".

Commenta il segretario della Cisl di Udine, Roberto Muradore: "Non possiamo accettare l'assunto per cui sarebbe sufficiente che soltanto i 2/3 – e oggi si parla addirittura del 51% - della popolazione stia bene, dimenticando gli altri: occorrono politiche decise a contrasto".

Politiche contro una povertà che ha facce diverse. Povertà alimentare, come ribadisce Paolo Olivo, presidente del Banco Alimentare; povertà complesse ed emergenti, ricorda Paolo Zenarolla, vicepresidente della Caritas; povertà al femminile, spiega Cristina Fanciullacci, segretaria della Cisl udinese; povertà del lavoro, sottolinea il segretario nazionale della Felsa Cisl, Ivan Guizzardi, ricordando la situazione dei precari ed atipici; infine povertà anche culturale, secondo il consigliere del Pd Paolo Menis, che ricorda anche alcune misure alla discussione di questi giorni sul bilancio: i 6,5 milioni sul fondo di solidarietà (ex fondo povertà e reddito di base) e i 24,18 milioni della carta famiglia.

Mariateresa Bazzaro - Ufficio stampa Cisl Fvg

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