Messaggero Veneto

Giovedì 08 Ottobre 2015

 

Tempi molto lunghi e una marea di carte per scoprirsi più ricchi

Nessuna semplificazione nel sistema di calcolo per il 2015
Situazione complicata anche per madri e padri single

Tempi più lunghi, una marea d’informazioni e documenti in più e, alla fine, i friulani con il nuovo modello Isee, pur dichiarando la stessa situazione reddituale e patrimoniale dello scorso anno, si scoprono più “ricchi”. Motivo principale per il quale nel 2015 molte persone hanno superato la soglia richiesta e sono rimaste escluse dalle graduatorie per agevolazioni e bonus. Il nuovo sistema di calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), entrato a regime da ormai quasi dodici mesi e che sempre più amministrazioni ed enti richiedono per poter accedere a sconti e aiuti, aveva come scopo la semplificazione per combattere l’evasione fiscale ma, a sentir parlare gli addetti ai lavori, le operazioni sono diventate più farraginose e si sono trasformate in un vero e proprio incubo. Senza contare che chi richiede in questi giorni la certificazione non potrà stare sereno per molto, perché a gennaio dovrà rimettersi in coda per richiedere un nuovo Isee, visto che il vecchio scade per tutti il 15 gennaio 2016.

Tempi eterni per il rilascio. Ai Caf della Cgil e della Cisl non hanno dubbi: la normativa per erogare l’Isee, cambiata radicalmente, invece di snellire tempi e burocrazia non ha fatto altro che rallentare il lavoro dei dipendenti, sempre più esposti al rischio di errori, mettendo a dura prova anche la pazienza dei richiedenti che, costretti a presentare un numero di documenti maggiore, arrivano sulle scrivanie degli uffici con valigie piene di carte e ritornano due, anche tre volte per consegnare il “foglio” mancante. Senza considerare che se prima risolvevano la faccenda in poco tempo ora non è più così. «La tempistica sorprende tutti: prima erano abituati ad arrivare con tutta la documentazione necessaria e dopo qualche decina di minuti uscivano dal Caf con la tanto sospirata certificazione; ora ci vogliono come minimo dieci giorni prima che sia pronta», spiega Cristina, referente Isee della Cgil per la provincia di Udine. «All’ultimo minuto molti scoprono che non avranno il calcolo immediatamente: la prima reazione è quella di andare in escandescenze - afferma la responsabile fiscale del Caf della Cisl, Mariannina Rocco – ma se si tratta di casi in cui il bando scade dopo pochi giorni, li rassicuriamo spiegando che è possibile comunque presentare la domanda con il reddito da certificare, fa fede la richiesta protocollata».

Tutti più ricchi e fuori dai bandi La vera sorpresa – e delusione – arriva quando si scopre che tra le informazioni richieste per ottenere l’Isee c’è anche quella relativa alla “giacenza media” sul conto corrente o sul libretto dei risparmi. «Fino al 2014 bastava dichiarare l’accumulo in banca al 31 dicembre dell’anno precedente, ora invece è necessario fornire questo dato sulla media dei dodici mesi e molte delle banche non si sono subito attrezzate al calcolo», sottolineano dal Caf Cisl. E se questa novità permette di svantaggiare quei furbetti «abituati al giochino di togliere i risparmi dal conto entro la fine dell’anno per poi riversarli nuovamente con l’anno nuovo», aggiunge la referente della Cisl, la scena più frequente è quella di chi ha una pensione o uno stipendio modesto da poter accedere alle agevolazioni, ma contemporaneamente ha risparmiato dei soldi: la giacenza media rischia di far sballare la cifra finale, ovviamente a svantaggio dell’interessato. Altro problema riguarda l’aspetto patrimoniale: «Ora gli immobili valgono di più – confermano dagli uffici della Cgil – perché non si tiene più in considerazione il coefficiente Ici, con moltiplicatori più bassi, ma quello relativo all’Imu, con base imponibile più alta. Quindi pur partendo dalla stessa base patrimoniale, gli immobili valgono di più, che si tratti di terreni o fabbricati». Ecco perché molte persone sembrano più “ricche” rispetto agli anni precedenti e non riescono ad accedere alle agevolazioni fiscali.

Alla ricerca di genitori... e figli. Il rilascio dell’Isee non costituisce una pratica “indolore” nemmeno per madri e padri single. Mentre fino al 2014 bastava indicare un unico genitore, precisa Rocco, «nel caso di coppia non coniugata e non convivente bisogna andare alla ricerca anche dell’altro genitore per valutare la relativa situazione reddituale e patrimoniale. Operazione che in alcuni casi risulta particolarmente complicata e nel frangente in cui sia necessario dichiarare l’estraneità e la mancanza di rapporti d’affettività di un genitore, la responsabilità ricade sui Comuni», organi non ispettivi e non deputati a questo tipo di attività. Una situazione che non si distanzia molto da quella degli universitari che vivono fuori casa, per i quali la semplice dichiarazione sul fatto di vivere da soli non basta più ed è necessario inserire nei calcoli anche il patrimonio di mamma e papà, come anche per i disabili. Sulle tracce dei genitori, ma anche dei figli, come nel caso degli anziani che vivono in residenze assistite e case di risposo: «Per questa categoria – concludono al Caaf Cgil – si devono sommare anche le situazioni reddituali di eventuali figli e a volte il risultato non porta alla soluzione sperata, magari cancellando un risparmio che prima era possibile».

Giulia Zanello

Nel conto si dichiara la giacenza mediaIl valore della casa diventa più elevato

Tante novità, parecchi punti critici e più di qualche paradosso. Dagli equivoci e la sorpresa sulla quantità di documenti da presentare, alla scoperta dei tempi molto più lunghi e di un patrimonio che, rispetto allo scorso anno, è notevolmente lievitato. Ecco una serie di nodi e punti di domanda che il nuovo modello Isee ha generato, al quale abbiamo dato risposta con l’aiuto della responsabile fiscale del Caf di Cisl, Mariannina Rocco, il responsabile Caaf Cgil della provincia di Udine Maurizio Fanin e la referente Isee del centro di via Malignani.

Semplificazione. Alla fine dei conti, questo nuovo Isee è più facile da calcolare e ottenere? Secondo i responsabili fiscali, decisamente no. Almeno per il momento. Tra le novità del 2015 ci sono le diverse tipologie dei redditi ammessi, la maggiore rilevanza del nucleo familiare e della presenza di eventuali figli disabili. La direzione sembra essere quella giusta, ma il tutto è ancora “work in progress”. Alcuni dei dati necessari per il calcolo del nuovo indicatore, infatti, sarebbero stati acquisiti dalle banche dati dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate e, attraverso l’incrocio delle informazioni, una volta che la macchina sarà entrata in funzione dopo una prima fase di rodaggio, le operazioni dovrebbero risultare più snelle.

L’erogazione. Il rilascio della certificazione avviene come prima, ovvero ci si reca al Caaf e si ottiene subito? I tempi sono cambiati e i Caaf hanno dovuto modificare le modalità operative, tanto che chi lo richiede è consuetudine che faccia più volte visita agli uffici, in casi di estrema fortuna minimo due. Non solo perchè la mole di materiale richiesto è maggiore e spesso si dimentica proprio la carta necessaria, ma l’attestazione viene rilasciata dall’Inps ed è necessario recarsi nuovamente ai Caaf per ritirarla.

Cosa cambia. Ecco in sostanza quali sono le novità principali del nuovo modello Isee: a) una rimodulazione rispetto alla situazione reddituale con l’inclusione di redditi o trattamenti esenti; b) scende la franchigia sul patrimonio mobiliare, che però tiene conto dei componenti del nucleo familiare; c) per la casa, oltre che di figli conviventi, è stato introdotto nel calcolo del valore dell’immobile anche una riduzione pari all’eventuale mutuo e per chi è in affitto viene aumentato a 7.000 euro l’anno l’importo massimo deducibile; d) l’introduzione di tre diverse franchigie sul reddito in base alla gravità del bisogno per i disabili; e) in caso di perdita del lavoro e con un reddito che varia in misura maggiore al 25 per cento, il riferimento per l’accesso non sarà più la sola situazione dell’anno precedente, ma si terrà conto della condizione economica della famiglia al momento di richiesta di una prestazione sociale; f) cambiano alcuni documenti da presentare: per i conti correnti bancari o postali, serve la giacenza media annua, non il saldo al 31 dicembre (prima della riforma molte famiglie dichiaravano di non avere soldi in banca a fine anno magicamente svuotavano il conto per poi ricostituirlo il primo gennaio), e per gli autoveicoli (o imbarcazioni) di proprietà alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica, per i quali vanno portati al Caf la targa o gli estremi di registrazione; g) a seconda dell’utilizzo, cambiano le modalità di calcolo dell’Isee, che avrà un modello standard e altri “dedicati” (borse di studio delle università o per le prestazioni sociosanitarie).

Le detrazioni Dal valore aggregato di tutti i redditi si sottraggono gli assegni periodici corrisposti al coniuge e ai figli e si opera una discriminazione qualitativa delle diverse tipologie di reddito (disabilità media, grave e persone non autosufficienti e gli importi aumentano se l’interessato è un minore). Per loro il vecchio Isee, in cui il valore numerico andava ad abbassare il valore assoluto, era più vantaggioso mentre ora si procede con formule di abbattimento del reddito e detrazioni da 4.000 a 7.000 euro. Inoltre i redditi da lavoro dipendente vengono decurtati di una quota pari al 20 per cento, fino a un massimo di 3.000 euro; le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari vengono decurtati di una quota analoga, fino ad un massimo di 1.000 euro.

I conti correnti Il saldo sul conto corrente o sul libretto di risparmio al 31 ottobre non basta più, ora è necessario fornire il dato sulla giacenza media. Per i depositi e i conti correnti postali e bancari si dovrà considerare il maggior valore tra il saldo attivo al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della Dsu e la consistenza media annua riferita a tale periodo.

La famiglia Il nuovo Isee tiene conto anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell’entità dell’inabilità dei soggetti (grave, media, non auto-sufficiente). La validità Mentre l’Isee vecchio valeva 12 mesi dalla data di sottoscrizione, ora il termine limite sarà unico per tutti, fissato per il 15 gennaio di ogni anno e senza eccezioni.

Mariannina Rocco
Mariannina Rocco
archivio
Caf Cisl Udine
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