La Vita Cattolica

Giovedì 30 Luglio 2015

 

Terna non ci prenda tutti per il naso

di Roberto Pensa

Se in questi giorni una astronave di alieni atterrasse nei dintorni di Udine e il suo equipaggio dovesse capire cosa succede solo badando ai giornali e alla tv ne uscirebbe molto disorientato. Pare infatti che una benefattrice azienda monopolista pubblica abbia investito ben 110 milioni di euro per regalare a questo estremo lembo d'Italia «magnifiche sorti e progressive». Grazie a un elettrodotto molto «fashion», impreziosito da un infinito corteo di imponenti «cactus» alti 60 metri, che i ben informati chiamano «monostelo» (forse un riferimento onirico alla bellezza floreale per far dimenticare lo squallore della realtà), regalerà (dico...regalerà!) ben 60 milioni all'anno ai friulani afflitti dal peso delle bollette elettriche. Sembra una favola che aspetta solo il suo «vissero tutti felici e contenti», se non fosse che un gruppo di invidiosi ribelli (in parte ottusi contadini, in parte improvvidi sindaci) non avessero presentato un ricorso al Consiglio di Stato e (maledizione!) non lo avessero vinto solo per un piccolo vizio formale. Ma, siccome le favole devono avere un lieto fine, mainstream mediatico, establishment economico e potere politico congiuntamente si stanno battendo per mettere all'angolo questi antistorici «Troll» (creature ruvide, irsute e rozze che popolano la mitologia del Nord Europa).

Cari lettori, noi però non siamo alieni! Noi siamo Friulani e del Friuli, «la Vita Cattolica», se ne occupa dal 1926 e sa che la verità è ben altra.

Cominciamo dalla sentenza del Consiglio di Stato. Secondo Terna «non ha in alcun modo bocciato l'opera né la sua importanza; ha invece contestato le modalità con le quali il ministero dei Beni Culturali ha rilasciato il proprio parere positivo sull'opera». Un vizio di forma, insomma. Nulla di tutto questo. Il dispositivo del massimo organo della giustizia amministrativa disegna invece un quadro in cui al Ministero dei Beni culturali qualcuno ha dato parere positivo ignorando le pesanti prescrizioni che la Soprintendenza regionale aveva posto intimando l'interramento in prossimità dell'attraversamento di diversi corsi d'acqua per evitare lo stravolgimento del paesaggio e per evitare «un rilevante esbosco di specie arboree di valore paesaggistico, oltre che naturalistico ed ecologico». Insomma, i funzionari del ministero, invece di fare il loro lavoro a tutela dei diritti dei cittadini friulani, in particolare la tutela di quel bene prezioso e indivisibile che è il paesaggio, sulla base di un giudizio dei tecnici di Terna assolutamente falso (la presunta impossibilità di interrare l'elettrodotto) si sarebbero avventurati in una azione di «inammissibile bilanciamento con altri interessi», quasi che il progetto «non potesse essere messo in discussione», scrive la sentenza. Fatti gravi quindi, che prefigurano un contesto decisionale perlomeno «opaco» su cui anche la magistratura ordinaria, a questo punto, farebbe bene ad indagare.

Ma l'altro punto su cui la Terna prende pesantemente in giro i Friulani, riguarda la presunta «impossibilità» di interramento degli elettrodotti per non meglio specificati problemi tecnici e di manutenzione. Nell'ampio servizio dedicato a questo tema, presentiamo l'esperienza di Secab, che da tempo opera con elettrodotti interrati e ne sostiene anzi la convenienza. Si dirà che quelle della Carnia sono linee di potenza ben inferiore. Ebbene, la stessa Terna sta costruendo un potentissimo elettrodotto tra Piemonte e Savoia, lungo ben 190 km, completamente interrato in territori montani e impervi (altro che la pianura friulana!). La tecnica è quella ben rodata (negli elettrodotti sottomarini) della corrente continua al posto di quella alternata. Il costo? Per 190 km, un totale di 1,4 miliardi. Se facciamo un confronto grezzo con i 110 milioni spesi per i 39 km dell'Udine Ovest-Redipuglia, la differenza di costo per km tra aereo e interrato è di 2,82 milioni a Km contro i 7,37 milioni del Piemonte (poco più di 2,5 volte). Insomma con 275 milioni si sarebbe potuto realizzare l'elettrodotto interrato. Se pensiamo che Terna (al netto dei suoi utili) dichiara 60 milioni di risparmi all'anno per gli utenti dalla nuova infrastruttura, si capisce che il costo è perfettamente sostenibile economicamente.

Il presunto rischio blackout per il Friuli-V.G. è un'altra menzogna: lo dicono i dati stessi della Regione. Il problema dei nuovi investimenti dell'Abs è reale, ma perfettamente risolvibile: esiste già un progetto alternativo.

Il lavoro e lo sviluppo, specie in questo momento, sono beni primari per il Friuli. Ma nessuno dei valorosi oppositori all'elettrodotto aereo ha mai pensato di privarci dell'energia che ci serve, ma ha solo preteso, giustamente, che una grande azienda tratti i Friulani con la medesima dignità con cui tratta i Piemontesi o i Savoiardi. Questa è la verità. Il resto è solo un'altra presa per... il naso.

Roberto Pensa
Roberto Pensa
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