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Il Sole 24 Ore

Martedì 21 Maggio 2013

 

Torviscosa rilancia il cloro-soda

Chimica. Nel sito friulano ex Caffaro scatta il processo che condurrà alla realizzazione di un nuovo impianto eco compatibile. Operativa la newco pubblico-privato con Bertolini, Bracco e Friulia (Regione).

Sono passati quattro anni esatti. Il 17 maggio 2009, il tribunale di Udine dichiarava l'insolvenza di Caffaro Chimica di Torviscosa (Udine). Quello che è accaduto dopo è frutto della collaborazione fra le diverse parti – Regione, sindacato, istituzioni, e una gestione commissariale che si è mossa per salvaguardare in primis l'occupazione. Una delle poche amministrazioni straordinarie concluse con successo. «Abbiamo dovuto lottare strenuamente per scongiurare la chiusura totale del sito, schiacciato da anni di mala gestione del Gruppo Snia e da una politica spesso debole e subalterna, abbiamo perso centinaia di posti di lavoro negli anni scanditi da una chiusura dopo l'altra di quasi tutti i principali impianti produttivi – spiegano i delegati Femca Cisl che hanno seguito la vicenda –. Con il sequestro giudiziario del cloro-soda nel 2008 la storia di questa industria sembrava davvero finita, ma è bastata la prima assemblea per sperare ancora, e da lì in poi abbiamo costruito la nostra alternativa alla chiusura, a partire dalla richiesta di un Commissariamento "Prodi bis"».

Commissario straordinario è stato nominato Marco Cappelletto, avvocato veneziano, che oggi incassa il riconoscimento: «Instancabile e concreta, l'azione commissariale si è attivata per garantire la continuità produttiva, resa possibile da una vera e propria autogestione attuata dai quadri e dagli operai anche in assenza di quasi tutto il vecchio gruppo dirigente, tranne uno, il direttore di stabilimento Marinelli», riferisce il sindacato. Quasi una marcia nel deserto, per riconquistare i clienti: i contatti sono ripresi con la formula del tool manifacturing (il committente procura le materie prime liberando la procedura, priva di risorse, dalla necessità di approvvigionarsi sostenendone i costi).

I due impianti Caffaro sono stati venduti: quello di Brescia ai Todisco di Pisa, quello di Torviscosa al gruppo bolognese Bertolini. Restava la questione ambientale: per il sito friulano, il commissario delegato all'Ambiente aveva previsto un'opera di bonifica faraonica, del valore di 230 milioni, che avrebbe reso il fallimento di fatto inevitabile impedendo di ricollocare sul mercato il sito industriale. Una decisione strenuamente contrastata dagli attori in campo, e che ha portato il commissario straordinario a presentare un progetto alternativo, per una spesa di circa 30 milioni, approvato il 18 febbraio scorso dal ministero tenendo insieme impresa, occupazione e ambiente. Il nuovo perimetro del Sin – sito di interesse nazionale, precedentemente talmente ampio da rendere impraticabile ogni intervento – coincide con l'area industriale. Intanto, la Procura di Udine indaga sugli interessi legati al risanamento ambientale nel periodo in cui queste problematiche erano assegnate all'Ufficio del Commissario delegato all'Ambiente.

Il sito di Torviscosa, dopo il risanamento ambientale, ha realizzato il suo futuro nei giorni scorsi con al firma per la cessione di un'area di circa 150mila ad Halo Industry, newco costituita da Gruppo Bertolini, Gruppo Todisco, Gruppo Bracco e Friulia (finanziaria regionale del Friuli-VG). Un insieme di capitali pubblici e privati che realizzeranno un nuovo impianto ecocompatibile per la produzione di cloro-soda, un investimento da 42 milioni che darà lavoro a circa cinquanta addetti più l'indotto e che trasfomerà Torviscosa in un player internazionale della chimica. Un modo per rimettere in marcia un'economia ormai sfibrata: secondo dati sindacali, nel settore chimico e tessile dell'Udinese e bassa friulana la crisi coinvolge nove aziende per circa 1.260 lavoratori. «Qui ci sono milioni di metri quadri disponibili, da riempire di attività che garantiscano sostenibilità e longevità. Siamo sicuri che i soldi investiti dalla Regione in questa operazione sono spesi bene – dice Augusto Salvador, segretario Femca Cisl – Questa è la politica industriale che vogliamo potenziare con la nuova Giunta regionale; ora sarà fondamentale sigillare il rilancio del sito con un accordo di programma tra imprese, sindacato e istituzioni. Il percorso è solo iniziato e il polo chimico può essere considerato oggi il futuro possibile della chimica innovativa e sicura».

Barbara Ganz

Augusto Salvador
Augusto Salvador
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