Messaggero Veneto

Sabato 24 dicembre 2011

 

TRE PROPOSTE PER RILANCIARE L’EDILIZIA

di FULVIO MATTIONI

E’ possibile avere - in Friuli Vg oltre che nella provincia di Udine – “Un’edilizia che dia valore al territorio e futuro alla comunità” come titolava il convegno promosso dalla Ust Cisl e dalla Filca Cisl dell’Udinese e della Bassa friulana il 16 dicembre scorso? Nonostante uno scenario nazionale che ha visto un calo degli investimenti in costruzioni pari al 22,9% nel quadriennio 2008-2011 (riportando il livello di attività indietro di 20 anni) e una previsione di calo anche per il 2012 (-3,8%)?

E nonostante che in Friuli Vg vi siano 6 mila lavoratori colpiti dalla crisi tra minori occupati, mobilitati e “sospesi” dal lavoro in quanto coperti dalla cassa integrazione e guadagni? Ebbene, nonostante tutto ciò, la risposta fornita dal convegno è positiva. Un si, però, che presuppone volontà e capacità di fare. Ovvero la volontà politica di utilizzare il settore in chiave anticongiunturale e uno scatto d’orgoglio della burocrazia nostrana.

La crisi del settore italiano ha una doppia origine ovvero il calo delle opere pubbliche (meno 32,3%) e degli investimenti in nuove abitazioni (-38,1%) mentre, invece, tiene il comparto degli investimenti in ristrutturazioni (+2,7%). Poiché pare improbabile rianimare il segmento delle nuove abitazioni essendovi un invenduto di nuovo consistente – anche perché costruito pensando agli interessi delle imprese immobiliari anziché ai fabbisogni degli utilizzatori – le due leve su cui si può agire sono quella delle ristrutturazioni e quella delle opere pubbliche. Vediamo come pensando al Friuli V.G. dove il valore delle opere pubbliche iniziate nel periodo 2002-2010 evidenzia un dimezzamento (-54,4%). Mancano, in sostanza, oltre 250 milioni di opere pubbliche di cui una parte consistente nella provincia di Udine. Quali tipologie mancano? Di tutto un po’: stradali (meno 74%), fluviali e marittime, scolastiche, edilizia abitativa.

Gli enti di previsione internazionali ed italiani danno per scontato un segno negativo sia del reddito che dei livelli occupazionali italiani e Confindustria ha stimato il primo in calo dell’1,6% ed i secondi dello 0,6%. Anche in Friuli V.G., pertanto, è lecito aspettarsi risultati di segno analogo anche se, forse, più contenuti, ma più che aspettare e sperare é meglio darsi da fare per migliorare l’imminente 2012. Proprio in questa direzione vanno le tre proposte seguenti. La prima è attivare un Osservatorio sulle opere pubbliche regionali che ha la finalità di spendere i 250 milioni di opere pubbliche giacenti da tempo presso Comuni, Province ed altri enti locali. Opere, si noti, non sottoposte al patto di stabilità e cantierabili in tempi brevi. Che deve censire gli enti interessati, l’importo e la tipologia delle opere, i tempi previsti per il loro avvio; verificare i tempi di avvio e, qualora manchino o siano inadeguati, imporre una soglia temporale breve (ad es. 60 gg.) passati i quali procedere al recupero delle risorse impegnate e alla loro ri/assegnazione. Infine, deve chiarire la legislazione da applicare e responsabilizzare la burocrazia all’obiettivo da raggiungere.

La seconda proposta è di applicare gli stessi criteri agli 80 milioni di opere pubbliche (aggiuntive alle precedenti, quindi) che l’Amministrazione intende varare per il 2012.

La terza proposta, infine, prevede un Piano di valorizzazione (ristrutturazione) dei centri dei piccoli Comuni in modo da renderli disponibili per l’insediamento abitativo dei giovani e che deve rappresentare una parte significativa dei 78 milioni di mutui prima casa che l’Amministrazione regionale intende varare per il 2012. Recupero di socialità, abbattimento dei costi di urbanizzazione, risparmio di territorio, utilizzo di materiali ed impianti che risparmiano energia, raggiungimento degli obiettivi comunitari in tali materie sono i vantaggi attesi dalla realizzazione del Piano. Spendere oltre 400 milioni nel giro dei prossimi 2/3 anni significa fornire un serio contributo allo sviluppo e al rinnovamento del settore edilizio .

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Fulvio Mattioni
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