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Messaggero Veneto

Venerdì 15 Maggio 2015

 

Troppi infermieri assenti: reparti a rischio

L’allarme di Cannarsa (Cisl Fp): superano i cento ogni mese.
Blocchi operatori e pronto soccorso sono in affanno.

Un centinaio di infermieri assenti per malattia ogni mese. Senza contare il personale dichiarato inidoneo alle mansioni. A denunciare a suon di numeri la difficile situazione dell’organico al Santa Maria della Misericordia intervengono le rappresentanze sindacali della Cisl Fp per voce del segretario regionale Nicola Cananrsa. «Considerato che l’organico è ridotto all’osso e che per reclutare personale sostitutivo ci vogliono almeno tre mesi – premette Cannarsa – la situazione che si è venuta a creare in Cardiologia, e ancora prima in Ostetricia e in Terapia intensiva, ora rischia di ripetersi al pronto soccorso, dove c’è una grave carenza di personale, e nei blocchi operatori, dove manca una ventina di infermieri».

Il segretario commenta positivamente la decisione adottata dalla direzione aziendale di sospendere fino al primo giugno il servizio su una decina di posti letto. «Siamo stati noi a chiedere di mettere in sicurezza e di rimodulare l’attività della Cardiologia in concomitanza con una serie di malattie e di gravidanze che hanno determinato una difficoltà organizzativa nel garantire i turni alla Cardiologia di elezione, l’Unità coronarica e semintensiva. Visto che il settore impiega personale qualificato che non può essere sostituito facilmente, la temporanea riduzione dei posti letto è stata la scelta più opportuna, ma questo non basta a scongiurare il rischio di simili emergenze in altre aree».

Una svolta in questo senso è stata annunciata dall’assessore regionale alla sanità Maria Sandra Telesca con l’avvio di un’integrazione fra il personale dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 4 del Friuli Centrale e quella ospedaliero universitaria del Santa Maria della Misericordia.

«Occorre decidere tempestivamente chi deve fare cosa – argomenta Cannarsa – a oggi noi non sappiamo ancora cosa faranno gli ospedali di rete, quali attività di urgenza emergenza e elezione verranno mantenute in queste strutture e questi aspetti devono essere definiti in tempi brevissimi. Bisogna dare la possibilità al personale di essere ingaggiato anche dalle aziende limitrofe, assecondando le legittime aspirazioni degli infermieri che vogliano acquisire nuove esperienze o avvicinarsi a casa. Nel frattempo, se l’azienda ospedaliero universitaria è sotto organico e arriva a percentuali di personale in malattia che oscillano dal 10 al 20 per cento, è necessario mettere in sicurezza l’attività rinviando l’attività in elezione e facendo transitare i pazienti presso gli altri ospedali sul territorio».

La situazione, sottolinea il sindacato, è difficile, visto che il personale in molti casi è demotivato, l’età anagrafica aumenta e l’età media supera i 40 anni, mentre i casi di parziale inidoneità superano il 20 per cento. Sono tutti aspetti, questi che rendono difficile .

La carenza di personale coinvolge ogni settore e costringe tutti a lavorare sotto pressione: dai 660 medici in servizio ai 200 tecnici sanitari, ai 200 amministrativi fino ai 1.400 infermieri in organico all’Azienda ospedaliero universitaria. «In queste condizioni - argomenta Cannarsa – la nostra azienda non è in grado di sopperire a situazioni di emergenza, in Ostetricia come in Cardiologia, in Terapia o nei blocchi operatori dove il personale infermieristico non è in grado di seguire l’attività dei medici. Parecchie strutture del Santa Maria potrebbero andare incontro a una situazione del genere senza una riorganizzazione ospedaliero-territoriale e anche delle strutture posto acuzie».

«L’azienda fa l’impossibile, ma per fare un’assunzione ci vogliono tre mesi. E offrire le prestazioni mantenendo alti standard di sicurezza diventa un’impresa – osserva il segretario Cisl – la verità è che non possiamo permetterci più di fare tutto dappertutto. Basti pensare a quante Ortopedie ci sono da Latisana a Tolmezzo, eppure finiscono tutti a Udine; se vogliamo garantire l’utenza bisogna fare scelte difficili e coraggiose».

Proprio per occuparsi di qualità, competenze e assistenza del personale sanitario la Cisl sta organizzando un work shop che prenderà il via a breve.

Alessandra Ceschia

Nicola Cannarsa
Nicola Cannarsa
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