Messaggero Veneto

Mercoledì 11 Luglio 2012

 

Uil: sull’elettrodotto si faccia chiarezza

«Non siamo contrari, ma non è vero che in Fvg siamo a corto di energia e che garantirà risparmi»

«La politica si prenda le proprie responsabilità e non scarichi sul sindacato questioni che non gli competono, come quella dell’elettrodotto Terna. Ci dicano se è necessario per risolvere il problema dell’approvvigionamento di energia, tra gli altri di Abs, e se comporterà un calo dei costi e non invece il contrario, come crediamo».

L’affondo viene dal segretario di Uilm Uil Udine, Luigi Oddo, che così intende liberare le parti sociali da un onere che non gli compete: il dire sì o no all’elettrodotto per Abs. «Ci hanno investito impropriamente di questo ruolo da arbitri – dice –, che ricusiamo con fermezza». Oddo punta il dito contro la politica e contro la Cgil di Franco Belci, che avendo promosso un incontro a Trieste sulla vicenda dell’elettrodotto avrebbe, secondo il segretario provinciale di Uilm, leso l’autorevolezza dei rappresentanti sindacali locali. «Con Abs stiamo trattando sulla flessibilità – fa sapere Oddo – e siamo disposti a concederla, a patto che vi siano precisi impegni dell’azienda in ordine agli investimenti e all’incremento dell’occupazione». Impegni che com’è noto sono condizionati alla realizzazione dell’elettrodotto. Se l’ok alla maxi-infrastrutture non arriverà entro fino estate – ha più volte ribadito l’ad Alessandro Trivillin – l’azienda punterà sulla Croazia. Oddo precisa che il sindacato non ha nulla in contrario rispetto alla costruzione dell’elettrodotto: «Lo ribadisco, per noi va bene, ma pretendiamo che non si raccontino bugie, perché non è vero che siamo a corto di energia in Fvg, un terzo di quella che transita non è utilizzata in loco, e non è vero che facendo l’elettrodotto caleranno i costi».

Il tema dell’energia ha visto impegnata ieri mattina anche la IV commissione regionale. Presieduta da Alessandro Colautti (Pdl), ha dato il via libera all’istituzione di un comitato ristretto – ne fanno parte Asquini (gruppo Misto), Brandolin, Colussi (Cittadini-Libertà civica), Corazza, Picco (Ln) Salvador (Udc) e Colautti (Pdl) – il cui compito sarà quello di approfondire i temi del ddl 220 anche attraverso alcune nuove audizioni per apportare alla norma modifiche condivise. «La legge – spiega Asquini - si occupa di due grandi questioni. Da un lato i carburanti, per la cui disciplina è necessario apportare alcune correzioni alla luce di recenti decreti legge nazionali, dall’altro le linee elettriche, dobbiamo arrivare a garantire le imprese, che chiedono energia, e al contempo la possibilità dei vari soggetti, tra cui gli enti locali, di suggerire elementi diversi, trovando una sintesi tra i due fronti. Un finale punto di convergenza per evitare che, per esempio, la posizione contraria di un singolo Comune blocchi un’opera magari vitale per l’esistenza di una fabbrica che dà lavoro a centinaia di persone».

«Il comitato ristretto – sottolinea Corazza (Idv) - potrà valutare anche la questione degli impianti a biomassa che prevedono la combustione e i dati regionali in merito al fabbisogno energetico, visto che il piano Fvg è “aggiornato” al 2007. Pare assurdo, ma sull’energia si vuole legiferare “al buio”».

Maura Delle Case

Elettrodotto
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