Messaggero Veneto

Giovedì 06 Giugno 2013

 

Un Fvg più virtuoso. Ecco le sei proposte

No alle indennità ai presidenti di commissione, rimborsi in base alle spese
Bloccare le indicizzazioni dei vitalizi agli ex, riduzione del personale
di Fulvio Mattioni

Nella non deludibile speranza che il nuovo consiglio e la nuova giunta regionale vogliano marcare una forte differenza rispetto al recente passato, faccio una proposta decente per tornare a essere una Regione credibile, efficace e meno costosa. Per cui riprendo, aggiornandola, quella formulata nel febbraio 2012 in un Convegno della Ust Cisl di Udine volto a recuperare alla politica regionale il comune senso della sobrietà e la fiducia dei cittadini.

Proposta, migliorabile, che si propone di contenere i costi del consiglio e della giunta regionale e che un ex presidente del consiglio – senza conoscerla – apostrofò con livore proprio in Consiglio perchè sospinto dall’idea che cercare di ridurre gli sprechi fosse un inaudito delitto di lesa maestà. Sono passati appena 15 mesi ma è davvero una altra epoca come dimostra il dibattito alimentato dalla legge sul finanziamento dei partiti, il fatto che la sobrietà è sempre più un valore assunto a discrimine tra la vecchia e la nuova politica e che il contenimento dei costi della politica è stata la linfa che ha alimentato l’esplosione del movimento grillino.

Mi soffermo, quindi, sugli interventi che possono diventare oggetto di una legge ad hoc da varare in tempi brevi per eliminare gli sprechi grossolani di alcune indennità della “paga” del consigliere e nelle strutture di servizio all’attività di Consiglio e Giunta. Interventi riassumibili in sei semplici punti, il primo dei quali presuppone l’eguaglianza di tutti consiglieri ancorché vengano chiamati a svolgere funzioni diverse. Con consiglieri motivati vi è certamente ressa per svolgere le funzioni più impegnative anche se non extrapagate: in caso contrario i più volenterosi potranno vantare un curriculum migliore presso i loro elettori. Conseguenze positive? L’eliminazione delle indennità del presidente di ciascuna delle 6 Commissioni permanenti del consiglio e del Comitato per la legislazione, di quelle corrisposte ai 2 vice-presidenti del consiglio e ai presidenti degli otto gruppi consiliari. Risultato? Un risparmio di 400 mila euro annui, due milioni nella XI legislatura.

Il secondo punto è figlio dell’ovvietà, ovvero che le spese vanno rimborsate non sulla base di quanto si immaginava di spendere ma di quanto si è speso effettivamente. Due le ricadute positive: la prima delle quali riferita al rimborso spese per l’uso dell’automezzo del consigliere. Tenendo conto del numero di accessi effettivi (una decina) in Aula anziché di quelli ipotizzati (ben ventuno), si ha un risparmio di 600 mila euro annui e di 3 milioni nella legislatura. La seconda ricaduta riguarda il rimborso dei pasti e consiste nel prevedere il rimborso del pasto erogato in Consiglio (del costo di 14 euro) anziché quello forfettario, pari a 35. Risultato? Consiglieri soddisfatti per il pasto completamente gratuito e risparmi per la collettività di 343 mila euro annui e di 1,7 milioni in legislatura.

Il terzo punto contempla il blocco dell’adeguamento all’indicizzazione Istat per le indennità erogate ai quasi 180 ex-consiglieri (già attuato in altre Regioni). Perché? A titolo di modestissimo segno della loro solidarietà nei confronti della collettività regionale che risparmierebbe, in tal modo, 200 mila euro all’anno e 1 milione in legislatura.

Il quarto punto prevede trasferimenti ai gruppi consiliari analoghi a quelli in essere nel 2000-2002: non per penalizzarne l’attività ma quale assestamento dovuto alla riduzione dei consiglieri e al recupero di sobrietà. Al posto degli 1,8 milioni previsti in bilancio, si torna a 1,1 milioni annui con un risparmio di 700 mila euro già nel 2013 e 3,5 milioni in legislatura.

Il quinto punto adegua i servizi messi a disposizione di consiglieri e gruppi tramite la riduzione del personale istituzionale dipendente (42 unità) e di quello dei gruppi (18 unità) con un risparmio annuo di 2,4 milioni e di 12 nella legislatura.

Il sesto punto risparmia sui costi delle sedi che ospitano il ridimensionato consiglio regionale: solo di pulizia e sorveglianza sono pari a 400 mila euro annui mentre l’affitto degli spazi liberati potrebbe trasformare i relativi costi in altrettante entrate. Accettare la discussione sul merito dei contenuti proposti offre un segnale chiaro sul fatto che la politica del Fvg – di governo e di opposizione – ha connotati finalmente terrestri e non alieni. Politica che rischia di offrire un buona immagine di sé anche a livello nazionale e diventare ancor più simpatica indirizzando le risorse risparmiate – 5 milioni all’anno per ciascun dei 5 anni dell’XI legislatura – al fronteggiamento, ad esempio, delle difficoltà delle giovani famiglie nel pagare mutui-casa diventati impagabili. Volendo esagerare, infine, vorremmo parlare di attrazione irresistibile se a partire dalla XII legislatura portasse a 40 (o 30) il numero degli attuali 48 consiglieri regionali.

Fulvio Mattioni
Fulvio Mattioni
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