Settembre 2014

 

Un dipartimento territoriale ottimale per il Friuli di Mezzo

Un’affollata sala convegni della Banca di Credito Cooperafivo di Basiliano é stata la cornice dell’ultimo appuntamento organizzato dal Centro iniziative codroipesi (cicodroipo.altervista.org) ed ospitato appunto dalla filiale codroipese della Bcc lo scorso 2 agosto. L'iniziativa si é davvero rivelata un successo di pubblico: tanta era evidentemente la curiosità per i temi affrontati e la partecipazione di relatori scientificamente titolati a intervenire in una materia, quella dell'autonomia degli Enti locali e dei loro rapporti con il governo della Regione, che é senza dubbio densa di contenuti e destinata naturalmente a suscitare una profunda riflessione sul funzionamento della macchina decisionale regionale e le prerogative di altri soggetti come quelli che si é cercato di delineare negli ultimi anni, costituiti da unioni di Comuni che prendono il nome di "aree vaste”.

L'appuntamento, come recitava l'invito del Cic, “si scrive nel quadro dei lavori seminariali per andare oltre il Piano delle strategie (di cui abbiamo fatto cenno nella precedente uscita del periodico, n.d.r.) per lo sviluppo del Medio Friuli” e si é articolato nelle relazioni dell’economista Fulvio Mattioni e del pianificatore Sandro Fabbro, professore all'Università degli Studi di Udine, cui sono seguiti gli interventi del Segretario Generale della Cisl udinese Roberto Muradore e degli esponenti del Consiglio regionale Riccardo Riccardi di Forza Italia e Vittorino Boem del Partito Democratico.

L'intervento di Mattioni ha costituito un'approfondita analisi delle persistenti debolezze dell'offerta dei servizi pubblici e dei loro costi, ed é partita da alcune rifiessioni sulla Legge 1/2006 sulle autonomie locali e il loro riordino, sulle associazioni intercomunali e la costituzione degli Aster (Ambiti per lo sviluppo territoriate): obiettivo della legge era la modernizzazione della gestione dei rapporti Regione — Enti locali.

L'economista, dopo l'analisi della situazione attuale ha offerto una proposta di definizione delle aggregazioni dei comuni ragionando sulla costituenda Legge di riforma degli Enti locali le cui linee guida sono state approvate il 31 ottobre 2013, facendo presente che alla fine dello scorso anno le forme associative (ossia le associazioni di Comuni in Regione) esistenti erano ben 47, "davvero troppe, troppo diverse tra loro e troppo piccole" a dire del relatore, dunque inadeguate a svolgere le funzioni richieste.

Mattioni ha insistito sulla necessità che tali soggetti siano più grandi ed in tal modo autorevoli, individuandone invece al massimo una dozzina, che nella nostra provincia si riassumono in 5 "aree vaste”: l'Alto Friuli (costituita da 43 Comuni e 72 mila abitanti), l’Udinese, la Cividalese - Tarcentina, la "Bassa Friulana” ed appunto quella del “Medio Friuli”, che registra oltre 100 mila residenti.

Se Mattioni ha sostenuto apertamente la necessità di una legge che vada in questa direzione, il secondo ospite, Prof. Sandro Fabbro, ha voluto precisare che la pianificazione regionale ha già approvato nel 2013 un Piano di governo del territorio, che egli ritiene buono, ma che non ha in effetti prodotto ancora una legge conseguente. Anche Fabbro ha ribadito la necessità di avere soggetti istituzionali più grandi ed autorevoli in grado di fare pressioni sulla Regione per ottenere una profonda ristrutturazione della sua governance, e la cessione da parte di questa di competenze strategiche alle aree vaste necessariamente dotate di un peso politico e decisionale più grandi di quelli dei singoli Comuni che rappresentano.

Per entrambi, il bisogno di trovare punti comuni da sottoporre alla Regione da parte di questi soggetti e l'attenzione dei cittadini coinvolti in questo sforzo proposifivo rivolto alla politica sono ineludibili, perché, a detta dei retatori, "la Regione da sola non si autoriforma".

Il Segretario Muradore si é inserito nel dibattito puntualizzando proprio la questione della partecipazione ai processi decisionali: La sussidiarietà costituisce per la Cisl "un principio organizzativo del potere, che sappia avvicinare le persone e le imprese alle istituzioni" e che troppo spesso é mancata a favore di un decisionismo "che taglia corto su questioni essenziali".

Se, come ha detto Muradore, l'orizzonte é una Regione “leggera” (e che si incardini ”nei principi dell’autonomia, della responsabilité e della trasparenza”), in cui ci saranno Aree vaste che si rapporteranno con essa, che avrà ceduto a queste alcune prerogative, e l'abolizione delle Province sarà avvenuta, in questo inedito contesto “non potremo fare a meno di quell'ancoraggio culturale indispensabile per intervenire nella materia”.

Alberto Buccaro

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Centro Iniziative Codroipesi
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Roberto Muradore
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