Messaggero Veneto

Martedì 07 Luglio 2009

 

Recuperare le risorse congelate e rilanciare lo sviluppo dell'industria

Una strategia politica per uscire dalla crisi

di Roberto Muradore, Segretario Generale Cisl Udine

E’ necessario confezionare urgentemente una politica in grado di far fronte alla grave crisi che affligge i lavoratori e le imprese del Friuli V.G.. Eccone alcuni numeri e aspetti eclatanti, sottolineando come essa coinvolga sempre più la provincia di Udine.

In Friuli V.G. è previsto un calo del reddito del 3,8% (Unioncamere) e questa flessione, mai verificatasi in precedenza, si riverbera negativamente su tutta la comunità regionale e provinciale. Meno entrate per la nostra Regione, meno quattrini da spendere per le politiche di sviluppo, per le politiche sociali e di welfare e meno risorse per gli investimenti infrastrutturali.

Tale previsione si sta realizzando come confermano, purtroppo, le diverse crisi aziendali in corso, in particolare a Udine e a Pordenone. Ne risultano coinvolti molti addetti e parecchie imprese del settore manifatturiero e, infatti, assistiamo al boom delle sospensioni dal lavoro.

Dopo l’aumento di oltre il 50% delle ore di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) verificatosi nel 2008 rispetto al 2007, nei primi 5 mesi di quest’anno si è verificata una crescita tale da avere già superato il dato complessivo dell’intero 2008, più di 5 milioni di ore di Cig. Con questa progressione potremmo avere 12 milioni di ore integrate a fine 2009, corrispondenti a 7.500 lavoratori costretti a casa, la cui stragrande maggioranza composta da addetti al manifatturiero.

Ma non basta. Anche l’espulsione definitiva dal posto di lavoro è decisamente aumenta. Nel periodo gennaio-maggio i lavoratori iscritti alle liste di mobilità sono in forte incremento con un +62,9% in regione, un +126,6 a Pordenone e un +72,5% a Udine. E’ facile ipotizzare, purtroppo, un aumento netto degli iscritti alle liste di mobilità (erano circa 11 mila alla fine del 2008) che potrebbe quantificarsi in almeno 5 mila lavoratori addizionali.

I recentissimi dati dell’Istat sull’occupazione consentono ulteriori valutazioni, forse impietose, ma sicuramente realistiche. Nel periodo gennaio-marzo 2009 in Friuli V.G. – a parità di lavoratori presentatisi sul mercato del lavoro rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente - gli occupati sono diminuiti di 5 mila unità (-1%) mentre nel Nord Italia calano dello 0,4% e nel Nord-Est dell’0,2%. La differenza, per noi tutta negativa, è spiegabile proprio con la sofferenza del nostro settore industriale.

I disoccupati aumentano di 4 mila unità (+16,7%), tutti attribuibili al settore manifatturiero mentre il settore terziario, pur soffrendo, ancora mantiene i livelli occupazionali. Il tasso di disoccupazione è al 5,2% contro il 3% del 2006 e il 4,4% del 2008, il tasso di occupazione diminuisce scendendo al 63,9% dal 65% del 2008.

Va considerato, infine, il cedimento dell’export regionale (-29%) nel primo trimestre del 2009, con un calo a Pordenone del -31,4% e a Udine del -15%. In quest’ultima provincia le due flessioni più intense sono state quelle della metallurgia (-38,9%) e del legno-mobilio (-25,9%): la prima è conseguente alla crisi globale, la seconda un’ulteriore tappa nel percorso da gambero intrapreso tempo fa dal Distretto della Sedia e che coinvolge oggi anche quelle imprese finora poco interessate dalla crisi.

Questa lettura, cruda come la realtà con la quale fanno i conti i lavoratori, le famiglie e le imprese, ha lo scopo di chiamare la politica a compiere il massimo sforzo per elaborare una strategia di uscita dalla crisi incardinata su una politica industriale di sviluppo, sul recupero di risorse congelate in attività improduttive e sul re-indirizzo dei suoi principali strumenti d’intervento, legislativi e operativi.

La CISL dell’Udinese e della Bassa Friulana e la CISL del Friuli VG hanno offerto un contributo di analisi e di proposta – per buona parte condiviso anche dal mondo dell’impresa e da esperti – anche pochi giorni fa con l’iniziativa “Una Friulia per le imprese e il lavoro”. Politica, se ci sei batti un colpo!

Roberto Muradore
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