Messaggero Veneto

Giovedì 27 Dicembre 2012

 

Utilizzare le eccedenze per i poveri

di Fulvio Mattioni

Nel 2012, il 4,1% delle persone con più di 14 anni residenti nella nostra Regione è molto soddisfatto della situazione economica del Fvg e l’1% delle famiglie nostrane giudica ottimo il livello delle proprie risorse. A questa eletta minoranza appartengono sicuramente i consiglieri regionali del Fvg - chi più eletto di loro? - che hanno il privilegio di cumulare la pensione maturata nell’esercizio della loro missione pubblica con quella pagata per l’attività congelata (se dipendenti) o che continuano a svolgere (se avvocati, commercialisti, imprenditori). Privilegio ribadito in orario notturno qualche giorno fa quando è mancato l’impulso morale per tagliare gli sprechi originati dall’avere collegato – sbadatamente, forse - i consistenti rimborsi spese per benzina e vitto alle 21 presenze (presunte) mensili in Consiglio regionale anziché a quelle effettive, prossime alla decina. L’importo dello spreco? 1,2 milioni di euro annui .

Un importo quantificato in un convegno della Ust Cisl di Udine nel febbraio 2012, ai quali vanno aggiunti 3,5 milioni da pagare (nel 2013) per quello spreco che si chiama indennità di fine mandato e che è tale perché si aggiunge a una pensione assicurata e al ritorno ad un lavoro certo. Alla eletta minoranza si contrappone, sempre nel 2012, il 47,8% delle persone insoddisfatte della situazione economica (514 mila in valori assoluti) e il 40,2% delle famiglie (226 mila) che ritiene inadeguate le proprie risorse. E’ sempre stato così? Non con queste dimensioni. I dati Istat riferiti al passato dicono che le persone insoddisfatte erano molte di meno: 381 mila nel 2007 (il 35,9%) e 356 mila nel 2002 (32,8%) mentre le famiglie con risorse inadeguate erano 211 mila nel 2007 (il 35,1%) e 204 mila nel 2002 (34,1%). Numeri impietosi che evidenziano l’impoverimento della società regionale dovuto alla caduta del reddito in Fvg (-7,5% nel 2008-2012) e all’aumento della disoccupazione passata dal 3,4% del 2007 al 7,1% del 2012. Cresce la deprivazione materiale (11% in Friuli Venezia Giulia, dati Istat) e, come sottolineato 3 anni fa in un convegno natalizio sulla povertà in Fvg della Ust Cisl di Udine, sono consistenti anche da noi problemi di fame e di carenze alimentari. Che coinvolgono sempre più persone, persone schive che vivono con grande dignità la loro povertà. Nel 2002 gli utenti del Banco alimentare Fvg onlus sono stati 14.510, i bisognosi di cibo sono quasi raddoppiati nel 2008 (27.873) e aumentati (+70%) ancora nel 2011 raggiungendo le 47.379 unità. Il volume di alimenti raccolti e distribuiti è triplicato dal 2002 al 2011, anno in cui ha raggiunto le 1.748 tonnellate (1/3 delle quali originate dalla colletta tra la gente comune: segnale importantissimo!) ed un valore di 5 milioni. Quale il senso del confronto posto in essere? Quello di breve periodo richiama la necessità di selezionare i prossimi amministratori regionali tra quelli desiderosi e capaci di confrontarsi con le esigenze dell’economia e del lavoro perché il dilagare del bisogno e dei bisognosi risente dalla carenza di tale desiderio e capacità. Quello immediato, è uno sprone ai consiglieri regionali ad un gesto di solidarietà nei confronti dei bisognosi del Fvg paragonabile a quello della colletta tra la gente comune. Solidarietà, alimentata dalla distribuzione delle eccedenze di produzione agricola, dell’industria alimentare e della grande distribuzione e dalle donazione della gente, da un lato, e dalle eccedenze di reddito, tra i consiglieri.

Fulvio Mattioni
archivio

altre risorse: