UdineEconomia

Febbraio 2014

 

L’ATTACCO DEI SINDACATI

Vincolare gli aiuti pubblici alla permanenza

Aiutare le aziende a confrontarsi con i concorrenti europei, ma in caso di aiuto pubblico obbligarle a non fuggire dopo aver intascato i contributi. È la “lezione” che trae il segretario regionale della Cgil Franco Belci analizzando il caso Electrolux.

“Va costruita immediatamente una legislazione che vincoli gli aiuti pubblici alla permanenza dell’attività produttiva sul territorio - spiega - ricordo, infatti, che prima Zanussi e poi Electrolux hanno incassato ingenti risorse nel corso degli anni, passate poi nel dimenticatoio”. Contemporaneamente, però, và incentivata l’attività d’impresa e il rappresentante della Cgil indica la palla al piede che va eliminata prioritariamente.

“Gli industriali qualche ragione ce l’hanno - continua Belci - va reso più attrattivo il nostro territorio, non in confronto con la Polonia, ma con l’Austria, per esempio. Va fatta un’inversione a U nella pubblica amministrazione, costruendo una riforma che semplifichi le procedure e abbatta i tempi burocratici, anche se per ottenerlo sarà necessario riorganizzare il personale degli enti. Serve un atto di coraggio di tutti, compresi noi sindacati. Facendo così potremmo raggiungere un risultato che io considerò già molto importante per la competitività”.

Sull’incapacità delle istituzioni di affrontare il problema e sull’inadeguatezza di un piano industriale concentrato solo sui costi si sofferma il segretario generale della Cisl Udine Roberto Muradore.

“Sono straconvinto che il territorio sia una dimensione da valorizzare e non condivido per nulla la nuova “vulgata” della centralizzazione, perché fa il paio con l’iper-federalismo in voga fino a pochi anni fa. Ciò non toglie, però, che la pretesa di risolvere localmente le questioni poste dalla multinazionale Electrolux, presente in Italia con ben quattro siti produttivi posizionati in regioni diverse, sia davvero molto, troppo “provinciale” in senso negativo. La dimensione del problema è nazionale ed europeo e una soluzione si può trovare solo a quei livelli.

Intendo evidenziare, inoltre, come nelle peggiori tradizioni ci si affidi al sostegno della parte pubblica che, come noto, non gode di ottima salute e come, infine, si faccia pagare il tutto ai lavoratori decurtando il loro salario. Ma il ruolo dell’impresa dov’è e, soprattutto, qual è? Forse quello di percorrere la strada, già risultata fallimentare, di una competitività basata sui costi? Auguri!

È bene che inizi un confronto tra il sindacato e Unindustria Pordenone, ma è ancor più auspicabile e necessario che si formulino proposte migliori e all’altezza delle sfide da affrontare. In assenza di politiche industriali e di singoli piani aziendali, non credo che il provincialismo, il danaro pubblico e il maggior sfruttamento dei lavoratori siano una strategia vincente”.

Roberto Muradore
archivio

altre risorse: