
2-5-2010
CERVIGNANO. «Se l'aumento della disoccupazione in Italia è stato inferiore a quello degli altri stati europei, lo dobbiamo a un sistema di ammortizzatori sociali più strutturato e rafforzato per far fronte alla crisi». Lo ha detto a Cervignano davanti a oltre un migliaio di lavoratori, al comizio conclusivo del Primo maggio, Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. «Per far ripartire il Paese, però - ha aggiunto - servono anche nuove politiche per il reimpiego e di sostegno alle imprese. In mancanza di questo, infatti, la cassa integrazione, che oggi coinvolge altri 500mila lavoratori, rischia di diventare un dato cronico».
«Giustamente si è scelto di dare priorità agli ammortizzatori sociali - ha aggiunto Santini -, ma gli ammortizzatori da soli non bastano. Ma per recuperare la caduta che c'è stata bisogna anche ripensare il nostro modello di sviluppo, promuovendo un'alleanza con le forze più sane dell'economia, per sconfiggere la finanza speculativa e rilanciare le politiche per lo sviluppo».
Incentivi all'innovazione e alla ricerca, nuove politiche fiscali a sostegno delle imprese e dei redditi, potenziamento delle politiche per il reimpiego e per la formazione: questa la ricetta proposta dai sindacati. Tra le misure auspicate da Santini anche l'estensione dei contratti di solidarietà, «che si stanno rivelando - per il segretario confederale Cisl - una delle misure più efficaci per contenere l'impatto occupazionale della crisi e potrebbero rivelarsi una soluzione utile anche fuori dall'emergenza - ha concluso - posto che ci vorranno anni per arrivare ai livelli di crescita raggiunti prima della crisi».