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LA CISL DI UDINE

 

 

 

Giorgio Santini
Giorgio Santini
Segretario Nazionale
CISL

 
 
1° Maggio a
Cervignano

  Il futuro del Friuli
  ... è ancora il lavoro!

1° MAGGIO 2010
Manifestazione a Cervignano del Friuli       

Intervento di
Giorgio SANTINI – Segretaio Confederale CISL

  • E’ sempre meno una giornata di festa!

       E’ un giorno in cui dare voce:

  • a tutti i lavoratori-lavoratrici colpiti dalla crisi,
  • ai troppi lavoratori intrappolati nel lavoro irregolare,
  • ai giovani che non trovano lavoro, ai tanti, troppi  che hanno perso il lavoro.
  • I giorni amari di Rosarno in Calabria triste simbolo di esasperazione sociale che esplode in violenza.

Ma vogliamo guardare alle cause:

  • Il lavoro sommerso ai limiti dello schiavismo.
  • La clandestinità forzata di migliaia di lavoratori immigrati.
  • Un’economia malata dove il lavoro è pagato pochi centesimi.

A questa amara e tragica realtà, purtroppo molto estesa soprattutto nel Mezzogiorno ma non solo, il sindacato italiano non vuole rassegnarsi passivamente, ma farla diventare il simbolo di una rinascita civile e sociale che deve partire da Rosarno e da tutti gli altri luoghi in cui il lavoro è umiliato, marginalizzato, senza rispetto per l’umanità delle persone, della loro dignità.
Una rinascita civile e sociale fondata sulla:

legalità      -> rispetto delle regole / ispezioni, repressione della criminalità
lavoro        -> sviluppo /contrasto del sommerso
solidarietà  -> accoglienza / diritti-doveri/integrazione dei lavoratori immigrati

LA CRISI E IL LAVORO

Non dimenticare le cause di questa crisi:

  • mercato senza regole
  • liberismo senza etica
  • finanza senza scrupoli
  • speculazioni senza limiti, senza vergogna

Non dimenticare perché tutto non resti come prima.

Dov’è l’Europa? Ogni Paese pensa per sé, finché la crisi esplode in uno, due, tre Paesi, allora si è costretti  ad intervenire. Prima si capisce che l’unico modo per uscire dalla crisi è “insieme a tutti i paesi europei” e meglio è.
Perché non si decidono le nuove regole sulla finanza internazionale, sullo smantellamento dei paradisi fiscali, sullo scoraggiamento della speculazione finanziaria?
Proponiamo la tassazione delle transazioni finanziarie.
Ma servono anche nuove regole che sottomettano la finanza all’economia bisogna passare dalla dittatura della finanza alla democrazia economica, ad una economia per le comunità, non per pochi privilegiati, redditieri, speculatori,

  • facendo leva sulla coesione sociale,
  • valorizzando le identità comuni sul valore sociale di cittadinanza del lavoro,
  • sulla condivisione di un bene comune da costruire giorno per giorno come orizzonte delle istituzioni.

La crisi ridisegna anche le prospettive dei territori, di modelli di sviluppo costruiti nei decenni scorsi, di come farli evolvere verso nuovi percorsi di innovazione, di integrazione tra economia agricola, ed economia della produzione, reti, consorzi, servizi che guardino al futuro:

  • uso dell’energia / risparmio energetico
  • nuovo equilibrio col territorio (agricoltura biologica – consumo diverso)

Capacità di generare continuamente valori morali, sociali, etici, condivisi che sono alla base della coesione sociale.
Una crisi che esige la capacità di fare di più. Non basta fare professione di ottimismo, servono atti concreti e politiche adeguate, servono “coalizioni forti e partecipative” per vincere le sfide del:

  • LAVORO
  • SVILUPPO

LAVORO

Nonostante una lenta e fragile ripresa ancora tutta da consolidare, continuano a crescere la:

  • cassa integrazione,
  • disoccupazione,
  • disoccupazione giovanile

E’ stato positivo lo sforzo degli ammortizzatori sociali ordinari e in deroga, vanno garantirti per tutto il 2010 e oltre, ma non basta; bisogna evitare la CIG cronica, bisogna cominciare a svuotare i bacini di disoccupazione di lunga durata che stanno pericolosamente crescendo.

  • politiche attive,
  • formazione per occupabilità,
  • incontro domanda-offerta,
  • contratti di solidarietà,
  • incentivi per chi assume

Costruire una nuova economia che fronteggi la recessione che torni a crescere sapendo costruire nuovi percorsi per lo sviluppo.
Orientare, finalizzare gli interventi per creare sviluppo:

  • sostenere/incentivare gli investimenti nei settori produttivi su nuovi prodotti verso nuove frontiere di innovazione, ricerca, qualità,
  • impegnare le Banche a sostenere il sistema produttivo e il lavoro; non debbono “continuare a lavarsene le mani come Ponzio Pilato”,
  • infrastrutture grandi e piccole, reti, risparmio energetico, tutela del territorio, dando più valore all’economia sociale, un welfare che si possa estendere verso tutte le necessità, trovando in questo nuove ragioni di crescita anche economica ed occupazionale (politiche per la non autosufficienza, integrazione socio sanitaria, lavoro di cura per le presone),
  • potenziando e collegando meglio scuola-formazione-università alla costruzione di prospettive di vita e di lavoro per i molti giovani oggi disorientati e spesso senza prospettive per il loro futuro.

RIFORMA FISCALE

Sostenere il lavoro, sostenere i redditi dei lavoratori, dei pensionati delle famiglie significa sostenere tutta l’economia. Centralità della riforma fiscale. Servono risorse per:

  • sostenere lo sviluppo e il lavoro,
  • ridurre il carico fiscale troppo alto per i lavoratori e i pensionati
  • contrastare l’evasione fiscale dei furbi, per poter aiutare tutti coloro che onestamente pagano le tasse, lavoratori, pensionati, imprese, lavoro autonomo
  • contrastare tutte le forme di economia sommersa di illegalità

LAVORO IRREGOLARE – ECONOMIA SOMMERSA

  • La crisi sta peggiorando la situazione perché riduce la capacità di contrasto, crescono i lavori senza rispetto dei contratti, senza tutele previdenziali, partite IVA fittizie, dati della Commissione parlamentare (fenomeno in aumento, crescita esponenziale nel Sud).
  • contrasto economia somersa: edilizia, agricoltura, servizi,
  • immigrati, il lavoro come strada di integrazione,
    • regolarizzazione di chi lavora,
    • cittadinanza per le seconde generazioni

Nel  40° anniversario, lo Statuto dei Lavoratori non va smantellato, deve essere aggiornato per poter tutelare tutte le forme di lavoro. Lo Statuto dei lavori come prospettiva di nuova equità sociale, di nuove tutele per le molte aree del lavoro non tutelato.

Servono:

  • Federalismo per aiutare i territori/le istituzioni a realizzare meglio il bene comune, non per aumentare le disuguaglianze  sociali e territoriali,
  • coalizioni sociali, economiche, istituzionali per portare nel futuro il meglio di quanto è stato fatto in questi anni.

Nonostante la crisi, non bisogna avere paura del futuro.
Insieme cominciando da oggi si può costruire un futuro migliore, di solidarietà, partecipazione, dignità per tutti i lavoratori.

VIVA IL PRIMO MAGGIO – VIVA IL SINDACATO DEI LAVORATORI!

 

 
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